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H.A.R.D. – Traveler (2009)

Pubblicato il 9/07/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Traveler
Autore: H.A.R.D.
Genere: Hard Rock / AOR
Anno: 2009
Voto: 5

Visualizzazioni post:72

Gli H.A.R.D. sono una band ungherese che suona quel rock/AOR sulla scia di Journey, ma anche ben miscelato all’aggressività dei Deep Purple, Tyketto, Whitesnake e altri ancora; purtroppo però di queste band non ne prendono solo le influenze, ma, come avrete modo di leggere nelle prossime righe, dei veri e propri riff!
Quest’album d’esordio “Traveler” non sarebbe affatto male, se, accidenti, non trovassimo numerosi ostacoli lungo l’ascolto; ostacoli che non riguardano pecche nell’esecuzione dei brani o un songwriting poco convincente, ma delle vere e proprie scopiazzature di alcune delle più celebri band dell’hard & heavy!
Andiamo per gradi: un album del genere probabilmente avrebbe avuto un enorme successo negli anni ’80, ma oggi, nonostante il recente ritorno in voga dell’hard rock, il sound degli H.A.R.D. rimane un po’ troppo attempato e privo di quei ritocchi più freschi e recenti che anche le band del medioevo (come Whitesnake, Alice Cooper e Deep Purple) hanno usato per risultare meno attempate. L’opener “Forever Hard” e la successiva “Rock Is My Name” dimostrano quanto appena detto, nella loro incapacità di suonare un rock quantomeno non banale. Bisogna aspettare la terza traccia per trovare il primo segno positivo del disco: l’ipermelodica “Stay”, sulla scia dei recenti Place Vendome nel suo essere una hard-ballad, è forse il pezzo più azzeccato del disco, con il suo bellissimo ritornello ed una linea vocale eccitante si eleva notevolmente sulla prima metà dell’album, soprattutto sulle tre successive e pessime “Troublemake” (che ricorda non poco vagamente “Highway Star”), la titletrack “Traveler” che, accidenti, sembra una parodia di “Love Ain’t No Stranger” dei Withesnake, ma, ancora più spudoratamente, nessun riff risulta così vergognoso come quello di “Voices”, identico, e dico identico (eccetto per la tonalità) a…a…indovinate un po? Nuovamente un pezzo del serpente bianco, e niente popò di meno che la leggendaria e solenne “Give Me All Your Love”! Solo con questa tripletta di canzoni-clone (non ci riesco a credere che si tratti di pura banalità) la voglia di non proseguire nell’ascolto risulta davvero eccessiva, ma, se ci sforziamo di scorrere lungo la scaletta troviamo qualche spiraglio di lucidità in “Two Hearts”, “Dreamworld” (questa davvero bellissima, in perfetto stile Toto, ma senza copiarli fortunatamente…) e “Live For Tomorrow”; queste briciole di buona musica durano solo pochi minuti perché, dannazione, si rinciampa con la ballad “Call The Flame” che, ascoltare per credere, è uno scopiaticcio totale a “The Price” dei Twisted Sister. A questo punto persino la buona “Time To Change” non basta più a salvare questo “Traveler”, un album che si danneggia da solo con questi richiami molto più vicini alla scopiazzatura che alla casualità.
Se anche si trattessa di casualità, poi, il quintetto ungherese si meriterebbe un bel 4 in storia, perché non si può suonare un qualsiasi genere (soprattutto nel 2009) senza conoscerne i maestri! Quindi un 4 in storia ed un’insufficienza anche in qualità. Non c’è davvero altro da aggiungere, perché anche le discrete doti tecniche dei componenti non riescono a spiccare o a salvare il salvabile. Niente da fare insomma. In questi casi si confida sempre in un seguito migliore, sia in maturità che in originalità; ma qui la mia paura sta nel vedere le foto dei membri della band che non sono i soliti ventenni al proprio esordio musicale, ma tutt’altro, proprio tutt’altro! Attenzione a farsi ingannare dalla copertina intrigante e invitante, fatevi prima un’idea sul myspace della band dove si possono trovare diversi brani…ma, ripeto, attenzione!!!

Tracklist:
1. Forever Hard
2. Rock Is My Name
3. Stay
4. Troublemaker
5. Traveler
6. Voices
7. Two Hearts
8. Dreamworld
9. Live For Tomorrow
10. Call Of The Wild
11. Light The Flame
12. Time To Change

Lineup:
Zoltan “BZ” Batky-Valentin – Lead and background vocals
Zsolt Csillik – Guitars
Gabor Mirkovics – Bass
Daniel Szebenyi – Keyboards
Zoltan Vary – Drums

Guest:
Ferenc Beres – Keyboards in all tracks
Zoltan Vary – Drums in tracks 2, 7, 8 & 11
Zsolt Janovszky – Background vocals

Myspace: www.myspace.com/hardhungary
Disco distribuito in Italia da Hammer Records: www.hammerrecords.co.uk

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