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29/04/2009 : The Darkest Tour II (Milano)

Pubblicato il 7/06/2009 da in Live report | 0 commenti


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29/04/2009 : The Darkest Tour II (Milano)

The Darkest Tour II : Cradle Of Filth + Moonspell + Turisas + Dead Shape Figure (Music Drome, Milano)

The Darkest Tour, Cradle Of Filth, Moonspell, Turisas, Dead Shape Figure - Milano

Ritorna il The Darkest Tour a pochi mesi dalla data di Bologna. I Cradle Of Filth rimangono headliner dello show e troviamo di nuovo i Moonspell, accompagnati questa volta dai Turisas e dai Dead Shape Figure, per un bill che risulta quindi meno estremo del precedente tour, quando si esibirono assieme alle due band i Gorgoroth, i Septic Flesh e gli Asrai.

Dopo circa quattro ore di viaggio in treno, dalla Toscana alla Lombardia, arriviamo finalmente nel cuore della bellissima e affascinante Milano, come al solito tremendamente caotica ma pur sempre teatrale.
Con nostra grande sorpresa, iniziamo subito a vedere persone vestite con borchie, pantaloni di pelle, lenti a contatto colorate e chi più ne ha ne metta…Siamo finalmente arrivati al giorno, anzi, alla notte nella quale finalmente vedremo la nostra band preferita (chiamarla band è riduttivo, il termine “icona” è sicuramente più appropriato), i Cradle Of Filth, i più sensazionali nel genere, che grazie ad uniche e stupefacenti capacità compositive, unite alle loro scelte estreme, nate per provocare una reazione nel mondo (vedi un fan che anni fa è stato arrestato per aver indossato una maglietta provocatoria per la polizia) sono sopravvissuti alla grande orda di band emergenti di fine anni ’90 e inizio 2000.

E’ stato sicuramente il loro modo di porsi che li ha portati in alto, il desiderio di fare ciò che si sentivano di fare, ovvero dividersi silenziosamente dalla scena Metal, scelta considerata da Dani & Co “una divisione che ci ha permesso di distinguerci dalla massa e di non prenderci troppo sul serio”.
Le loro decisioni sono state ripagate nel tempo: il penultimo “Thornography” per la critica non è stato un gran successo, ma adesso, con “Godspeed On The Devil’s Thunder”, i Cradle Of Filth non solo sono tornati ad un approccio più ruvido con la loro musica, ma hanno pienamente dimostrato che questa versione “maschile” di “Cruelty And The Beast”, nata per caso dopo il tour di “Viva La Bands” (una serie di concerti negli States organizzati dalla star di MTV Bam Margera, fratello di Jess Margera, batterista dei CKY), è andata davvero alla grande e che loro non sono finiti. Anzi, adesso più cattivi e temibili che mai sono pronti a farci sanguinare e a commettere i delitti più spietati, e questa sera cantano, come in un poesia, antiche storie francesi raccontate da una maledetta, ma dolce allo stesso tempo, gola inglese oscura e immortale, accompagnata da una chitarra veloce, infernale e malinconica, comandata a dovere da Paul, l’unico in grado di farlo.
Questi sono i Cradle Of Filth: la città perduta di Milano e i nostri cuori non si dimenticheranno mai di loro.

Dopo una breve sosta a Monza da un’amica siamo pronti per recarci finalmente alle porte del Musicdrome, appena in tempo per ascoltare il sound-check dei Cradle al completo, eccetto Dani Filth, che giunge infatti qualche attimo dopo, entrando dall’ingresso principale del locale. Questa scelta da parte di Dani ci ha un po’ spiazzato, in quanto è nota la sua attitudine ad evitare contatti diretti con i fan, ma poi abbiamo notato che l’ingresso principale era effettivamente l’unico ingresso, dato che il Musicdrome non possiede uscite secondarie o altro!

La prima band della serata sono i DEAD SHAPE FIGURE, un misto di hardcore ed heavy metal: questi ragazzoni finlandesi vengono da Helsinki, precisamente da Uusimaa, e si dimostrano pieni di energia, con un singer instancabile che ogni cinque minuti si mischia completamente alla prima fila, cantando insieme ai ragazzi senza sosta.
Sicuramente si tratta di una delle loro prime comparse in Italia, anche perchè all’attivo hanno un solo album chiamato “The Grand Karoshi”, dell’anno scorso, tuttavia la partecipazione del pubblico conferma la bravura di questo gruppo finnico.
Terminata l’esibizione, i Dead Shape Figure tornano nel pullman portando via i loro strumenti, batteria compresa, passando proprio attraverso il pubblico, come “comuni mortali” (altro punto a loro favore). Galzi e il resto della band hanno rotto il ghiaccio a sufficienza, ora è il momento delle altre band che seguiranno.

The Darkest Tour, Cradle Of Filth, Moonspell, Turisas, Dead Shape Figure - Milano

Ed ecco che sul palco del MusicDrome di Milano fanno il loro ingresso i finnici TURISAS, d’obbligo dirlo: tra l’acclamazione del pubblico.
Nonostante il numero dei componenti un po’ alto rispetto alle ridotte dimensioni dello stage, la band fa la sua figura: rigorosamente vestiti in abiti da battaglia, con un makeup vagamente ispirato a quello dei soldati di “Braveheart”, i ragazzi prendono letteralmente possesso del palco e sulle incalzanti note di un intro medievaleggiante si “armano” di violino, accordion, chitarre e quant’altro, pronti a non darci tregua con il loro battle metal.

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Molti sono i pezzi proposti dai Turisas, tra cui “One More”, brano celebrativo della classica “buona bevuta”, che con una melodia allegra e davvero orecchiabile invoglia anche gli scettici a fare quattro salti, dietro ai continui richiami di Mathias (il cantante n.d.r.), che non molla mai il contatto diretto con il pubblico: davvero una caratteristica apprezzabile ed insolita tra musicisti di tale popolarità, quella di mantenersi sempre in prima fila, creando un costante dialogo con i fan, che risultano realmente parte attiva nello show.

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Immancabile il cavallo di battaglia “Battle Metal”, richiesto a gran voce da tutti i presenti, tra le danze e i cori che per tutta l’esibizione accompagnano la band. Una vero e proprio inno in grande stile, musicalmente curato e chiaramente frutto della cultura popolare finlandese, che con questa band si ripropone in maniera davvero stupefacente.
Davvero una proficua new entry in questo tour per i Turisas che, dopo aver solcato i palcoscenici come spalla ai Dragonforce, si sono aggiudicati senza dubbio una bella fetta di considerazione in questo particolare genere.

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Ecco che, dopo aver avuto il piacere di fare due chiacchere con la band e qualche foto di rito, ritorniamo al nostro posto, pronti per l’arrivo dei MOONSPELL che bissano così la presenza al Darkest Tour, dopo l’esibizione di dicembre scorso a Bologna.
Il Musicdrome è ancora in movimento quando sullo stage fa il suo ingresso la band portoghese, co-headiliner della serata, e l’atmosfera ci mette davvero poco per surriscaldarsi.

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Il cantante, Fernando, si presenta on stage nella sua tenuta abituale: in nero, con un lungo soprabito in spietato stile settecentesco, sul quale ricadono i lunghi capelli ricci e le innumerevoli “chincaglierie” a lui molto care, dalle quali non pare mai separarsi… Un look un po’ da sciamano… Qualcosa di ibrido che si intona comunque perfettamente all’occasione.
Acclamati come se fossero loro gli headliners, i Moonspell ancora una volta ci regalano uno show con i fiocchi, proponendo alcune tra le migliori tracks dei loro album, tra cui la dolcissima “Luna”, suonata in maniera impeccabile con alle spalle il famoso videoclip in cartoon, oltre che una memorabile “Alma Mater” a testimonianza della bravura di questo combo portoghese che, come sempre, regala dei momenti di musica di altissimo livello.

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Nella tracklist della serata sono inclusi anche dei must, come “Night Eternal”, cantata a gran voce da tutto il pubblico, e “Finisterra”, una vera botta di adrenalina per i presenti, oltre che “Vampyria”, davvero un’opera magna questa sera, con una bellissima scenografia truculenta dall’aria veramente sacra ad enfatizzare il brano. Un’esibizione davvero magistrale, condita da un frontman generoso ed umano, talvolta alle prese con qualche frase in italiano che, come tutti sanno, è particolarmente amata dalle nostre parti! Un bel 10, quindi, per i nostri Moonspell.

Ma adesso è tempo di far lavorare velocemente i tecnici per il cambio band, è il momento clou della serata, il momento in cui i riflettori si spengono e la platea resta nel buio, un buio profondo, infernale e sacrilego. Questa sera l’oscurità ed il male hanno un nome… Signore e signori, con alle spalle due lustri di cattiveria allo stato brado: i Lords del Male, braccio destro di Satana in persona: i CRADLE OF FILTH!

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Il combo inglese si presenta con una line-up abbastanza rinnovata: una novella tastierista, Ashley Jurgemeye (ex tastierista degli Abigail Williams, la quale ha dichiarato sul suo Myspace, qualche giorno fa, l’abbandono della precedente band, per cause personali e per via del tour in Australia con i Cradle Of Filth), ed una vecchia conoscenza, il secondo chitarrista James Mcilroy, presente nell’album “Nymphetamine” ed anche nel DVD della band, “Peace Trought Superior Firepower”, datato 2005, ai tempi del concerto memorabile all’Elysée Montmartre a Parigi.
Sarà stata forse la presenza di James, ma al concerto di Milano finalmente è stata inclusa nella scaletta anche “Nymphetamine Fix”, per poi passare ai vecchi ma non dimenticati successi come “Cthulhu Dawn”, “The Principle Of Evil Made Flesh” e “Cruelty Brought Thee Orchids”.

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Tra le urla di acclamazione di tutti, i ragazzi si cimentano con regale maestria anche in brani davvero recenti, come l’ultimo singolo “Honey And Sulphur”, da cui peraltro è stato tratto il videoclip, per poi passare a “Shat Out Of Hell”, canzone in apertura del cd, ma anche a track di una bellezza indescrivibile come “Under Huntress Moon” e “In Grandeur And Frankincense Devilment Stirs” (intro dell’ultimo album).
I Cradle Of Filth questa sera non si risparmiano e vogliono regalarci, come a Bologna lo scorso 7 dicembre, “Dusk And Her Embrace”, giudicata dai critici come la migliore canzone mai prodotta dai vampiri inglesi, non dimenticando in chiusura “Her Ghost In The Fog”, che ci porta tutti indietro nel tempo con un po’ di malinconia .

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Passando agli aspetti puramente tecnici, c’è da dire che il Musicdrome non è certamente un posto dalle dimensioni mastodontiche come il Palanord, infatti si tratta sicuramente di un luogo molto più piccolo e raccolto. Questo determina un suono abbastanza accettabile e pulito, anche se tutti si sentono un po’ spiazzati e feriti nel vedere i Cradle Of Filth in un palco così piccolo.
Dani Filth stesso appare visibilmente innervosito per la situazione, sia per la poca voglia di fare casino del pubblico (rispetto al concerto precedente in cui nessuno si è mai fermato un attimo), sia perché pare non sentirsi, secondo la nostra opinione, a suo agio a suonare su un palco così piccolo; basta pensare che Dave, il bassista, è costretto a stare praticamente in seconda linea, appena davanti a Martin (il batterista), Paul Allender e James Mcilroy.

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Dani inoltre, a testimonianza del suo malumore, afferma ad un certo punto che la sera precedente, a Roma, c’era molta meno gente ma facevano più casino… Insomma: un Dani Filth dell’umore poco adatto, il posto piccolo, ma soprattutto le band di supporto un po’ troppo distanti dal genere e quindi monotone, a parte i Moonspell ovviamente.
Ci sono, per concludere, diversi fattori positivi che contribuiscono ad ottenere una serata davvero bella ed interessante, ma anche tante disattenzioni che purtroppo diminuiscono un po’ le prestazioni sceniche delle band.

Alice & Andrea

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