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Killing Touch – One Of A Kind (2009)

Pubblicato il 7/05/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: One Of A Kind
Autore: Killing Touch
Genere: Metal/Prog
Anno: 2009
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:68

Se i Vision Divine oggi possono permettersi di viaggiare a così alta quota ed estrema velocità è sicuramente anche merito di Michele Luppi, che dopo la sua dipartita dalla band s’è portato con sé quelle caratteristiche che hanno reso originale e vincente il sound di “The Perfect Machine” e “The 25th Hour”, per poi miscelarle con le influenze metallose dei fedeli compagni Michele “Dr. Viossi” Vioni e Giorgio “JT” Terenziani. Un disco che in apparenza mostra un’aura di rivincita, ma in sostanza è invece qualcosa di molto più semplice e meno vendicativo di come i media possano presentarlo: è meravigliosamente un disco metal, aggiungerei metal/prog, anzi, a dirla proprio tutta forse è più corretto metal/prog/AOR, e forse ce n’è ancora di più…
C’è tanta musica in questo “One Of A Kind”, splendido concept in cui i testi ripercorrono il romanzo “La Zona Morta” di Stephen King (anche se il protagonista si chiama Tommy anziché Johnny), un disco che racchiude davvero tantissime idee, ospiti d’eccezione come Andrea “Tower” Torricini, Oleg Smirnoff, Matteo Amoroso e Federico Puleri (friends will be friends…), ma soprattutto vanta di una produzione di altissimo livello; almeno su questo piano possiamo fare un confronto con il recente album dei VD e sicuramente chi ne esce vincitore è Michele Luppi, o, meglio, i Killing Touch.
Come già accennato, in questo album troviamo tantissime influenze musicali, con forti spruzzi progressive alla Dream Theater, solenni ritornelli di puro AOR, qualche momento più cupo in cui scorrono sonorità thrash e quasi black metal e soprattutto un’enorme quantità di ottimo hard & heavy che spinge sull’acceleratore e mantiene una certa continuità e coerenza traccia dopo traccia.
L’opener “The Touch”, primo singolo estratto dal disco, è un piccolo Bignami di quello che ci aspetta lungo la tracklist, una canzone in cui vengono compresse numerose parti ritmiche, veloci e dinamiche, il tutto sollevato dalla “spazialità” di decine di voci che s’articolano lungo la bellissima melodia della voce principale. Un brano tosto, robusto e variegato, che contrappone accompagnamenti veloci e massici ad altri più lenti e morbidi, dove è la classe personale di Michele e soci a svolgere un ruolo fondamentale; un po’ come sarà appunto il lavoro complessivo che, dopo gli ottimi momenti di “Mimicking Death” (in cui troviamo Andra “Tower” Torricini al basso) e “Danger Zone”, puro metal il primo ed ottimo power il secondo, mostra uno stop di magico AOR in cui la ritmica rallenta in rabbia e velocità, ma non perde di efficacia con la titletrack “One Of A Kind”, splendida traccia che sfiora l’eleganza di una ballad (anche se ballad non è) e mostra le doti soliste di Vioni, che qui si concede nell’assolo più lungo del pacchetto.
Fantastica poi la successiva “Tommy’s Cane”, brano più complicato e maniacalmente articolato nei suoi momenti prog/heavy/thrash: aggressivo, pesante e veloce, arricchito da un ritornello allucinante (in senso buono), in cui Luppi raggiunge note altissime mantenendo un’interpretazione da brivido, e dall’ennessimo assolo mostruoso di Vioni; probabilmente uno dei momenti di maggior enfasi del disco.
C’è poi spazio per quell’AOR molto “happy” in “Falling Away” (sullo stile della Vision Diviniana “Version Of The Same”), e per quel prog impegnativo e articolato di “Walls Of Simpathy”, probabilmente il brano più tecnico e complicato della scaletta. “Still Walking” racchiude otto minuti di solo pianoforte (un vero pianoforte a coda), dove Michele Luppi ci delizia con una musicalità che sa molto di nostalgia, trasformando in suono i significati introspettivi del concept.
In sostanza, “One Of A Kind” è senz’altro un bellissimo disco, che ha come punte di diamante un cantante davvero strepitoso, un songwriting tutt’altro che banale, tante idee che vanno dal prog all’hard rock ben miscelate tra loro ed un ottimo muro strumentale che mantiene solida la ciccia di questo lavoro. Una produzione impeccabile, una batteria impressionante, milioni di cori, un pianoforte insostituibile con qualunque tastiera (al contrario di quello che solitamente ci viene offerto…) sono solo una porzione delle particolarità e sfaccettature di questo lavoro. Favoloso il lavoro dei guest, brillantissimo soprattutto il momento di Oleg Smirnoff in “Wheel Of Fortune”. E, splendidamente, una valanga di influenze che, al contrario di quel che può sembrare, convivono in un’armonia davvero stupefacente.
Quindi non aspettatevi uno stile alla Vision Divine, perché di questi ci sono solo poche impronte, il resto è tutt’altra storia; difficile incastonare il blocco in un genere preciso, oserei metal/prog/AOR, nome piuttosto dissonante ma, grossomodo, il sound è proprio così! C’è molta musica qui dentro (sessantuno minuti!), di quella buona, di quella da comprare a scatola chiusa per ogni musicista e da prendere più con le pinze per i curiosi, ai quali suggerisco una visita al Myspace del gruppo, dove si possono ascoltare tre brani. Un ultimo plus aggiuntivo è il booklet di ben ventiquattro pagine! Beh, mi sembrano abbastanza, no?
Con enorme fiducia nella riproduzione live di questo lavoro, alzo il pollice a questo glorioso lavoro made in Italy. Well done!

Tracklist:
1. The Touch
2. Black Ice
3. Wheel Of Fortune
4. Mimicking Death
5. The Danger Zone
6. One Of A Kind
7. Tommy’s Cane
8. Still Walking
9. Walls Of Sympathy
10. Falling Away
11. Justify
12. Thy Will Be Done

Lineup:
Michele Luppi: vocals, acoustic piano, keyboards
Michele “Dr. Viossi” Vioni: lead guitar
Giorgio “JT” Terenziani: bass
Davide Montorsi: guitar
Paolo “Dimitri” Caridi: drums

Guest:
Andrea “Tower” Torricini: bass
Federico Puleri: guitar
Matteo Amoroso: drums
Oleg Smirnoff: keyboards

Sito ufficiale: www.killingtouch.com
Myspace: www.myspace.com/killingtouch
Disco distribuito in Italia da Scarlet Records: www.scarletrecords.it

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