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01/12/2009 : UFO + Bulletmonks (Milano)

Pubblicato il 29/12/2009 da in Live report | 0 commenti


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01-12-2009 : UFO + Bulletmonks (Milano)

Live report UFO + Bulletmonks, Milano

01-12-2009 : UFO + Bulletmonks – Milano (Magazzini Generali)

Era da tanti anni che volevo vedere gli UFO, ma per un motivo o per un altro (il più clamoroso fu il nubifragio che colpì Bologna e causò la cancellazione dello show della band al Gods Of Metal 2005) non ci ero mai riuscito. Questo fino alla rigida serata meneghina di cui sto per raccontarvi, quando davanti ad un pubblico piuttosto scarso (per il valore e blasone della band) gli alieni del rock sono finalmente atterrati sopra un palco dove anche i miei umani occhi hanno potuto seguirne le gesta.

Live report UFO + Bulletmonks, Milano Live report UFO + Bulletmonks, Milano

La serata comincia con l’esibizione dei giovanissimi Bulletmonks, che sembrano coniugare heavy rock classico di matrice old school con la veemenza, l’energia e le ritmiche dei Motorhead. Il risultato è solo a tratti interessante, specialmente dove fanno capolino le parti più vagamente jazzate e melodiche che fanno intravedere la buona tecnica di questi giovani ragazzi. Certo è che alcune accelerazioni non fanno che rendere il sound più caotico e dispersivo, complice anche l’infelice acustica della location, i Magazzini Generali di Milano, un club penalizzato anche dall’assurda distanza tra la prima fila e il posto riservato alla band sul palco (presumo meramente per motivi di amplificazione).

Live report UFO + Bulletmonks, Milano Live report UFO + Bulletmonks, Milano

Di ben altra pasta, e soprattutto di un altro pianeta, sono però i marziani del rock melodico meglio noti come UFO. Nonostante l’acustica del locale, come detto, sia piuttosto insoddisfacente, la performance della band è davvero buona ed è bello constatare come un’altra super rock band stagionata se la cavi ancora egregiamente nonostante la più che trentennale attività. In primis, un discorso a parte lo merita il frontman Phil Mogg, in gran forma fisicamente e sopra le righe con il suo humour inglese nei siparietti tra un pezzo e l’altro. Vinnie Moore riesce nella “mission impossible” di non far rimpiangere troppo uno dei migliori chitarristi solisti della storia del rock melodico (insieme a Blackmore). Manca un po’ la stage presence di Pete Way al basso, anche se chi lo sostituisce fa la sua onesta figura. Sopra le righe anche il grande Andy Parker alla batteria, a picchiare come un ossesso per buona parte del set, e preziosissimo il contributo di Paul Raymond a dividersi tra tastiere e seconda chitarra: un vero team player.

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Il set si divide in due parti: la prima a promuovere il repertorio più recente della band, e in questo ambito spiccano la vivace “Hell Driver”, dal nuovo disco “Visitor”, e la brillante “Daylight Goes To Town”, dal fortunato “You Are Here”, il primo lavoro con Vinnie Moore alla sei corde. La seconda metà dello show è invece un tuffo al cuore per i fans di lunga data della formazione, che snocciola un filotto di classici uno dopo l’altro da far svenire. Tra questi, è un piacere spendere due parole su tre capolavori che per diversi motivi si sono meritati un posto di tutto rispetto nella storia nel rock melodico. Indimenticabile è la ballad “Love To Love”, letteralmente dominata dal tocco magico di Michael Schenker nella versione originale, che è qui resa degnamente da un Vinnie Moore che ha l’onore (il piacere) di suonarne l’ipnotica ouverture e la stupenda parte solista. Le emozioni restano altissime grazie alla concitata “Lights Out”, un mix di coinvolgimento, atmosfera e livello musicale sopraffino.

Live report UFO + Bulletmonks, Milano Live report UFO + Bulletmonks, Milano

A chiudere le danze, e a riportarci tutti sul pianeta Terra è la conclusiva “Doctor Doctor”, eseguita nei bis. A sentire un roadie al termine dello show della band, si tratterebbe di un pezzo che Phil non ama molto suonare, ma che si deve rassegnare a cantare per le continue richieste dei suoi fans. Musicalmente parlando, è la canzone da far ascoltare a quel vostro amico che vi tormenta sempre raccontandovi che gli Iron Maiden “avrebbero” inventato quel metal sound basato sugli armonici di chitarra supermelodici e “cantabili”, supportati da un prominente basso in “modalità galoppo”. Questo brano è uscito molti anni prima dell’omonimo disco di debutto della band di Steve Harris and co., che tra l’altro hanno pure coverizzato questo pezzo durante la Blaze Bayley era. Che dire di questo show? Dell’altro mondo? E basta con queste facili battutine sul nome della band. Comunque aveva davvero ragione l’agente Mulder dell’FBI: gli UFO esistono davvero. E suonano un rock galattico.

Di seguito altre foto della serata:
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