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Tesla – Forever More (2008)

Pubblicato il 31/08/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Forever More
Autore: Tesla
Genere: Hard Rock
Anno: 2008
Voto: 7

Visualizzazioni post:61

Hanno deciso di riportare gli anni ’80 in Toto (ah, che battuta! N.d.R.) nel ventunesimo secolo, e in questa operazione la nostra Frontiers è in cima alla classifica dei meriti (e purtroppo a volte anche dei demeriti). Tocca ai Tesla dire la loro nel nuovo millennio, e lo fanno da un punto di vista privilegiato rispetto a molte altre band. Mentre altri devono fare i conti con una pesante reputazione e anni di successi strabilianti (ai tempi l’hard rock era la musica di punta sulla quale è stata costruita MTV), i Tesla vengono invece da un background che li vede noti per essere “una delle band più sottovalutate dell’intera scena”, etichetta che dice al contempo che c’è grande qualità ma non il successo che sarebbe loro spettato. Sempre fuori dai giri più “fashion”, come il turbinio glam che travolse la prima metà degli anni ’80 con Motley Crue, Poison e compagnia cotonata, e sempre considerati una band “cult”, esattamente come lo scienziato che è ispirazione per il loro monicker, Nikola Tesla. Io personalmente li aspettavo a braccia aperte, innamorato come molti altri del loro indimenticabile live semi-acustico “Five Man Acoustical Jam”, che considero un vero caposaldo del genere (il cosiddetto “unplugged”), così come dei loro album in studio (come il fantastico “Psychotic Supper” o “The Great Radio Controversy”), e questo nuovo “Forever More” non delude le aspettative. Niente rivoluzioni nel sound ma nemmeno uno spudorato seguire le correnti moderne e più “redditizie”: i Tesla non potrebbero essere più Tesla di così. Un rock fatto 50% di anima e 50% di cervello, mai troppo emozionale da essere pacchiano ma nemmeno troppo cerebrale da sfociare nell’autocelebrazione. Quindi, come in tutti gli altri episodi della loro discografia, troviamo, oltre al classico feeling allegro ed energico del rock americano, anche toni più cupi e riflessivi, come nella title track che apre l’album ad esempio, che attacca con un arpeggio che sembra quasi provenire da un gruppo “metal”. Con la groovy “One Day At A Time” fino a “So What” i ritmi rimangono sostenuti e ci danno modo di apprezzare la voce di un Jeff Keith in gran spolvero, dalle sempre ottime doti interpretative, quasi uno Steven Tyler sui generis. Non raggiunge più i picchi di un tempo, ma è in grado di contribuire a creare un sound personale che si discosti dal “solito” marasma hard rock. Poi, quando cominciano ad arrivare le ballad “Just In Case” e soprattutto la bellissima “Fallin’ Apart”, Jeff tira fuori il meglio che ha, con linee melodiche mai scontate che però arrivano direttamente al cuore. “Breakin’ Free” ci riporta su lidi più moderni e “All Of Me” ha quel tocco pseudo-metal (come già “I Wanna Live”) che dà un’altra sferzata di energia all’album e ci conduce fino a “The First Time”, cupo e malinconico lento che apre poi con un arioso ritornello e contiene alcuni dei più bei soli di Frank Hannon, un chitarrista dalla grandissima classe perfettamente a suo agio nel ruolo di principale songwriter e polistrumentista. “Pvt. Ledbetter” è una canzone dal testo più sociale rispetto alle altre (parla di un militare lontano da casa, tematica non rara nei testi dei gruppi americani) e musicalmente è un classico rock anthem. In chiusura troviamo “In A Hole Again”, con il suo ritornello malato, e “The Game”, un po’ settantiana e dall’incedere incalzante, che con il suo assolo finale chiude degnamente il disco.
Per quanto riguarda la produzione, purtroppo devo ammettere che non mi trovo mai completamente soddisfatto dai suoni dei nuovi dischi hard rock / AOR: mi sembrano sempre tutti un po’ “spompi” o comunque dischi che avrebbero beneficiato non poco di una produzione di più alto livello. Ma d’altra parte è anche da capire che oggi questo è un genere che non è più “mainstream” come lo era un tempo e non ci sono più i soldi per fare dei lavori fatti davvero bene (come nei dischi pop). Per carità, non immaginatevi di certo un disco che suona male: le tecnologie di oggi sono comunque migliori di un tempo, ma è comunque un disco che poteva suonare decisamente meglio. In conclusione un gran buon album dei Tesla, con qualche tocco “metal” più del solito e che confermano di essere musicisti in grado di scrivere hard rock come pochi, senza mai scadere nello scontato pur rimanendo sempre fedeli a se stessi. E sempre riguardo la fedeltà alla propria natura, c’è da giurare che nemmeno questo “Forever More” darà loro giustizia, ma forse è giusto così, che alcune realtà musicali rimangano sempre di culto, un lusso per i pochi che hanno voglia di guardare al di là di quello che la radio e la tv ci propongono ogni giorno. E’ anche questo il senso del rock e del metal.

Tracklist:
1- Forever More
2- I Wanna Live
3- One Day At A Time
4- So What
5- Just In Case
6- Fallin’ Apart
7- Breakin’ Free
8- All Of Me
9- The First Time
10- Pvt. Ledbetter
11- In A Hole Again
12- The Game

Lineup:
Jeff Keith: voce
Frank Hannon: chitarra, tastiere
Brian Wheat: basso
Troy Luccketta: batteria
Dave Rude: chitarra

Sito ufficiale: www.teslatheband.com
Album distribuito in Italia da Frontiers: www.frontiers.it

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