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Hjallarhorn – Iron Clad Soldier (2009)

Pubblicato il 2/11/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Iron Clad Soldier
Autore: Hjallarhorn
Genere: Heavy Metal
Anno: 2009
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:90

Band norvegese, copertina nera e nome abbastanza impronunciabile: la prima idea è che sia il solito disco black. Poi leggo il titolo dell’album, qualcosa non torna… Anche perché è prodotto dall’etichetta Pure Steel. Ed ecco scoprire che gli Hjellarhorn fanno heavy metal e sono all’attivo dal 2003. Solo ora viene alla luce questo disco che urla al mondo che nel nord Europa l’heavy old-style è sempre attivo. Il cd si apre con il riff martellante di “Battle Of Repulsion” e la mente non può che andare a band della Bay-Area e soprattutto ai Metallica vecchia maniera. Il cantato a tratti ricorda quello di James, anche se molto spesso i riff in stile rock’n’roll fanno pensare a Lemmy e soci. Anche per la titletrack “Iron Clad Soldier” la struttura è quella: riff solido che fa da base per una voce graffiante e non sempre al top, e parti strumentali dove sono gli assoli veloci la vera goduria. Ben pochi sono i passi che tengono lontani i norvegesi dai loro maestri e spesso le tracce sembrano un po’ troppo omogenee, un po’ piatte. “Brigade” parte con la chitarra acustica, con chiari riferimenti al “Black Album”, per diventare un cadenzato abbastanza incisivo anche se forse troppo ripetitivo e simile ai lavori dei Metallica. Nuova scarica di adrenalina per “Blood And Black Lace”: inizio velocissimo con un dimezzamento del tempo nella parte prima del ritornello ed assolo da togliere il fiato. Compaiono invece degli ottimi spunti nella seconda parte di “The Chandeling”: dopo un inizio abbastanza classico nel genere, ci sono circa due minuti di finale dove sonorità folleggianti fanno sognare. La voce è più calma e le note della chitarra acustica sembrano voler portare l’ascoltatore tra le terre fredde del nord. Si passa poi per alcuni pezzi abbastanza anonimi, dove sono solo le accelerazioni e i riff che ondeggiano tra l’heavy e il thrash a tenere su il morale; purtroppo manca qualcosa e il coinvolgimento dell’ascoltatore tende a calare. Le note di apertura di “Eye Of The Storm” fanno intuire un cambiamento: note suonate con pianoforte e batteria che “marcia” sul rullante accompagnano una voce nuovamente pulita. La ripartenza con la chitarra distorta strizza l’occhiolino alla NWOBHM, riff accattivante su un tempo non troppo veloce. Anche la parte strumentale centrale sa molto di anni ’80, poi ripetizione della parte cantata e finale di nuovo con pianoforte e voce. Termina il disco “The Machinist”: ritorno alla sonorità dei brani precedenti, parte ritmica che spinge e chitarre che violentano gli amplificatori. Lo stacco centrale con solo batteria e l’ingresso della chitarra con un riff tagliente alza il livello del brano, peccato che sia solo per pochi attimi prima del finale.
Questo disco merita attenzione, ma non riesce più di tanto ad ottenere l’effetto sperato. Nonostante la buona qualità e l’interessante proposta, manca quel qualcosa che rende un disco davvero buono. Momenti esaltanti si alternano ad altri più piatti e noiosi, gli Hjallarhorn devono sicuramente migliorare l’aspetto di songwriting al fine di limare le parti e rendere prezioso il grezzo gioiello che hanno in mano.

Tracklist:
01. Battle of repulsion
02. Iron clad soldier
03. Brigade
04. Blood and black lace
05. The changeling
06. The horn
07. Scathed and torn
08. Eye of the storm
09. The machinist

Lineup:
Dani Nilsen – Chitarra, voce
Martin Krogh – Chitarra
Kjetil Krogvold – Batteria
Jonas Eid – Basso

Sito ufficiale: www.hjallarhorn.com
MySpace: www.myspace.com/hjallarhorn
Etichetta Pure Steel records www.puresteel-records.com

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