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Theory Of A Deadman – Scars & Souvenirs (2009)

Pubblicato il 26/06/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Scars & Souvenirs
Autore: Theory Of A Deadman
Genere: Post Grunge
Anno: 2009
Voto: 6

Visualizzazioni post:106

Ogni volta che capita da recensire un disco del genere il dilemma resta sempre lo stesso: come porsi davanti ad un album ispirato cosi pesantemente a grandi acts del recente passato da sfiorare esplicitamente, più volte, il plagio? Le scelte solitamente sono due: considerare la prova in sè, come se non ci fosse stato nulla prima di essa, oppure, oggettivamente, come l’ennesimo copia e incolla di una band povera d’idee ma quantomeno capace di ripetere a memoria la lezioncina dei propri illustri predecessori. L’ultima fatica dei Theory Of A Deadman, incredibilmente, si colloca a metà strada tra le due opzioni. Questo perchè, nonostante interi brani da denuncia alla SIAE, il platter si dimostra molto scorrevole e piacevole all’ascolto, dalla struttura semplice e facilmente assimilabile. Scoperti e portati al successo da Chad Kroeger dei Nickelback nel 2002, i canadesi ne hanno seguito le orme durante tutta la loro carriera, fino ad arrivare a questo lp, dove l’influenza dei conterranei si fa quasi opprimente. Potremmo quasi azzardare che questo “Scars & Souvernirs” sarebbe potuto essere il perfetto successore di “All The Right Reasons”, cosa che avrebbe evitato la pubblicazione di quello scempio chiamato “Dark Horse”, probabilmente uno dei punti più bassi toccati da una band nella storia del rock. I pezzi, difatti, ci sarebbero tutti. Tolti infatti i due brani iniziali “So Happy” (sfacciatamente ispirata ai Puddle Of Mudd di “Come Clean”) e la successiva “By The Way” (nella quale sono gli Staind a chiedere il conto), la cinquina centrale “Got It Made”, “Not Meant To Be”, “Crutch”, “All Or Nothing” e “Heaven (Little By Little)” grida Kroeger ad ogni nota. Tra queste abbiamo le migliori del lotto, che sono indubbiamente la prima e la terza, figlie di un rock energico e rabbioso, ideale per fare casino con gli amici e per lunghi viaggi on the road. Nelle altre tre, invece, i toni vengono decisamente abbassati, sfociando in ballad quantomeno apprezzabili, e in ogni caso capolavori se paragonate alle stucchevoli ruffianate che presero il nome di “It’s Gotta Be Somebody”, “Never Gonna Be Alone” e “I’d Come For You”, presenti sulla già ricordata porcata nickelbackiana. Il resto, a dire il vero, vivacchia, ma un paio di brani divertenti come “Bad Girlfriend” e “Little Smirk” quantomeno fanno evitare gli sbadigli, anche se è proprio in queste che la puzza di già sentito si fa più penetrante. In conclusione, se siete fan accaniti di bands come Staind, Daughtry, Black Stone Cherry, ma sopratutto Nickelback e Puddle Of Mudd, non potrete che apprezzare questo lavoro. Certo, se qualcuno ascoltandolo con voi chiederà se i Nickelback hanno cambiato cantante non lo guardate come farebbe l’esperto con l’ultimo fan di Toto Cutugno: stavolta non è colpa sua.

Tracklist:
1. So Happy
2. By the Way
3. Got It Made
4. Not Meant to Be
5. Crutch
6. All or Nothing
7. Heaven (Little by Little)
8. Bad Girlfriend
9. Hate My Life
10. Little Smirk
11. End of the Summer
12. Wait for Me
13. Sacrifice

Lineup:
Tyler Connolly: voce e chitarra
Dave Brenner: chitarra
Dean Back: basso
Robin Diaz: Batteria

Sito ufficiale: www.theoryofadeadman.com
Myspace: www.myspace.com/theoryofadeadman

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