Dream Theater (Mike Portnoy)

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Intervista Dream Theater, Mike Portnoy

Mike Portnoy non ha bisogno di alcuna presentazione. Batterista della prog metal band Dream Theater e vera icona mondiale fra i batteristi, è stato tartassato dalle domande del nostro DaniHell in occasione del recente concerto dei Dream Theater in quel di Milano.

Ciao Mike, dicci qualcosa su questo tour!

Il Progressive Nation è un concetto che ho creato io tempo fa e ci ho messo un po’ di tempo ad organizzarlo, ci ho speso parecchie energie. La prima forma del Progressive Nation è stata portata on stage insieme agli Opeth e Between The Buried And Me, negli USA, e siccome è stato un vero successo, le band hanno spaccato e i fan hanno reagito splendidamente, è stata la dimostrazione che la mia idea funziona. A quel punto con il manager abbiamo poi organizzato un secondo tour con Zappa Play Zappa e Bigelf, la scorsa estate. Il tour in Europa è venuto di conseguenza, sempre con Opeth, Big Elf e Unexpected.
L’idea è quella di portare in giro delle band che suonino progressive e che possano dare agli ascoltatori emozioni diverse; per definire “World” ti direi appunto che le band, da Paesi diversi, portano emozioni da tutto il mondo con la loro musica!
Negli anni Settanta progressive voleva dire Genesis, King Crimson, ELP, ma comunque sempre quel genere di prog. Oggi si può spaziare dai RadioHead fino ai… Uhm… Mastodon! Questo è il concetto!

Sei tu che scegli quali band faranno da supporter per i Dream Theater?

Potrei dirti che il Progressive Nation è il mio bambino, quindi sì: io decido in ultima istanza chi suona eheh.

E riguardo la scaletta di stasera? Avete qualche sorpresa per il pubblico italiano, come al solito?

Beh, quando siamo in tour ogni sera compongo una setlist diversa. Prepariamo tante canzoni prima di partire, poi di volta in volta le scegliamo!
Durante l’ultima occasione qui a Milano avevamo proposto il tema del Padrino… Vedrete stasera!
(sarà una bella esecuzione di “O Mia Bela Madunina” ad opera del pianoforte di Jordan Rudess a farla da padrone, n.d.r.)

Intervista Dream Theater, Mike Portnoy

Girare in tour con band dagli stili così differenti, e con un sound spesso estremo, ha influenzato il vostro approccio alla composizione? C’è stata qualche influenza su “Black Clouds & Silver Linings”?

Tieni conto che nei Dream Theater io sono l’unico che davvero ascolta musica estrema. Sono l’unico che apprezza fino in fondo Unexpected, Dillinger Escape Plan e band così, non posso parlare per gli altri, ma per me credo siano stati effettivamente un’influenza. Personalmente amo tempi come il blastbeat, ecco perchè gli Opeth suonano con noi ad esempio.
Anche se ho quarantadue anni non ho paura a dire “Sì, ascolto quella roba” ahaha

Quindi il processo di composizione non è stato cambiato?

No, direi di no. Abbiamo un metodo, diciamo, collaudato ed è da vent’anni che funziona, abbiamo una nostra alchimia interna. Non ci interessa cambiare!

Puoi darmi qualche riscontro di vendita di “Black Clouds & Silver Linings”?

In realtà no, non so molto riguardo le vendite. Ok, so che nelle prime settimane i tipi dell’etichetta han detto che si è piazzato bene, ma poi non ho più sentito nulla… So che praticamente ovunque è entrato nelle top ten o almeno in classifica. Sai, facciamo questo lavoro da molto tempo e abbiamo la nostra schiera di fans, quindi abbiamo qualche certezza. Comunque quando il disco esce noi non abbiamo molto controllo, anche perchè ci interessa di più organizzare tour ed essere on the road, anche per i fans che acquistano l’album!

Intervista Dream Theater, Mike Portnoy

Avete comunque raggiunto un buon controllo sulla vostra musica. Mi riferisco a quando avete avuto problemi con le precedenti etichette.

Sì, direi che ora abbiamo una buona visione del nostro lavoro. Abbiamo inziato ad autoprodurci negli ultimi dieci anni e continueremo così. Una band come la nostra non può metterisi a creare una canzone da diciasette minuti ed aspettare che entri un produttore e smonti tutto… Non ha senso!
L’etichetta ha totalmente compreso questo e ci lasciano fare il nostro lavoro in maniera molto libera. E noi lasciamo fare a loro il loro!

I Dream Theater sono sempre una metal band?

Totalmente! Sentiti “Train Of Though” o, se vuoi, “A Night To Remember”! Si sfiora il thrash metal!

Siete sempre stati all’apice anche grazie alla vostra tecnica musicale sopraffina. Cosa pensi di questa caratteristica?

Beh fa parte della formula, dell’alchimia. Il gioco, la sfida, sta nel suonare i nostri strumenti SEMPRE al meglio che possiamo! Devo dire che, anche grazie all’esperienza che abbiamo maturato ed ai numerosi tour, abbiamo imparato quando è ora di mettersi sotto con le cose complicate e quando c’è da stare indietro e lasciar respirare con un po’ di melodia. Inoltre io e Petrucci abbiamo ormai trovato il modo di toglierci la mente da musicista ed installare la mente da produttore, riuscendo a decidere come e quando inserire parti melodiche e più ragionate o spontanee e quando spingere come dei forsennati!

Intervista Dream Theater, Mike Portnoy
Il nostro DaniHell con Mike Portnoy

Andando sul tecnico, cosa pensi dei suoni di batteria triggerati o addirittura creati con software? Nel sound dei Dream Theater, il suono “acustico” della batteria è più che mai evidente!

Beh penso che, come tutte le cose se vogliamo, per alcune band sia ottimo, per altre meno, per altre ancora inutile! Se penso a band come Meshuggah, Slipknot o roba del genere, il suono della batteria deve essere secco e potente, non credo che il suono acustico puro possa rendere come un trigger.
D’altro canto non riesco a vedere il mio sound con quel genere di approccio!

Vi affidate a voi stessi per la fase di mixaggio?

No, noi produciamo gli album, io e Petrucci, ma per gli aspetti tecnici ci affidiamo a mani più sapienti, anche se supervisioniamo tutto il lavoro!
Infatti anche per questo disco ci siamo recati agli Avatar Studios di NewYork, dove abbiamo registrato parte del materiale degli ultimi anni e dietro la console c’era Paul Northfield, che sotto il nostro sguardo cattivo ha realizzato il mixing del disco, creando davvero un ottimo lavoro!

Bene, direi che siamo alla fine: un saluto per i nostri lettori:

Un grande saluto a tutti i fans italiani, come sempre supportate la musica! Ci si vede on stage!

E come dargli torto?

Live report del Progressive Nation Tour (data di Bologna) qui

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