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Magenta – Art And Accidents (2009)

Pubblicato il 8/03/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Art And Accidents
Autore: Magenta
Genere: Electro/Industrial
Anno: 2009
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:75

Quando il musicista Anders Odden descrive il suo progetto musicale chiamato Magenta ne parla come de “il mio parco giochi dove posso essere diverso e melodico quanto voglio”. Basta questa frase per capire che siamo lontani anni luce dalle esperienze con Celtic Frost e Satyricon, che nulla accomuna questa band con Apoptygma Berzerk e Cadaver. In questo album possiamo trovare melodia, sperimentazione ed elementi che abbracciano uno spettro molto ampio di generi musicali. Hanno partecipato alle registrazioni molti ospiti, già membri delle band Gluecifer e Apoptygma Berzerk.
Fin dalle prime note troviamo tracce di industrial, ma con la chitarra in secondo piano rispetto alla ritmica e alla voce: “Darkest Dream” è un brano mid-tempo dove la voce ripetitiva nel ritornello, seguita da un assolo soft della chitarra, fa incollare nella testa le parole. Pianoforte per “Untouchable”, pezzo molto orecchiabile con qualcosa di metal in più: la ritmica sotto la calda voce di Vilde ricorda produzioni artistiche di band del nord Europa dove la voce femminile è la componente fondamentale; ritornello anche in questo caso cantato all’infinito, con la partecipazione di cori. “To Die For” parte più spedita, con la chitarra acustica che sostiene la batteria fino alla strofa con solo voce femminile; cambio durante il refrain con Gothminister, che prende il microfono con le seconde voci che armonizzano. Melodico l’assolo di chitarra prima della parte finale. Con “Black Tomorrow” abbiamo di nuovo un accenno di industrial, forse grazie a suoni che ricordano alcuni brani dei Rammstein; sempre lenta ed ispirata, ma con una maggiore componente chitarristica. L’elettronica è determinante invece in “The One”, con un inizio più da musica pop che lascia però spazio alla melodia suonata dalla chitarra, prima di un riff cadenzato che accompagna la strofa iniziale. Dal refrain si ritorna al pop/rock, per concludersi su un assolo di chitarra che potrebbe ricordare gli U2. Direi uno dei pezzi più vari del disco. “Massive Enigma” è un altro brano con un collaboratore alla voce, Jonas Groth. Calmo e ripetitivo, viene accompagnato da un suono elettronico di sinth, mentre l’elettrica produce accordi lunghi per raddoppiare nella seconda parte come ritmica. Movimentata “In Your Arms”, più catalogabile come pezzo: riff di chitarra portante, piano che armonizza, voce sempre calma e batteria più sostenuta prima del bridge con solo tastiera e voce che spezza prima del finale. Scivola via “Fallen Angel”, senza troppe differenze compositive dalla precedente, e si passa a “Wasted Heart”: il pianoforte apre alla voce che porta alla ritmica mid-tempo, la quale prosegue per tutto il brano, in verità abbastanza piatto. Per la successiva “No One With Me” elettronica e chitarra, che ripetono la melodia anche sotto il ritornello. “Electric Fear” sembra più industrial grazie ai suoni di chitarra, anche se la batteria elettronica suona strana: pezzo comunque d’impatto, che si stacca un po’ dai precedenti grazie anche alla mancanza della voce femminile. Si termina con il rifacimento di due pezzi: “Darkest Dream” e “To Die For”, in versione più elettronica la prima e originale senza Gothminister la seconda.
La band assicura che, in questo “Art And Accidents”, possiamo trovare elementi di rock, pop, metal, trip hop, electro, techno, industrial, new wave, gothic, acustic, psychedelic, trance e musica da film. Ci sono certo spunti di generi diversi, che mescolati tra loro riescono a dare vita qualcosa di particolare, ma sicuramente non si può gridare al miracolo musicale. Ad un primo ascolto ben poco si riesce ad assorbire ed i pezzi sembrano un po’ tutti costruiti sulla stessa base; purtroppo la voce di Vilde in alcune parti risulta scontata e appiattisce i brani, che alla fine molto si assomigliano tra loro. La composizione potrebbe diventare più complessa e interessante se “
Anders riuscisse ad abbandonarsi completamente solo ai suoni: invece l’album si pone nel mezzo, tentando forse di raccogliere la maggior quantità di consensi nel pubblico piuttosto che essere una base per una vera e propria sperimentazione. Dopo un po’ di ascolti il giudizio è positivo, ma non bisogna esagerare, perché alla lunga potrebbe diventare noioso. Un album da ascoltare ogni tanto per rilassarsi…

Tracklist:
01. Darkest dream
02. Untouchable
03. To die for (Feat. Gothminister)
04. Black tomorrow
05. The one
06. Massive enigma (Feat.Jonas Groth)
07. In your arms
08. Fallen angel
09. Wasted heart
10. No one is with me
11. Electric fear (Elec.Mix)
12. Darkest dream (Elec.Mix)
13. To die for (Original version)

Lineup:
Anders Odden – Chitarra, Basso, Voce, Programming
Vilde Lockert – Voce
Daniel Hill – Chitarra, Basso

Sito Ufficiale: www.magentamagenta.com
MySpace: www.myspace.com/magenta

Etichetta: All This & Music Too / Indie Distribution www.indiedist.no

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