Slider by IWEBIX

Rammstein – Liebe Ist Fuer Alle Da (2009)

Pubblicato il 26/11/2009 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Liebe Ist Fuer Alle Da
Autore: Rammstein
Genere: Industrial Metal
Anno: 2009
Voto: 8-

Visualizzazioni post:78

La band tedesca non ha certo bisogno di presentazioni: i Rammstein sono diventati negli ultimi anni una delle realtà industrial metal più seguite al mondo. In effetti, nonostante la musica dura e l’utilizzo della lingua madre, sono apprezzati anche da chi abitualmente non segue il genere. Il tutto condito da effetti durante i live a dir poco elettrizzanti ed infuocati, e video provocanti che vengono censurati. Il singolo tratto dal nuovo album, “Pussy”, viene tagliato drasticamente e oscurato perché ha superato di molto il limite tra videoclip musicale e film pornografico; il pezzo apripista per l’album ha subito scosso e movimentato l’industria musicale, amplificando la news dell’uscita del disco. Lasciamo le polemiche riguardanti la negatività dei messaggi nelle canzoni dei Rammstein (direi discutibili visto certi video pop, n.d.a.), passiamo quindi a parlare della musica. Il disco si apre con “Rammlied” e con i suo cori a basso volume fino all’entrata della voce di Lindermann che scuote l’attenzione; la partenza sarà devastante in sede live, seguita da un riff deciso ed in classico stile Rammstein; un ottimo brano per aprire il disco: poca elettronica e uso massiccio delle chitarre oltre che un ritornello azzeccato. La seconda traccia ha un inizio di tastiera che viene sommerso dalle chitarre ed è un altro brano super azzeccato; il titolo tradotto è “Ti faccio male”, pezzo ripetitivo che cresce fino al ritornello, che rimane impresso nella mente. Lo stacco centrale dove solo la voce e la tastiera rimangono presenti preannuncia la mazzata finale che “fa male”. Ed ecco un’idea inaspettata: le trombe aprono “Waidmanns Heil”, altro brano terremotante che mostra la band in piena forma. La successiva “Haifisch” risulta più leggera e con molta più elettronica: la parte di tastiera è davvero divertente e spezza i toni aggressivi del disco. Ritorno a toni più cattivi con “B*******””: il titolo censurato addirittura nel tedesco è segno di un altro brano dove la combinazione elettronica/metal è esagerata; ritornello con voce al limite del growl e momenti di calma prima della tempesta ne fanno un altro buon pezzo. Lo spazio per una ballata si trova anche in un disco dei Rammstein, e ci hanno abituato sempre bene: anche questa “Fruhiling In Paris” riesce a catturare l’attenzione, grazie all’inserimento della lingua francese nel ritornello ed ai suoi toni calmi ed ispirati, ed anche alla sempre presente tastiera di Lorenz. Sulle note di un valzer inizia “Wiener But” e la voce con toni teatrali spiana la strada per un deciso riff di chitarra che invita al movimento più sfrenato. Arriviamo poi al singolo che tanto ha fatto parlare, “Pussy”: di presa sicura con il giro di tastiera che si fissa nella testa e il ritmo non esagerato di batteria, un chiaro esempio di come i Rammstein sanno fare musica. Ovviamente il ritornello in inglese poco aggiunge al titolo chiaro del pezzo, divertente e provocante. Un successo creato e programmato che ottiene un consenso forse esagerato, ma in ogni caso un ottimo pezzo. La titletrack ritorna carica e veloce: riff ripetuti fino all’ossessione e inserimenti elettronici sono assicurati e, come previsto, arriva il ritornello con voce chiara e pulita. Maggior uso di tastiere ed effetti nella parte iniziale di “Mehr”, che torna decisa negli intermezzi delle strofe, lasciate senza chitarre. Scelta giusta perché la parte del ritornello, che ripete solo il titolo del brano, è una botta notevole; la parte centrale diventa quasi dolce, con accordi aperti e melodia a fiumi, un breve attimo e poi ci si rituffa nel riff portante. Il fischiettio di “Roter Sand” apre l’ultima traccia di questo disco, seguita da un giro acustico con chitarra e voce; seguono voce e tastiera, con inserti di batteria e chitarra per un brano soft che lascia un senso di tranquillità e chiude in maniera perfetta il disco.
Niente da dire, i Rammestein sono una grande band. Il disco precedente forse era un passo indietro rispetto a “Reise”, mentre questo è un grande balzo in avanti. Non si sono limitati ad assecondare il successo, ma hanno cercato suoni e soluzioni nuove. Il risultato è un album più vario, con momenti molto ispirati seguiti da altri dove forse giocano sul loro campo preferito, ma sempre con ottimi risultati. Il voto con il meno è solo per un motivo: niente live in Italia. Il posto migliore forse sarà il festival in Svizzera, sperando di rivederli nel nostro Paese per un altro “infuocato” concerto.

Tracklist:
01. Rammlied
02. Ich Tu Dir Weh
03. Waidmanns Heil
04. Haifisch
05. B********
06. Fruhling in Paris
07. Wiener But
08. Pussy
09. Liebe Ist fuer Alle Da
10. Mehr
11. Roter Sand

Lineup:
Till Lindemann – Voce
Richard Z. Kruspe – Chitarra
Paul Landers – Chitarra
Oliver Riedel – Basso
Christoph Schneider – Batteria
Christian Lorenz – Tastiere

Sito ufficiale: www.rammstein.de
MySpace: www.myspace.com/rammstein
Etichetta: Universal Music – www.umusic.com

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *