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Sonata Arctica – The Days Of Grays (2009)

Pubblicato il 21/09/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Days Of Grays
Autore: Sonata Arctica
Genere: Melodic Metal
Anno: 2009
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:66

“The Days Of Grays” serve a capire “Unia”.
Anche Henkka, virtuoso tastierista della band finnica, è concorde su questa affermazione. Parliamoci chiaro: i Sonata Arctica sono una delle realtà metal melodiche più affermate in ambito mondiale. Hanno fatto tour di mesi in lungo e in largo per Usa, Canada, Giappone ed Europa e questa loro sesta fatica in studio giunge a riconfermare lo status di band di prima linea.
Il precedente album, “Unia” appunto, aveva però sollevato un pelverone fra i fans, virando di molto il sound del combo di Kemi, abbandonando del tutto ogni remora legata al power metal e aggiungendo molti elementi dark, sopratutto in ambito armonico. Troppo netto è stato lo stacco che ha separato gli approcci di “Reckoning Night” da quelli di “Unia” e in molti hanno storto il naso.
“The Days Of Grays” non è però recidivo. Basti ascoltarsi il singolo “Flag In The Ground”, in giro online da qualche tempo, per capire che un po’ di marcia indietro è stata fatta, ripescando melodie facili e di impatto certo, mischiate a tempi speed. Certo gli elementi di “Unia” restano, ma se comparato con i primi album sicuramente c’è più omogeneità rispetto al resto della discografia in questo ultimo lavoro.
Parlando per assurdo, se “The Days Of Grays” fosse uscito nel 2007 al posto di “Unia” ed “Unia” adesso nel 2009, forse, dico forse, la “botta” sarebbe stata molto meno secca. Ma atteniamoci ai fatti, non sapremo se Tony Kakko e soci abbiano avuto pressioni dalla casa discografica (sempre mamma Nuclear Blast) o dai fans, ma la virata verso lidi prima battuti è evidente.
Parlando nello specifico, dopo una lunga intro strumentale la prima vera traccia è “Deathaura”, in cui migliaia di Tony Kakko si destreggiano in cori e soprapposizioni vocali davvero complesse, accompagnati dalla voce femminile di Jhoanna Kurkela, singer finlandese molto nota in patria. A seguire, “The Last Amazing Grays” e “Flag In The Ground” segnano decisamente l’apice di questo album, con sonorità che richiamano tantissimo i grandi Sonata del passato, up tempo e melodie corali molto orecchiabili. “Zeroes”, invece, è forse la canzone più sperimentale del lotto, in cui Tony tenta anche giochi interpretativi con la voce, facendola risultare molto strana ad un primo ascolto.
“Juliet” continua il discorso iniziato nel 2001 con “The End Of This Chapter”, proseguito poi con “Don’t Say A Word” e poi ancora con “Caleb” (e scopriamo solo ora il nome della fantomatica ragazza delle lyrics). Altra track che mi sento di consigliare è la conclusiva “Everything Fades To Gray”, con uno stile facilmente riconducibile ad “Unia”, ma molto intensa.
In conclusione, credo che i fan che avevano storto il naso con “Unia” continueranno a storcerlo, ma non troveranno abbastanza motivi per abbandonare la causa dei cinque finnici, mentre gli aficionados non potranno non rientrare nell’oscura mente del “leader maximo” Tony Kakko, che mette in musica i suoi pensieri più “grigi”.

Tracklist:
01. Everything Fades to Gray (instrumental)
02. Deathaura
03. The Last Amazing Grays
04. Flag In The Ground
05. Breathing
06. Zeroes
07. The Dead Skin
08. Juliet
09. No Dream Can Heal A Broken Heart
10. As If The World Wasn’t Ending
11. The Truth Is Out There
12. Everything Fades To Gray

Lineup:
Tony Kakko – voce, tastiere
Elias Viljanen – chitarra
Henrik Klingenberg – tastiere, organo hammond
Tommy Portimo – batteria
Marko Paasikoski – basso

Sito ufficiale: www.sonataarctica.info
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

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