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Richie Kotzen – Peace Sign (2009)

Pubblicato il 12/11/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Peace Sign
Autore: Richie Kotzen
Genere: Rock
Anno: 2009
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:73

A distanza di due anni dall’ultimo “Return Of The Mother Head Family Reunion” torna Richie Kotzen con una nuova fatica, “Peace Sign”, che si va a sommare alla spaventosa discografia del chitarrista americano. Una delle caratteristiche più singolari di Richie è che, nonostante una prolificità capillare in studio, ogni suo lavoro non risulta mai scontato o fatto tanto per fare. Ritroviamo anche in questo disco qualcosa di diverso dai precedenti, qualcosa che lo rende, a suo modo, unico. È un lavoro veramente affascinante, che riscopre le sonorità anni ’70 con un particolare accento sulle influenze hendrixiane – Kotzen viene infatti definito oggi come il successore di Jimi Hendrix – ma con una particolarità: ogni singolo strumento, dalla batteria alle tastiere ai cembali e naturalmente alla chitarra, è suonato, mixato e prodotto da una sola persona, indovinate chi? Ebbene sì, con il pregio di essere un polistrumentista incredibilmente abile, e il difetto di non affidarsi più alla super band di supporto Mother Head Family Reunion che ha reso unico il precedente studio album, Richie si lancia in una nuova sfida a suon di assoli mostruosi e linee vocali come al solito spettacolari. Ma andiamo con ordine: bisogna ammettere che ogni strumento è suonato alla perfezione, ma si sente immediatamente la differenza con “Return Of The Mother Head Family Reunion”; questo lavoro manca infatti di quell’anima rock/soul che solo una band come quella sopra citata riesce ad esprimere. Lungo i dodici brani della tracklist si avverte infatti questa mancanza, quasi ci fosse un buco vuoto da riempire. Ecco, ho appena segnalato l’unico difetto di “Peace Sign”. Ora passiamo alle cose belle: per chi ha nel cuore il blues di Hendrix e non riesce ad abbandonare la magia degli anni ’70, quella che amalgama rock, blues e funk, questo disco è d’obbligo. La caratteristica vincente sta infatti nel cercare di rendere attuale un genere decisamente attempato come il rock delle origini. Facile intuire che la missione è stata compiuta alla grande, come avvertiamo dal primo singolo estratto “Paying Dues”, dall’opener “My Messiah” (davvero stupenda!) e dalla titletrack, in cui troviamo anche un gran bell’assolone di basso, roba da non crederci. C’è anche spazio per il virtuosismo puro, sempre a livelli inarrivabili, in “Best Of Times”, uno dei brani più azzeccati del pacchetto. Singolare la decisione di chiudere il disco con quattro ballad consecutive, e che ballad! Il romanticismo e il cuore di Kotzen si concedono in quattro momenti di intensa meraviglia, sia per le melodie che per i testi, con le avvolgenti strappalacrime “Cath Up To Me”, “Lie To Me”, “Larger Than Life” e la più intima “Holding On”. Ad un primo ascolto viene da pensare: “Ma perché mettere quattro lenti tutti in fila e non distribuiti lungo la scaletta?”, poi, quando li si ascolta di seguito la seconda volta, si rimane incantati, ipnotizzati, con la musica incollata alle orecchie insomma, alla magia di un artista senza eguali. Un’altra meraviglia. Thanx for your music Richie.

Tracklist:
1. My Messiah
2. Long Way From Home
3. Paying Dues
4. Peace Sign
5. Best Of Times
6. We’re All Famous
7. You Got Me
8. Yor Enterteiner
9. Catch Up To Me
10. Lie To me
11. Larger Than Life
12. Holding On

Lineup:
Richie Kotzen – all vocals and all instruments

Sito ufficiale: www.richiekotzen.com

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