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Sebastian Bach

Pubblicato il 10/01/2010 da in Interviste | 0 commenti


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Live report e intervista Sebastian Bach

Sebastian Bach è uno di quei nomi di cui il mondo dell’hard & heavy non potrebbe di certo fare a meno. Una breve ma intensissima carriera con gli Skid Row lo ha lanciato nel cielo stellato delle migliori rockstar di sempre e sembra che da quell’altezza lui non abbia la benché minima intenzione di scendere. La dipartita dagli Skid Row lo ha messo in ombra per diversi anni, soprattutto nel territorio europeo, ma eccolo oggi ricalcare i palchi di tutto il mondo per far sentire che lui è ancora un numero uno, ed è rimasto lo stesso meraviglioso frontman di un tempo, quello che, amato e idolatrato, è un sempreverde del rock, un vero “forever wild”. Noi di Entrate Parallele gli abbiamo rubato una mezz’ora dopo uno spettacolare show all’Estragon di Bologna.
Trenta minuti in cui Sebastian, in una forma fisica smagliante e carico di una voce straordinaria, si concede alle gioie di ottimo vino italiano e ci accoglie con la sua simpatia veramente strabiliante. Con una rilassatezza unica ci ha presentato tutta la band, con particolare attenzione per il giovane Nick Sterling, suo pupillo che non smetterà mai di elogiare per tutto il tempo dell’intervista. Tra un sorso di vino e battute a non finire ecco le risposte che gli abbiamo strappato…

Parliamo di te: “Angel Down” è la conferma che tu non sei solo un grande cantante ma anche un ottimo musicista, e i tuoi show sono sempre eccitanti. Qual è il tuo segreto?

La gente pensa che abbia successo perchè sono pazzo e selvaggio, ma in realtà sono quello di una volta, su “Angel Down” ho fatto esattamente le stesse cose che ho fatto in “Subhuman Race” e “Slave To The Grind”; vedi… Se gli Skid Row si sono lasciati è perchè gli altri volevano decidere le sorti del gruppo e fare musica per vendere. Io non ci sono stato. Io canto solo musica che viene dal mio cuore, come le bellissime “I Remember You” e “18 & Life”, perchè se non le sentissi così intime, nel cuore, davvero non riuscirei a cantarle.
La ragione per cui i concerti sono così eccitanti è perché io stesso sono eccitato, in ogni concerto lo sono come non mai. Io amo la musica che suoniamo ed è per questo che facciamo sia le nuove che le vecchie canzoni, perché il nostro concerto non è un concerto anni ’80 in cui proponiamo solo i vecchi pezzi, come fanno molte band che continuano a suonare solo le vecchie canzoni, per me questo è noioso. Io voglio dare ai fan nuova musica da ascoltare, che tu puoi anche portare a casa e riascoltare, proprio come faccio io. Io amo artisti come Neil Young, che propone sempre materiale nuovo, io colleziono dischi, e anche se ora viviamo nell’era del digitale e le persone non comprano più dischi, beh, al diavolo! A me non interessa e non me ne frega proprio niente, io continuerò a riempirvi di dischi, fare questo mi fa sentire forte. Tutti quanti mi dicono di fregarmene, mi dicono “canta solo i pezzi degli Skid Row e sei a posto!”, e secondo me questo è estremamente triste e noioso, sai che noia a fare solo roba vecchia? Io amo quei pezzi, li porterò sempre nel cuore, ma al mio pubblico voglio fare sentire che sono più vivo che mai e fare anche musica nuova! Anche quando vent’anni fa con gli Skid Row abbiamo cominciato a suonare volevamo fare cose nuove, ed è per questo che io oggi voglio continuare a fare cose nuove. Vedi? Sono sempre quello di una volta! Però più forte!

Live report e intervista Sebastian Bach

Parliamo ora di “Angel Down”, che secondo noi è un gran bel disco metal, con testi incisivi e musica aggressiva: qual è il messaggio che hai voluto trasmettere con questo disco?

Beh… L’ho scritto tra il 2000 ed il 2006, ed in mezzo ci sono stati l’11 settembre, il terrorismo e la guerra, e per me che ho un figlio di ventun anni non passa giorno che non guardi la cassetta delle lettere con la paura che verrà chiamato dall’esercito per andare in Iraq e combattere una fottuta guerra, quindi questo fatto ha inciso molto sulla mia vita. Quando scrivevo i testi non potevo non pensare a queste cose, voglio dire, tutto il mondo stava pensando al terrorismo e alla guerra! Beh, è per questo che per me “Angel Down” è come un soldato! Un soldato italiano o americano che è morto, un angelo caduto, ed è molto triste… Perchè gli angeli che cadono davvero sono i nostri figli in guerra. L’artwork scelto per la copertina dell’album è un dipinto di mio padre che riassume tutte queste cose. Ci sono un angelo e Gesù… Capisci cosa voglio dire? Non so se lo sapete ma quel disegno deriva proprio da un’immagine che riguarda l’Italia, Firenze per la precisione: mio padre aveva un album di foto d’arte e c’era una foto di Firenze durante l’allagamento di metà anni ’60, quando si allagò tutto, in particolare quel museo famoso… Come cavolo si chiama? Dabru… Um… Dabruzzi?

Intendi gli Uffizi?

Esatto! Proprio gli Uffizi! Insomma, quando a causa dell’allagamento del museo molti quadri vennero rovinati e molti altri furono portati fuori a mano, con tante persone che si davano da fare per salvare le tele di grandi artisti. E in queste foto ce n’è una in cui la statua di David guarda in basso verso la gente che sta portando fuori un quadro in cui è dipinto Gesù, così negli anni ’90 mio padre ha deciso di dipingere questa immagine e chiamarla “David Watching”. Mio padre è morto nel 2002 e questa immagine ha aquisito un significato ancora più profondo per me, perché anche mio padre si chiama David, quindi per me “David Watching” è mio padre che mi guarda! E sta guardando l’Italia, ed è una cosa veramente toccante! Tra l’altro lui ha dipinto anche la copertina di “Slave To The Grind”, e scegliere i suoi disegni per le mie copertina dà un senso d’identità ai miei album. Un po’ come gli Iron Maiden che in ogni copertina hanno usato l’immagine di Eddie, così si riconoscono subito i loro cd! Usare il disegno di mio padre mi dà un’idea di continuità nei miei lavori!

Live report e intervista Sebastian Bach Live report e intervista Sebastian Bach

Ora che ci penso anche dentro il booklet di “Bring ‘Em Bach Alive” c’è un’opera di tuo padre, giusto?

Oh, grande, ma sai un sacco di cose! Mi fa piacere che te ne sia accorto! Sai, c’è questo menefreghismo nell’industria musicale, la gente se ne frega delle copertine e del packaging e credo che non ci sia niente di più stupido! Ormai tutte le copertine non fanno altro che mettere su la foto dell’artista con il suo nome stampato sopra… Quando vedo queste cose dico: “Ma che cazzo è?” Cercate di creare qualcosa che venga dal vostro cuore cazzo! Metteteci un po’ di passione! Così si fanno le cose belle! Non una foto! Sono… Noiose! Io voglio creare arte! Almeno è questo l’obiettivo che mi pongo mettendo il quadro di mio padre e la mia musica.

Hai suonato due nuove canzoni questa sera, “Live The Life” e “Tunnel Vision”, stai lavorando ad un nuovo album?

Sì, ho molti progetti per la testa è ho scritto tredici o quattordici canzoni rock e altre nove per un progetto country! Quest’ultimo non so se lo sentirete mai, sarà sulla scia del singolo “Battle With The Bottle”.

Oh sì, proprio un bel pezzo!

Grazie mille, ma ora dopo questa parentesi country il rock n’ roll ha ripreso il comando! Io sono un vero rocker e do la precedenza al rock! Avevamo intenzione di cominciare dopo questo tour a lavorare al nuovo materiale ma Axl Rose ci ha chiesto di andare in tour con lui e non ho potuto rifiutare! Quindi dopo questo tour ci chiudiamo in studio e tiriamo fuori il seguito di “Angel Down”, ci sarà da divertirsi! Voglio fare un sacco di altri album, come i Rush che ne hanno fatti un casino, io in fondo ne ho fatti tre con gli Skid Row e come ti ho già detto non voglio vivere nel passato, voglio concentrarmi sul futuro e dare al pubblico tutto quello che posso.

Live report e intervista Sebastian Bach

Come è stato il tour in Finlandia con Alice Cooper?

Abbiamo fatto solo uno show con loro ed è stato bellissimo, per il resto del tour europeo siamo stati headliner! La gente è stata fantastica! Si sono fatti coinvolgere molto! Probabilmente è lo spirito del Natale! Tutti vogliono festeggiare… E’ Natale! Poi beh, Alice Cooper è un mago del palco, sa il fatto suo ed i suoi show sono sempre mozzafiato, suonarci insieme è stato favoloso!

Nel tuo DVD “Forever Wild” abbiamo visto che stimi musicisti come Vince Neil e Ted Nugent, quali altri musicisti hanno influenzato il tuo stile?

Sicuramente Jeff Buckley, quel cantante ha una voce incredibile ed uno stile unico. E poi… Beh, Neil Young! Non solo per la musica ma anche per il fatto che continua a sfornare sempre nuovi album. Insomma, tutta gente che fa musica vera, non come le boy band che proprio non riesco a mandare giù. E… Mi piace anche Lady Gaga!

Eh??

Sì sì, mi piace molto come canta. Tra l’altro va dal mio stesso insegnante di canto, Dean Lorean. L’ho vista cantare al Morning Show (alle 7 del mattino) ed è stata bravissima! Il nostro è uno stile di canto italiano, il bellocanto…

Intendi il Bel Canto?

… Esatto! Il mio stile di canto è proprio italiano, uno stile virtuoso che esalta le potenzialità vocali. È stato Jon Bon Jovi che, quando sono entrato negli Skid Row, mi ha consigliato di andare da quell’uomo. Dean Lorean ha lavorato con Freddie Mercury, Bon Jovi e anche Dee Snider dei Twisted Sister! Anche suo padre e suo nonno erano maestri di canto e suo nonno negli anni ’20 insegnava a Lionel Barrymore a Broadway!! Questo stile di canto, questo riscaldamento che faccio sono le “scale del bel canto italiano”, me le ha insegnate lui! Mi permettono di urlare senza perdere la voce, è difficile imparare a cantare al massimo della tua voce e subito dopo parlare!
Adesso dovrò suonare cinque concerti in cinque giorni! Quindi devo saper gestire bene la mia voce o sono fottuto! Quindi voglio ringraziare l’Italia per il Bellocanto! Mi avete regalato una carriera intera! Grazie per la carriera! Grazie per la vita fantastica!! Ahah!

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E cosa ci dici della tua performance in “Chinese Democracy”?

Ho cantato sulla canzone “Sorry” e abbiamo aperto il tour dei Guns nel 2006 e nel 2007! Abbiamo fatto una data all’Universal MP Theater in California proprio nel periodo di Natale! La collaborazione è nata quando Axl organizzò una festa di Natale nella sua tenuta, festa a cui ero stato invitato. La casa di Axl è gigante, praticamente ha cinque edifici, uno di questi è solo per le feste, ci sono flipper, videogiochi e tavoli da biliardo, quando entri in questo posto è proprio PHH (mima un’esplosione) “Party Time!”. C’è un impianto stereo e Axl mise su “Chinese Democracy” mentre tutti stavamo giocando a qualcosa, io ero al flipper e iniziai a canticchiare sulle note di “Sorry”. Axl è venuto fuori dicendo: sei fantastico! Devi venire a cantare sul cd! E io ho gridato: WOW! Sicuro!! Così Axl la settimana dopo è venuto a New York, perché io abito in New Jersey, e abbiamo registrato all’Electric Lady, lo studio di Jimi Hendrix! Ho cantato per il suo album e quando stavo ultimando “Angel Down”, proprio nell’estate 2007, ho mandato un sms ad Axl così per scherzare dicendo “Hey ragazzo, quando vieni a cantare sul mio nuovo album?” lui mi ha risposto solo “QUANDO?” io gli ho risposto “Fai sul serio???” e lui “Voglio sapere luogo e ora!” Non potevo crederci! E gli ho detto di venire agli studio lunedì sera alle 9! Ed è arrivato con la sua Maserati a West Hollywood, dove registriamo, è una brutta zona della città e abbiamo dovuto far guardare la macchina! Lui è fissato con le macchine! Gli piacciono un sacco le auto italiane, ha anche una Enzo Ferrari! A casa sua ha un edificio solo per le macchine, sono tutte illuminate e mi ha fatto vedere questa Enzo Ferrari! Ha acceso il motore e… Wow ti lascio immaginare…

“Ricky was a young boy”: da vent’anni in ogni concerto canti questa frase e la gente impazzisce! Cosa rappresenta per te? Cioè, chi è Ricky oggi?

Ti direi che oggi Ricky è un vecchio ragazzo! Ahahahahahahahah (questa risata è durata un minuto abbondante!). Se mi parli di “young boy” vorrei sfruttare l’occasione per ringraziare un gioiello come Nick Sterling, che ha solo diciannove anni ed è già un ottimo musicista! Nello show di stasera infatti, mentre cantavo “18 and life” ho detto “Axcident will happen, they all could Nicky says!” Ahahahahahahahah! Cioè, lui ha diciannove anni, io quarantuno! È veramente fantastico girare il mondo in tour e vederlo attraverso i suoi occhi, e poi è una persona speciale! Sai, il mio chitarrista preferito è in assoluto Randy Rhoads, quello che suonava con Ozzy, e in tutta la mia carriera ho sempre cercato un chitarrista come lui ma purtroppo c’è un solo Randy Rhoads! Credo però che Nick Sterling abbia lo stesso… Non proprio lo stesso stile, ma credo che Nick abbia le carte in regola per diventare una star! Ha il carisma e tutto quello che serve per riuscire, come posso dirti, mi piace anche solo guardarlo suonare! Proprio come mi accadeva con Randy Rhoads!

Sì, e tu gli stai dando una grandissima opportunità per esprimersi…

Già. Io credo che il rock n’ roll abbia a che fare con il sentirsi giovani. Ed è importante che anche quando si è più grandi si mantenga l’eccitazione e il divertimento che nessuno meglio dei ragazzi riesci ad esprimere. Io continuo ad avere uno spirito da giovane, e lui ne ha più che mai, quindi io mi diverto da morire con Nick! Quando dico “We are the youth gone wild” in realtà non è poi così vero! Perché non sono proprio “youth”, quando l’abbiamo tirata fuori avevo tipo vent’anni! Con lui sul palco ha un po’ più senso!
E… Se proprio volete sapere la verità, è il migliore dei chitarristi che stavo cercando, Metal Mike non era più felice con noi… Siamo andati in tour con i Poison ed era veramente ovvio che non fosse felice, perché è fissato: METAL METAL METAL!
Io ascolto di tutto! Mi piace Broadway! Intendo… Non ascolto personalmente i Poison, ma quei ragazzi sono davvero gentili, ci hanno trattato benissimo e ci hanno fatto suonare con loro e ho capito perché piacciono alla gente! A tutti gli show che abbiamo fatto c’erano almeno ventimila persone! I Poison sono una band che piace un casino negli USA, suonano bene e sanno il fatto loro, e questo per me è sufficiente per non farmi frenare dal fatto che non fanno metal.

Live report e intervista Sebastian Bach

Purtroppo devo farti questa domanda, non ne puoi sfuggire, eh eh… Gli Skid Row sono una delle band che non si sono riunite, al contrario di Motley Crue, Twisted Sister e altri; c’è chi dice “per fortuna”, perchè preferisce la tua carriera solista, ma c’è anche chi vorrebbe rivederti sul palco con Bolan e soci. Un po’ come Axl Rose con Slash. Invece sia tu che Axl avete proposto due ottimi album… Insomma, ci pensi mai al passato e a tornare assieme agli Skid Row per salvarli dal baratro in cui stanno cadendo?

Guarda, sinceramente, non tornerei mai con gli Skid Row per salvarli dal baratro. Ma se dovessi tornare lo farei per i fan! Perchè so che i fan impazzirebbero all’idea e rendere loro felici è una cosa grandiosa. Solo che al momento sono anche molto felice con la mia band, abbiamo un’ottima alchimia, cavolo, Bobby è il miglior batterista che io abbia mai visto suonare, è veramente un mostro! Devo pensare sia alla mia band che agli Skid Row, non è una situazione semplice da gestire.
Ma aspetta, voglio dirti ancora una cosa su questo argomento, una dichiarazione sugli Skid Row… … …

…(qui per la prima volta in tutta l’intervista Sebastian assume un’aria seria, cambia tono di voce e respira a fondo, si riempie di nuovo il bicchiere poi sorride di nuovo)…

… Io sono bravo a percepire le cose, io sento quello che succede sul palco, sento quando è il momento di fare applaudire il pubblico e quando è ora di iniziare una nuova canzone o di finirla con le chiacchere. Io sento tutte queste cose, le percepisco davvero e per essere un buon frontman bisogna avere questa capacità, bisogna capire cosa il pubblico vuole che tu faccia, perchè il pubblico è la cosa più importante. Mi accorgo che I fan mi sentono ancora molto vicino agli Skid Row, forse molto più vicino di quanto lo sia mai stato in passato. C’è ancora qualcosa di speciale che mi lega a questa faccenda e… Non ho mai detto queste cose in un’intervista prima… Vi dò un’esclusiva! Il futuro potrebbe riservare delle sorprese! (strizza l’occhio)

Wow!!! Cavolo… Che notizia!!! Ma… Tu che hai visto il movimento rock quasi dagli esordi, o almeno dagli anni ’70, quali differenze vedi tra il rock di oggi e quello del passato?

Quando ero un ragazzino, il mio gruppo preferito erano i KISS e ogni volta mi chiedevo come sarebbe stato il loro album successivo o come si sarebbero vestiti! Avrei dato via la mia bicicletta per saperlo prima! Avevano sempre qualcosa di nuovo! Non mi bastava ascoltare “I Wanna Rock And Roll All Nite And Party Everyday…”! Io volevo altra musica! Quindi questo era lo spirito del rock, avere sempre di più, qualcosa di nuovo. Sempre di più. Oggi invece sembra che siamo bloccati in questo “revival” anni ’80, e la gente non riesce ad acettare la nuova musica. Non riesco proprio a capire perché. Ho ascoltato “Rock n’ Roll All Nite” almeno un milione di volte e adesso voglio ascoltare altro. Tipo il nuovo album di Ace Frehley, cazzo quello sì che spacca sul serio! Lui ha fatto un disco originale e veramente pesante! Non come…

… “Sonic Boom”?

Esatto!

Live report e intervista Sebastian Bach

Ho letto su Twitter che non ti è piaciuto.

Infatti, è proprio qui che volevo arrivare! Secondo me “Sonic Boom” fa schifo! È troppo allegro, non è pesante, non è aggressivo. All’inizio avevo sentito solo “Modern Day Delilah” e speravo che tutto l’album avesse quel sound, e invece è tutto un “say yeah, yeah yeah yeah”… Ma che roba è?? Poi non mi piace quando Gene Simmons cerca di fare il figo, quasi fosse un latin lover! Lui una volta era un fottuto demone! Faceva la lingua e sputava sangue con una rabbia che ora non ha più, nonostante continui a fare le stesse cose, non è più “vero” come una volta. Lui è nato come “il mostro” e ora fa il figo! Dopo aver ascoltato la loro vecchia canzone “Goin’ Blind” dell’album “Hotter Than Hell”, in cui in un verso dice “ho novantatrè anni e tu sedici” mi immaginavo Gene come un vecchio vampiro, tipo Dracula a novantatrè anni davanti ad una ragazzina di sedici! Quello era il vero terrore, quello era il rock di una volta. Oggi invece sembra che tutti vogliano fare i fighetti, sorridere ed essere simpatici. È questa la differenza tra il rock di una volta e quello di oggi.

Sebastian, siamo arrivati alla fine, ti lascio l’ultima parola per salutare i tuoi fan italiani…

Beh, allora…vorrei ringraziare l’Italia e i fan italiani per la copertina di “Angel Down”, il disegno di mio padre rappresenta molto per me e mi lega particolarmente al vostro Paese. Ringrazio anche per la tecnica di canto, il bellocanto! Tutte le scale vocali che faccio sono italiane! Mi piacerebbe scoprire la storia di questo stile, mi affascina molto ed io sono un tipo molto curioso, perché funziona!! E lo dimostra il fatto che voi italiani sapete davvero cantare! Avete una grande passione per le cose che amate! Avete un grande cuore, grazie a tutti i presenti ai miei concerti e chi supporta la mia musica!

Sito ufficiale: www.sebastianbach.com
Recensione di “Angel Down” su EP qui
Live report del concerto del 17/12/2009 qui

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