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11/07/2009 : Bejelit studio report (Paruzzaro, NO)

Pubblicato il 3/10/2009 da in Speciali | 0 commenti


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Studio report Bejelit

E’ un caldissimo sabato pomeriggio quello che mi vede, in compagnia della mia consorte Silvia, percorrere la cinquantina di chilometri che separano la nostra ormai tristemente nota Garlasco dalla rinomata Arona, cittadina che si affaccia sul lago Maggiore nonchè quartier generale degli amici Bejelit. L’occasione di questa trasferta mi è servita sul classico piatto d’argento dalla possibilità di ascoltare in anteprima alcuni dei nuovi brani che andranno a comporre il nuovo full lenght del quintetto piemontese che, al momento in cui scrivo, è ancora alla ricerca di un’etichetta interessata alla sua musica. Ma andiamo con ordine: l’appuntamento è fissato davanti alla stazione ferroviaria di Arona, dove arrivo con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario concordato; una breve attesa ed ecco spuntare il volto amico di Sandro Capone che, dopo aver esaurito i saluti, ci comunica che il luogo scelto per l’ascolto dei pezzi sono i nuovissimi studi Old Ones Media! A questo punto sono ansioso non solo di saggiare la consistenza delle nuove canzoni, ma anche di vedere i locali che ci ospiteranno, situati in quel di Paruzzaro (località praticamente appiccicata ad Arona). Veniamo accolti da un sorridente Giulio che, in compagnia del fratello, non perde tempo e ci fa subito visitare gli Old Ones Media: io e Silvia rimaniamo a bocca aperta nel constatare la magnificenza di questi nuovi studi! Terminato il giro di visita, giunge il momento di tuffarci sulle composizioni targate Bejelit..

Studio report Bejelit

Inizia con noi di EntrateParallele.it e con il nostro conterraneo Alex Calvi di Truemetal.it la presentazione dei primi pezzi completi sui dieci che andranno a comporre “You Die And I…”, terzo album nella carriera dei Nostri, tra l’altro ricco di novità: la prima rappresenta l’accantonamento delle tematiche legate al manga “Berserk”, poichè è stata scelta come argomento portante del disco la morte nei suoi vari aspetti. In un clima amichevole e molto rilassato, il buon Giulio pigia il fatidico tasto “play” ed ecco arrivare “Rostov”, brano che aprirà l’album e che parla delle vicende del mostro, appunto, di Rostov: introdotto dalle note di un carillon, il pezzo ci travolge grazie ad un roccioso heavy metal di matrice americana da cui spicca – qui come sugli altri brani – l’ottima interpretazione di Fabio Privitera, a livello vocale cresciuto clamorosamente dai tempi di “Hellgate” e rientrato nella band dopo la parentesi che ha visto Tiberio Natali dietro al microfono. Altro aspetto che balza subito all’orecchio riguarda la produzione, decisamente al passo con i tempi; in questa veste sonora dai connotati più moderni è inoltre ben godibile l’apporto ritmico di Giorgio Novarino: il basso c’è e si sente, come d’altronde è giusto che sia. Un primo pezzo molto valido, che dal vivo promette di essere letale. Prosegue l’ascolto con la veloce “Death-Row”, canzone ispirata al film “Sotto Shock” (“Shocker”, 1989) e che affronta il tema della pena di morte: il brano, presente sulla pagina Myspace della band, è pronto da circa un anno e rimane su territori sonori più vicini all’heavy metal piuttosto che al power. Semplicemente efficace nel rimanere impressa nella memoria, “Death-Row” sprigiona atmosfere magnetiche e coinvolgenti; ottimo anche il lavoro delle chitarre, soprattutto nei solos.

Studio report Bejelit

Il pezzo successivo, il cui titolo è “Saint From Beyond”, è quello che più fatico ad assimilare ed a cui devo dedicare più ascolti per poterlo apprezzare in pieno. Questo è il brano più variegato e particolare di quanto finora ascoltato e, sinceramente, mi ha spiazzato… Vuoi per la presenza di qualche elemento elettronico, vuoi per il turbine emotivo in cui si viene proiettati senza scampo o per il semplice fatto che non mi aspettavo niente del genere: la canzone all’inizio mi fa storcere il naso. I diversi passaggi che dedico a questo brano ne portano a galla l’effettivo valore, che a caldo non so cogliere: emozionante e personale, “Saint From Beyond” mi prende l’anima e la tiene saldamente in pugno facendomi provare sulla pelle angoscia e inquietudine, vertigine e paura attraverso repentini cambi di tempo e di atmosfera oltre che alle improvvise e laceranti rasoiate delle due chitarre, il tutto valorizzato al massimo da una prova d’insieme della band davvero sopra le righe! Penso di non esagerare affermando che, a mio parere, questa è la miglior canzone che i Bejelit abbiano scritto nella loro carriera! Il compito di chiudere questo gustoso antipasto di “You Die And I…” è affidato alla power oriented “Shinigami”, un buon pezzo più classicamente legato alla tradizione sonora del combo di Arona: sei minuti abbondanti lanciati su ritmi piuttosto sostenuti ed alleggeriti solo in parte da un break melodico di chitarra. Da cantare a squarciagola l’immediato ritornello, di sicura resa in ambito live, come d’altronde tutto il pezzo. Mi lascia decisamente soddisfatto questa sortita in terra piemontese e, rientrando a casa, non posso fare a meno di constatare i decisi passi in avanti e la relativa crescita artistica compiuti dai Bejelit, usciti ogni volta più forti dalle varie avversità che hanno dovuto affrontare in questi anni. Alla luce di quanto ascoltato devo dire che le premesse per il nuovo disco sono ottime, non ci resta che incrociare le dita ed attendere che l’etichetta giusta decida di dare la fiducia che meritano a questi cinque ragazzi! Nel frattempo… Bravissimi Bejelit, avanti così!

Sito ufficiale: www.bejelit.com
MySpace: www.myspace.com/bejelit

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