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Shadowkeep – The Hourglass Effect (2008)

Pubblicato il 20/02/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Hourglass Effect
Autore: Shadowkeep
Genere: Progressive / Power Metal
Anno: 2008
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:81

La band si forma nel 1999 grazie ai due chitarrista Nikki Robson e Chris Allen e, dopo aver registrato un EP di sei tracce, trova un contratto con Limb Music Production. Nonostante questo gli Shadowkeep si trovano ad affrontare cambi di line-up a cavallo del tour di promozione dei due album successivi (”Corruption Within” e “A Chaos Theory”). Dopo un promo con l’ex Vicious Rumors Ronnie Stixx, finalmente riescono a trovare la propria dimensione grazie all’arrivo di Richie Wicks alla voce (frontman che ricorderete nella band Tygers Of Pan Tang e come bassista negli Angel Witch), oltre al cambio di batterista con Omar Hayes. In definitiva, la band riesce a terminare le registrazioni e ad ottenere un contratto per il nuovo album con la tedesca Melissa Records. Il nuovo disco degli Shadowkeep è un concept che si evolve in undici parti e racchiude una storia di ispirazione futuristica e catastrofica: il sole diventa una supernova, mettendo in ginocchio il clima e la vita degli essere umani.
Si apre con la chitarra pulita in un arpeggio accattivante la prima traccia “Shadowkeep”. L’ingresso degli strumenti è quasi immediato, con la ripetizione dell’intro fino al riff portante che lancia il brano: abbastanza veloce, con numerosi stacchi ad intervallare la ritmica serrata delle chitarre e sostenuta dalla bella voce di Richie con parti melodiche delle due chitarre. Più decisa la successiva “Incisor”, che parte velocissima con la chitarra: una scala veloce seguita da una ritmica tirata della batteria in contrasto con le chitarre stoppate. La parte del ritornello e alcune nelle stofe ricordano molto il caro Halford, anche per la tonalità della voce. Sempre stoppata e cadenzata “Ten Shades Of Black”, che precede “Riot On Earth”, traccia interessante. Si inzia molto lenti, quasi doom, per cambiare con un riff complicato nella ritmica e voce durante la strofa: invece il ritornello risulta classico e facilmente assimilabile, come anche la parte finale con assoli. Possiamo scoprire la vena melodica della band in “Six Billion Point Of Light”, chitarra acustica e voce: piuttosto uguale nei primi minuti con la ripetizione delle strofe, cambia sia come musica che come linee melodiche nel finale. “Waiting For The Call” alterna parti prog, ad esempio nella strofa con i molti stop, a parti più power, come nel bridge e ritornello melodico; lo stesso dicasi per la settima “As The Hourglass Falls”. In quest’ultima, però, le parti strumentali sembrano più complesse e questo va a favore del brano. Inizio soft per “Leviathan Rising” con la voce che, accompagnata dalla chitarra acustica, introduce un brano caratterizzato dai numerosi cambi stilistici; parti strumentali veloci, stofa cadenzata che, grazie al raddoppio della batteria nella seconda parte, sembra spiccare un salto in avanti, bridge acustico prima dell’assolo. Si prosegue con solo voce e chitarra in “Heart Shaped Stone”, lenta e carica di emozioni, prima della decima “With Force We Come”, una delle migliori del disco. Potente nella strofa iniziale con il suo riff ritmato, si apre nella parte centrale lasciando spazio alla voce altissima di Richie. Dopo gli assoli, una parte melodica delle due chitarre riporta al ritornello e al finale. L’ultimo è l’ennesimo lento brano strumentale, dove però è il piano ad accompagnare la voce. Molto bella anche questa “How Many Times Have We Tried To Save The World”, classico lento power che però fa guadagnare punti al songwriting della band.
Questo album mostra una band carica e per nulla appesantita dai numerosi cambi di musicisti degli ultimi anni. La costruzione musicale dei pezzi fa intuire le molte capacità del gruppo: la voce è messa in primo piano e crea melodie accattivanti e per nulla scontate. Numerose le band che potrebbero accostarsi a loro: dai Vicious Rumors ai Queensriche, ma anche i più progressive Ivanhoe e Vanden Plas, per arrivare anche al metal dei Judas Priest o al power dei Gamma Ray. Nonostante il tentativo di alleggerire i pezzi con la voce, la sezione ritmica fa segnare un punto al prog e dona particolarità a quasi tutti i brani: anche questo contribuisce al successo di questo disco. Registrazione ottima e pezzi interessanti e ben suonati, la ricetta che gli Shadowkeep hanno trovato per la loro musica: assolutamente promossi a pieni voti…

Tracklist:
01. Shadowkeep
02. Incisor
03. Ten shades of black
04. Riot on Earth
05. Six billion point of light
06. Waiting for the call
07. As the hourglass falls
08. Leviathan
09. Heart shaped stone
10. With force we come
11. How many times have we tried to save the world

Line Up:
Richie Wicks – Voce
Stony Grantham – Basso
Omar Hayes – Batteria
Nikki Robson – Chitarra
Chris Allen – Chitarra

Sito Ufficiale: www.shadowkeepmetal.net
MySpace: www.myspace.com/shadowkeepuk

Etichetta: Melissa Records www.melissarecords.com

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