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18/03/2009 : Full Of Hate Festival (Bologna)

Pubblicato il 25/03/2009 da in Live report | 0 commenti


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Full Of Hate Festival : Amon Amarth + Obituary + Legion Of The Damned + Keep Of Kalessin (Estragon, Bologna)

Live report Full Of Hate Festival, Bologna

Grande evento in quel di Bologna per il death metal,, che vede gruppi di diversa provenienza e diversa fattura con gli svedesi Amon Amarth headliner della serata. Un’occasione del tutto unica visto che sarà la sola data su suolo italico per poter ammirare delle icone senza dubbio singolari del metal estremo. Purtroppo ci perderemo il gruppo d’apertura, i KEEP OF KALESSIN, per traffico dovuto a lavori imprevisti a Faenza, e riusciamo a varcare le porte dell”Estragon esattamente in tempo per gli olandesi LEGION OF THE DAMNED.

Live report Full Of Hate Festival, Bologna

Esibizione più che convincente per i LEGION OF THE DAMNED, entrati sul palco con la trionfale intro “Sermon Of Sacrilege”, che fa da apripista al primo brano “Cult Of The Dead”, tratto dall”ultimo e omonimo disco uscito da poco. I ragazzi dei Paesi Bassi intonano un death thrash molto old school, con una luce bassissima ma di grande atmosfera sotto la quale vengono eseguite, sempre dallo stesso album, “House Of Possession” e “Necrosophic”. Unica pecca: un audio un po’ troppo alto (più di quello degli stessi headliner), che impedisce di gustarceli commentando o cantando, ma ci accontentiamo lo stesso e dopo un’esaustiva setlist, nella quale sono presenti “Bleed For Me” e la chiusura naturalmente con il cavallo di battaglia “Legion Of The Damned”, ci accingiamo ad ascoltare le prossime e più stagionate bands.

Live report Full Of Hate Festival, Bologna

E’ il turno del gruppo più storico della serata, ma per motivi di vendite e spinte di mercato non si trova in veste di headliner, bensì di gruppo spalla. Stiamo parlando degli OBITUARY, direttamente da Tampa (Florida), capitanati da John Tardy alla voce, nella ormai classica tenuta con i pantaloni estivi a mezza gamba (sono sicuro che potrebbe essere vestito allo stesso modo in pieno gennaio in un concerto in Norvegia all’aperto). La band, ancora decurtata del chitarrista di formazione classica Allen West (non più in galera, ma per adesso non rientrato in formazione), spezza l’esibizione a metà tra i nuovi brani, tra cui “Face Your Gods” e “Evil Ways” dal recente “Xecutioner’s Return” (titolo scelto non a caso: per chi non lo sapesse Xecutioner è stato il primo nome della band, che poi l’ha modificato in quello attuale), e i vecchi classici.

Live report Full Of Hate Festival, Bologna

Naturalmente i brani più datati sono quelli di più effetto sul pubblico, visto che i lavori post reunion sono sempre stati validi, ma senza brani rilevanti come furono “Final Thoughts”, riconoscibile dal primo e ripetuto riff, o “Dying” o la title track di quel bellissimo disco che fu “Cause Of Death”. Si termina come al solito con il brano alfiere del death metal made in Usa “Slowly We Rot”, per la felicità di tutti i presenti suonata impeccabilmente, quasi come fossero in playback. Una sola ora in compagnia degli Obituary ci rende inquieti, soprattutto per l’omissione, per ovvi motivi di tempo, di brani da sempre immancabili nella set-list della band, tra cui “Threatening Skies”, ma visto che ormai i floridiani vengono in visita nel nostro territorio puntualmente una volta l’anno non sarà un problema aspettare la prossima tourneè!

Live report Full Of Hate Festival, Bologna Live report Full Of Hate Festival, Bologna

Giungiamo al culmine della serata, l’atmosfera si fa densa e l’aria rarefatta con le note che introducono i nostri cinque svedesi. Il palco si erge con una semplice scenografia formata da un gran telone raffigurante la copertina dell’ultimo disco e un gioco di luci che passano dal verde al rosso fino al blu, come ad evocare i colori dell’aurora boreale. E con “Twilight Of The Thunder God”, dall’omonimo disco in promozione, entrano trionfali i vichinghi di Stoccolma. La voce del mastodontico e barbuto Hegg sovrasta tutto l”Estragon e sprigiona una forza e una potenza tali da stimolare il pubblico a inni e cori con tutte le canzoni della scaletta, dalle più nuove alle più datate. Così carichi e impetuosi percorrono la loro discografia con brani come “Tattered Banners And Bloody Flags” e la convincente “Guardians Of Asgaard” (un ritornello molto ruffiano, che sembra studiato proprio per i concerti; da questa canzone è stato realizzato di recente un videoclip), tratte proprio dall”ultimo lavoro; “Fates Of North” “Cry Of The Black Birds” e “With Oden On Our Side”, ripescate per l”appunto da “Fates Of North”.

Live report Full Of Hate Festival, Bologna

Non possono mancare i grandi classici, per cui tra i cori di un Estragon gremito e una bandiera svedese sventolante tra il pubblico gli AMON AMARTH non mollano e rendono partecipi tutti anche con brani del periodo d’oro, tra cui “Victorius March” e “Death In Fire”. In alto i corni degli Dèi!!! E’ il momento di alzare i calici (per l’appunto dei corni vichinghi) e brindare assieme al pubblico ammaliato da questi possenti nordici death metaller dai riff melodici e dalla voce imponente. Non si può lasciare ancora il palco e si rientra per un bis sotto gli occhi allietati di Johan, stupito di quante soddisfazioni abbia lasciato stasera nella loro prima calata in quel di Bologna. Il concerto terminerà con “Pursuit Of Vikings”, urlata e cantata (anche se non si conoscono bene tutte le parole come richiesto da Johan) da una folla inferocita. Siamo così testimoni di una serata all’insegna del death metal in varie forme, terminata con una prova di gran tecnica e con un frontman trascinatore delle folle e sicuro di sè, prova di quanto si sia meritata la posizione da headliner e il successo che sta avendo questa fantastica band scandinava formata non da uomini, ma da veri vichinghi che hanno dimostrato di meritarsi un posto sicuro nel tanto ambito Valhalla.

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