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22/01/2009 : Edguy + Matos + H.E.A.T. (Rolling Stone, Milano)

Pubblicato il 22/01/2009 da in Live report | 0 commenti


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22/01/2009 : Edguy + Matos + H.E.A.T. (Rolling Stone, Milano)

Live report Edguy + Matos, Milano

Dopo un’attesa, per il sottoscritto, durata sette mesi, finalmente arriva il 21 gennaio 2009, giorno del ritorno a Milano degli Edguy, questa volta forti del successo del loro nuovo album “Tinnitus Sanctus”, che ha spaccato la critica tra chi lo ama e chi lo odia, senza vie di mezzo.
Dopo una giornata abbastanza campale, districandomi tra traffico e vicende personali, riesco comunque a giungere al locale con largo anticipo, incontrandomi con il prode Mr. Triton, che mi attende per l’intervista che dovremmo avere con Sammet prima della sua esibizione. Purtroppo a questo punto inizia una vera odissea, oserei dire “burocratica”, che dura più di un’ora e che si conclude con il tour manager della band tedesca, che ci dice di non sapere niente di questa intervista che dovremmo avere, della quale quindi non si fa nulla. Verrò a sapere in seguito che anche ai colleghi di Hardsounds è stato riservato lo stesso trattamento.
Questo disguido, a parte essere una cocente delusione per noi che ci prodighiamo in qualsiasi modo per fornirvi interviste con gli artisti, comunque è un’opportunità che si può recuperare: d’altronde, di possibilità per parlare con gli Edguy ce ne saranno mille altre. D’altro canto, tutto questo tempo sprecato ci ha fatto perdere i primi gruppi, ed è per questo che qui non troverete menzione all’esibizione degli H.E.A.T. e solo poche righe riguardanti quella di Matos. Ci scusiamo con le band in questione e con voi, ma davvero, è stata una faccenda che non è dipesa dalle nostre volontà.

Live report Edguy + Matos, Milano

Veniamo dunque al concerto: durante le mie peregrinazioni “burocratiche” riesco a sentire e vedere qualcosa dell’ottima performance di Matos che sul palco, vestito come al solito come il conte di Montecristo, gigioneggia in arabesche pose, mentre, con la sua estremamente versatile voce, devasta qualsiasi cosa e probabilmente scarnifica il viso degli occupanti delle prime file. Il locale è gremito come poche altre volte si è visto e Matos delizia tutti con pezzi provenienti da ogni periodo della sua carriera, anche se, bisogna dire, con risultati alterni. Le note di “Nothing To Say” esaltano il pubblico in modo incredibile, mentre i tre pezzi provenienti dal suo ultimo disco solista vengono accolti in modo abbastanza freddo.

Live report Edguy + Matos, Milano

Le canzoni del periodo Angra e Shaman comunque mantengono alto il livello dell’esibizione, durante la quale il cantante brasiliano, in un quasi perfetto italiano, saluta tutto il pubblico di Milano, annunciando che purtroppo questa è l’ultima data che lo vedrà suonare insieme ai suoi amici Edguy.
Quando Matos se ne va, sul palco parte un delirio di tecnici che si prodigano nell’allestimento della scenografia per gli headliners e intanto il locale si affolla ancora di più, praticamente riempiendosi quasi al limite.

Live report Edguy + Matos, Milano

Tre anni fa, quando il gruppo di Sammet venne a Milano insieme ai Dragonforce, lo spettacolo musicale fu eccellente, ma non rese altrettanto sul piano visivo, poiché il camion con tutta l’attrezzatura si era guastato e quindi non aveva potuto proseguire il viaggio con la band. Questa volta, al contrario, non ci sono stati intoppi e sul palco appare una scenografia stupenda che ha come sfondo un castello sovrastato da un cielo inquietante. Sospeso appena dietro la batteria appare poi, in versione mastodontica e multicromaticamente illuminata, l’effige del Cristo con l’orecchio sanguinante che campeggia sulla copertina di “Tinnitus Sanctus”.

Live report Edguy + Matos, Milano

Gli Edguy appaiono tra le urla generali e subito infiammano il pubblico con la nuovissima “Dead Or Rock”, seguita a ruota dall’altrettanto recente “Speedhoven” e bisogna dire che questi due pezzi incredibilmente rendono ancora meglio dal vivo.
Dopo un breve saluto a Milano, i cinque tedeschi stanno per attaccare il terzo pezzo, ma il pubblico inizia ad inneggiare gridando “To-bi To-bi To-bi”; il frontman molto signorilmente risponde “Non dovete gridare Tobi, ma Edguy!!!!”, indicando gli altri componenti della band. Il pubblico capisce e il coro si trasforma, appena prima che inizi la sempreverde “Tears Of A Mandrake”, che scatena il delirio.
Sammet sembra veramente stupito dal calore con cui il pubblico italiano sta accogliendo la sua band e non riesce a smettere di ribadirlo né con le parole tra un pezzo e l’altro, né con le espressioni veramente esterrefatte che si dipingono sul suo volto mentre canta. Finita la terza canzone, Tobias ricorda al pubblico l’ultimo concerto che gli Edguy hanno fatto a Milano, ormai tre anni fa: in quell’occasione, il pubblico richiese così a gran voce “Babylon” da costringere il gruppo ad eseguirla, modificando la scaletta e riportando in sede live la canzone dopo molto tempo che non veniva eseguita dal vivo. Questo aneddoto è entrato nella storia degli Edguy, quindi è inevitabile che anche a questo giro sia il momento della mitica “Babylon”. Subito dopo, senza pause, è il turno di “The Pharaoh”, e anche questa canzone è accolta dal pubblico presente in modo stupendo, tanto che Sammet, una volta finito di cantare, dice al pubblico: “Ragazzi, non so cosa avete fumato stasera, ma per favore datene un po’ anche a noi!!!!”.

Live report Edguy + Matos, Milano

Dopo aver inveito contro la stampa, che si è dichiarata delusa dall’ultimo album della band, e aver detto che la stampa non conta, perché i giornalisti non comprano i dischi e quindi conta solo il parere del pubblico, Tobias annuncia “Ministry Of Saints” ed effettivamente il coro che si alza dal pubblico sembra dargli ragione.
Tutti i membri della band, tranne Felix, escono per fare una piccola pausa ed inizia l’assolo di batteria più geniale della storia, sulle note di “He’s A Pirate” di Klaus Badelt, direttamente dalla colonna sonora di “Pirates Of The Caribbean”. Assolutamente mitico.

Live report Edguy + Matos, Milano

Al rientro sul palco, Tobias dice che è noto come in qualsiasi occasione lui possa parlare lo faccia e non stia mai zitto, dicendo ogni cazzata gli venga in mente – questo succede spesso durante le pause per gli assoli di batteria, ma questa volta è stato zittito da Dirk, che ha giurato che non ha mai visto un pubblico migliore e che se mai dovessero abbandonare la Germania si trasferirebbero in Italia.
Il pubblico apprezza queste parole e lo fa sentire molto bene, così come si fa sentire durante “The Pride Of Creation”, l’unica canzone al mondo in cui è presente la parola “Aardvark”.
Di seguito il frontman tedesco chiede al pubblico se conosce una canzone da “Theater Of Salvation” chiamata “Arrows Fly” e i presenti rispondono decisamente in modo affermativo, solo per sentirsi controbattere: “Ecco, noi invece ora suoniamo The Headless Game!”. La gente, ormai ammassata in più strati orizzontali, gradisce molto questa risposta ed esplode in un grande boato e mani alzate.
Una volta finito il pezzo e le ovazioni del pubblico, Sammet annuncia che “è giunto il momento di cantare una canzone triste, una canzone per le donne… e non per i gay… perché questa è strettamente una PUSSY SONG…” e viene interrotto dalla visione di una ragazza del pubblico recante un cartello con scritto “Tobias sposami! Sei un gran figo!”. Con la promessa di accoglierla in camerino per fare “alcune prove” il gruppo attacca “Save Me” e, durante il ritornello, la voce unita di tutto il pubblico è talmente forte da sovrastare qualsiasi altro suono o voce, anche se amplificata; è un momento eccezionale, che si trasforma anche in un insieme di risate quando Sammet, di schiena, si prodiga nella perfetta simulazione di coppietta “limonante”!

Live report Edguy + Matos, Milano

Il concerto si chiude, ovviamente per finta, con la successiva e movimentatissima “Superheroes”.
Dopo la rituale uscita dal palco, il rientro è affidato ad una vecchissima e amatissima canzone della band: “Out Of Control”. Sammet ricorda che la prima volta che eseguì questa canzone dal vivo era in Italia insieme agli Iron Savior e Kai Hansen in quell’occasione gli disse: “Tobias, ricordati che il pubblico italiano può essere qualcosa di veramente incredibile!” e lui questa sera ha capito cosa il frontman dei Gamma Ray abbia voluto dire.
Si passa in seguito al gioco definito “Tobi dice simpatiche stronzate e voi ripetete”, prima che il Rolling esploda letteralmente sulle note di “Lavatory Love Machine”, con tanto di testo modificato per recitare “Oh if only Milan was not so far…”. La partecipazione del pubblico è impressionante e, una volta finita la canzone, Sammet dice che qualsiasi cosa faccia il pubblico tedesco, non potrà mai più rivaleggiare con il calore che gli ha regalato questa sera il pubblico italiano.

Live report Edguy + Matos, Milano

E’ giunta l’ora dell’ultimo pezzo, e questa volta veramente, ma Tobias, “prima di andare affanculo in Germania, che è un posto freddo… e non freddo come qui… più freddo”, ci tiene a ringraziare il suo amico Andre Matos per essere stato con lui in Avantasia e fino a questa data del tour, dicendo anche: “Perché sapete, Matos è la mia voce metal FEMMINILE preferita!”, producendosi poi nell’imitazione di Andre che canta “Wuthering Heights”.
Il concerto si chiude sulle note di “King Of Fools”, anche se tutto il pubblico vorrebbe che durasse ancora mille ore.
Uno spettacolo assolutamente meraviglioso su qualsiasi livello: suoni puliti, voci in grande spolvero e, per gli Edguy, una scenografia finalmente degna di loro, un locale gremito ed un pubblico stupendo, che non ha lesinato di far sentire ogni singolo secondo quanto abbia apprezzato tutto questo.
Finora questo è stato sicuramente il miglior concerto della band tedesca che io abbia visto: speriamo di rivedere gli Edguy in Italia quanto prima e ancora a questo livello, se non meglio.


Setlist Edguy:

– Dead Or Rock
– Speedhoven
– Tears Of A Mandrake
– Babylon
– The Pharaoh
– Ministry Of Saints
– Assolo Di Batteria (He’s A Pirate)
– The Pride Of Creation
– The Headless Game
– Save Me
– Superheroes
Reprise:
– Out Of Control
– Lavatory Love Machine
– King Of Fools

Recensione e foto a cura del Fiero Ladrobardo con indispensabile supporto morale di Mr. Triton.

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