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Divine Heresy – Bringer Of Plagues (2009)

Pubblicato il 22/09/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Bringer Of Plagues
Autore: Divine Heresy
Genere: Death Metal / Metalcore
Anno: 2009
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:206

Sono stati spacciati in redazione come semplice gruppo metalcore, ma sapevo invece di cosa si trattasse, quindi feci subito mio il secondo album dei Divine Heresy, “Bringer Of Plagues”. Motivo della mia scelta fu il fatto che la band in questione è niente altro che un vero e proprio supergruppo di metal estremo, che annovera tra le sue fila musicisti di fama internazionale come Dino Cazares (ex Fear Factory e Brujeria) alla chitarra, Joe Payne (ex Nile) al basso, Tim Yeung (ex Vital Remains e Hate Eternal) alla batteria ed alla voce l’esordiente Travis Neal, che ha preso il posto di Tommy Vext, cacciato dalla band nel 2008 a seguito di una furiosa litigata on stage con il corpulento axe-man di origine messicana.
Insomma, aspettative altissime e rischio di flop altrettanto possibile, come spesso accade in questi casi (e Cazares, coinvolto nel progetto Roadrunner United, ne sa qualcosa), in cui non sempre la semplice somma di grandissimi nomi ha come risultato combos da tramandare ai posteri.
Schiacciato il tasto play dello stereo, tuttavia, dei dubbi iniziali non rimane traccia: siamo di fronte ad un gran bel disco. Riuscendo perfettamente nell’intento di fondere il death metal moderno dei Fear Factory, alcune sonorità care agli Slipknot di “Iowa” (irriconosciuto padre putativo di una bella fetta del metalcore/deathcore di attuale concezione) e brevi accenni slayerani, con la pulizia dei ritornelli melodici di bands come Trivium, Bullet For My Valentine e Killswitch Engage, i Divine Heresy danno alle stampe un prodotto certamente al passo con i tempi, in grado indubbiamente di soddisfare chi ha apprezzato “Demanufacture” come chi stravede per “Alive Or Just Breathing”. Trascinato da una sezione ritmica schiacciasassi (con Payne che è come se suonasse con i piedi incollati sul doppio pedale), il gruppo californiano trova la formula vincente incollando strofe generalmente intricate e dal tasso tecnico elevatissimo a ritornelli di facile presa, spesso cantati in screaming se non affidati alle clean vocals di un versatile Neal, decisamente a suo agio in mezzo a professionisti del genere.
Il disco si snoda attraverso cinquantasei minuti di piacevole ascolto, spalmati su quattordici brani dalla carica uniforme; tra questi, sicuramente sono da ricordare la martellante “The Battle Of J.Casey”, l’assalto all’arma bianca portato dalla title-track piazzata in quarta posizione, il debito agli Slipknot chiamato “Anarchaos” e “Letter For Mother”, probabilmente il brano più classicheggiante del lotto, con un flavour quasi svedese, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di chitarra dell’ottimo Cazares. Promossi a pieni voti.

Tracklist:

1. Facebreaker
2. The Battle of J.Casey
3. Undivine Prophecies
4. Bringer of Plagues
5. Redefine
6. Anarchaos
7. Monolithic Doomsday Devices
8. Letter to Mother
9. Enemy Kill
10. Darkness Embedded
11. The End Begins
12. Forever the Failure

Lineup:

Travis Neal – voce
Dino Cazares – chitarra
Joe Payne – basso
Tim Yeung – batteria

Myspace: www.myspace.com/divineheresyband

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