Scala Mercalli

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Intervista Scala Mercalli

Sono attivi da tantissimi anni in ambito underground e fanno parte di una regione – le Marche – che ha sempre offerto un buon contributo alla scena italiana. Gli Scala Mercalli escono ora con il nuovo “Border Wild” e si confermano come una band tenace e sempre pronta a non mollare mai!

Ciao ragazzi! Voi Scala Mercalli siete ormai degli affezionati “clienti” del nostro portale! Ora siete appena usciti con il vostro “Border Wild”, volete presentarcelo illustrando quelli che secondo voi sono i suoi punti di forza?

(Sergio): Innanzitutto un grande saluto a tutto lo staff di Entrate Parallele e uno Special Thanks per il supporto. Posso dire con fermezza che il nostro nuovo “Border Wild” è un lavoro fatto con il cuore e l’esperienza di chi vive e non suona soltanto heavy metal… Poi magari ogni persona che lo ascolterà noterà dei particolari diversi, infatti abbiamo cercato di dare ad ogni pezzo una propria vita, comunque per me ha un buon sound, più pesante rispetto ai precedenti lavori e un po’ più compatto, in quanto siamo stati più uniti nella composizione, inoltre la produzione, anche se ottenuta con mezzi un po’ più moderni, è abbastanza ottantiana… Il che per noi è perfetto ;)

Mi è parso di sentire, ascoltando “Border Wild”, un abbandono delle sonorità più classiche e un “abbraccio” al thrash. Cosa ne pensate?

(Andreij): Sì, direi che è stata una cosa d’insieme, abbiamo composto e ricomposto, sono uscite fuori delle sonorità molto thrash e noi ne siamo contenti, ci piace molto. Anche dai primi riscontri con le persone che ci seguono da tempo abbiamo capito che non piace solo a noi.

(Christian) Sicuramente i pezzi sono più pesanti e i suoni che abbiamo scelto servono a far rendere al meglio i brani. E’ un lavoro che si avvicina di più al thrash soprattutto per la produzione. In verità, noi cerchiamo di valorizzare le nostra caratteristiche e “Border Wild” è il frutto di un lavoro di gruppo e di influenze diverse.

Intervista Scala Mercalli

Ho scritto in sede di recensione che forse ciò che è mancato agli Scala Mercalli in questi anni è un pizzico di fortuna: tra le altre cose, noto che anche questa volta avete avuto cambi di lineup e ora al basso avete Giusy Bettei. Cosa ne pensate? Sfortuna o naturale conseguenza degli eventi?

(Sergio): Sono vere entrambe le osservazioni, la prima perché probabilmente se le precedenti formazioni fossero state un po’ più compatte penso che oggi gli Scala Mercalli avrebbero inciso qualcosa in più, con conseguente maggior nome, ma vedi, da veterano posso dire che per una parte sono più contento di come sono andate a finire le cose oggi… Nel senso che suonare in una band che magari potrebbe essere più famosa, ma che non è compatta anche fuori dalla sala prove, beh non fa per me. Poi, è ovvio, questo ha fatto sì che in alcuni momenti sono sfumati anche dei bei contratti, sopratutto negli anni ’90 (conseguenza degli eventi, appunto). Comunque più passa il tempo e più sono convinto che gli Scala Mercalli siano come un albero che è stato piantato in un ambiente ostile, ma che si è mantenuto vivo grazie alla sua grande forza interiore e che continua a crescere nonostante le difficoltà. Questo sarà notato penso, prima o poi, da chi di dovere…

Ricordo che avete avuto problemi anche riguardo l’etichetta: se non sbaglio “Border Wild” doveva uscira da tempo per una label ora fallita. Da lì però siete arrivati a firmare per la prestigiosa Heart Of Steel Records. Come sono avvenuti i contatti?

(Sergio): Siamo passati da Roma a Milano, per vie traverse e quasi accidentali, e abbiamo conosciuto Max Numa (Hellowed) tramite Mauro, un mio amico, e da lì poi Max ci ha dirottato verso Primo Bonali dell’Heart Of Steel, che fortunatamente ha apprezzato il nostro lavoro, in quanto suoniamo anni ’80 come lui preferisce, e di lì a poco abbiamo trovato i giusti accordi per questo progetto comune che è “Border Wild”.

Intervista Scala Mercalli

Il primo nucleo della formazione risale al 1992. Quante cose sono cambiate da allora negli Scala Mercalli, nel loro modo di fare musica?

(Sergio): Sicuramente da allora la maturazione personale di tutti, collegata anche all’età, ha fatto sì che, man mano che andavamo avanti, divenissimo sempre più precisi e professionali, anche se c’è sempre da migliorare; ma lo spirito e il modo di comporre i pezzi sono rimasti molto simili, sinceri, personali e soprattutto uniti, dove tutti mettono del loro, da vera True Metal Band. E’ vero anche che sono cambiate le persone che suonano negli Scala Mercalli da allora, ma chi è entrato nella band e per il periodo che ci è rimasto ha mantenuto questo modo di suonare…

Vi chiedo anche un commento riguardo all’artwork di “Border Wild”. Come l’avete deciso?

(Sergio): L’artwork è stato pensato e ripensato da tutti insieme, spesso mentre ci facevamo una birra dopo le prove, ma poi a esprimere il concetto definitivo è stato il nostro grafico Fabio Cucco, che lavora per noi da nove anni circa. Abbiamo detto a lui quali erano le nostre intenzioni riguardo al concetto che doveva esprimere secondo noi la copertina, poi lui ci ha fatto vedere alcune sue proposte e quella che è stata stampata ovviamente è quella che ci è piaciuta di più. Fortunatamente è piaciuta anche all’Heart Of Steel e soprattutto speriamo piaccia a chi comprerà il cd, anche perché secondo noi esprime bene il concetto del “confine selvaggio”.

(Christian): L’ artwork sottolinea il testo di “Border Wild”, la distruzione che l’uomo può causare con le sue armi mortali, le nuove malattie causate delle bombe atomiche. Il confine selvaggio è stato passato spesso nella storia. La distruzione delle cose è ben visibile nella grafica, per questo motivo l’abbiamo scelta.

Quali sono i ricordi più belli che avete con gli Scala Mercalli in tutti questi anni?

(Sergio): Quando registriamo è sempre una bella emozione, ma noi siamo più una band live e personalmente i miei ricordi più emozionanti sono legati ai live con Blaze, Lacuna Coil, Shaaman ed Extrema. Soprattutto quando abbiamo suonato con loro nella nostra regione, dove i fans ci hanno supportato come una grande band: il rapporto con il pubblico nei live lascia sempre i ricordi migliori.

Intervista Scala Mercalli

Con il nome “Scala Mercalli”, alla luce anche dei terremoti che colpiscono l’Italia nel corso degli anni, vi siete mai sentiti un po’ a disagio? “Border Wild” oltretutto è uscito a ridosso del disastroso sisma abruzzese.

(Sergio): E’ vero, il nostro nome può far fraintendere in questo periodo, ma chi ci conosce bene sa invece che nelle nostre canzoni abbiamo affrontato, e affrontiamo anche in “Border Wild”, la tragedia del terremoto e di quanto è dura tirarsi fuori da certe terribili esperienze. Dal canto nostro ci prendiamo anche questa libertà di poterne parlare, in quanto Riccardo, il nostro chitarrista solista, ha vissuto in prima persona il terremoto che nel ’97 ha distrutto l’Umbria, dove lui ha perso non solo due abitazioni, ma anche degli amici ed è vissuto poi nei famosi container durante l’inverno successivo.
Siamo sempre sensibili a questo tema e voglio cogliere l’occasione per dire a tutti i lettori che il nostro cuore sostiene la popolazione abruzzese e tutte quelle che, purtroppo, vivono esperienze simili.

Voi siete marchigiani e secondo me la vostra regione è ricchissima di band valide (dal primo nucleo dei Death SS, a The Dogma, Centvrion, Infernal Poetry, Gunfire, Battle Ram, Kurnalcool ecc.), ma ha sempre avuto grandi problemi nel trovare locali efficienti per la musica dal vivo, dico bene? Qual è il vostro punto di vista?

(Andreij): Penso che purtroppo nelle Marche non ci siano locali abbastanza capienti e bene organizzati per la musica dal vivo. Ci sono decine di bar, pub e pizzerie che fanno suonare solo gruppi locali con un bassissimo budget, dato anche dalla poca capienza dei bar e quindi dalle poche consumazioni ecc.

(Christian): Dici proprio bene, da noi ci sono spazi per tutti tranne che locali attrezzati per il nostro genere e quelli che c’erano li hanno fatti chiudere. Andiamo vestiti di nero e spesso non siamo molto belli, metallaro non è bello, penso lo insegnino a scuola, ma la musica la sappiamo fare e continuiamo a portarla live anche se i locali sono troppo piccoli.

Intervista Scala Mercalli

Cosa c’è ora nel futuro degli Scala Mercalli? Vi occuperete della promozione live di “Border Wild”? Prevedete anche la realizzazione di un video, come fatto per “My Daemons”?

(Sergio): Il Futuro è sempre incerto, soprattutto per una band come la nostra che sta crescendo, ma abbiamo in programma diversi live in Italia per ora. Da poco abbiamo suonato da headliner al ”Rock On”, un festival a Civitanova Marche, assieme ai Necrodeath, ma in generale è un po’ dura in questo periodo di “crisi”. Forse riusciremo ad organizzare, grazie al nostro nuovo live manager Vittorio, anche qualcosa all’estero. Poi ci saranno due video, che abbiamo girato e sono già in montaggio e che a dire la verità dovevano essere già pronti, speriamo comunque di mandarli in onda per la fine dell’estate, anche perchè, com’è successo in passato, ci danno sempre una ottima visibilità.

(Andreij): Stiamo già componendo nuovi brani per il prossimo lavoro, Intanto la promozione live di “Border Wild” è già in decollo e speriamo siano pronti presto anche i videoclip!

Ok, ragazzi, le domande sono terminate. Vi ringrazio di cuore per la vostra disponibilità, chiudete come volete e lasciate un messaggio ai lettori di www.entrateparallele.it !

(Andreij): Spero che il disco piaccia a tutti i lettori e non, e cerchiamo di aprire dei bei locali live e di tirare su il metallo italiano!!! Un abbraccio a tutti.

(Christian): Noi vi ringraziamo per lo spazio che ci avete concesso. Ringraziamo quelli che si sono soffermati su questa intervista e quelli che sentiranno qualcosa del nuovo album sul nostro Myspace, siete invitati ai nostri concerti, vi aspettiamo!! Un saluto a tutti!!

Sito ufficiale: www.scalamercalli.com
Myspace: www.myspace.com/scalamercalli
Recensione “Border Wild” su EP qui

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