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21/01/2010 : Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

Pubblicato il 25/01/2010 da in Live report | 0 commenti


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Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

21/01/2010 : Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Alcatraz, Milano)

Unica data italiana quella del 21 gennaio all’Alcatraz per i finnici Stratovarius, che tornano nel nostro Paese, dopo alcuni anni di assenza e molti tormentati cambi di lineup, per promuovere il loro nuovo album, “Polaris”. Una data che attendo da molto, visto che si tratta della mia band preferita da dieci anni a questa parte… Imprecando contro il traffico, raggiungo il locale verso le 20:00, perdendomi il primo gruppo (i Tracedawn).

Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

Temevo che il locale sarebbe stato semi- vuoto, visto che è un giovedì sera e oltretutto il power metal ultimamente ha sempre meno seguito, ma mi sbagliavo di gran lunga… Al mio arrivo infatti l’Alcatraz è già quasi pieno e l’età media del pubblico si aggira sulla trentina, a dimostrazione che noi vecchi affezionati del power esistiamo ancora!!!
Nonostante sia arrivata un po’ in ritardo riesco però a gustarmi per intero la performance dei Mystic Prophecy, in tour per promuovere il loro sesto album, “Fireangel”, uscito sotto etichetta Massacre Records.

Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

Si tratta di una band con molta esperienza alle spalle, dettaglio che traspare chiaramente dal loro modo di “riempire il palco” e di saper coinvolgere il pubblico, tanto che, quasi senza accorgermene, mi trovo ad acclamarli anch’io e a battere entusiasticamente le mani dopo ogni pezzo; anche il resto dei presenti è molto coinvolto e pare apprezzare tutte le songs. Per il gran finale il quintetto teutonico ci regala una cover “storica”, nientemeno che “Paranoid” dei Black Sabbath, durante la quale appaiono sul palco, a petto nudo e con un asciugamano attorno alla vita, anche i Tracedawn, correndo a destra e a sinistra e suonando a loro volta qualche riff, con birre e chitarre alla mano! Un applauso caloroso si alza dal pubblico e accompagna la fine dell’esibizione di questa interessantissima band.

Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

Sono ormai quasi le 21 e la tensione è palpabile, mentre gli addetti ai lavori iniziano a occuparsi del cambio palco. Il locale si è riempito ulteriormente e raggiungo la prima fila con molte difficoltà e qualche gomitata ben assestata (!)… Ed io che pensavo di essere l’unica a volermi procurare un posto davanti alle transenne!!!
Verso le 21:10 le note dell’intro di “Destiny” risuonano nel silenzio dell’Alcatraz… Intravedo salire sul palco Jorg Michael (spettacolare la sua batteria trasparente) e a seguire tutti gli altri, mentre il pubblico esplode in urla e applausi. Per ultimo compare il singer Timo Kotipelto con la sua chioma bionda e lo show ha finalmente inizio! Su questa prima canzone sono un po’ turbata: la voce di Kotipelto non sembra al top, e ogni tanto ha delle “cadute”… Mi accorgo tuttavia che durante lo stacco strumentale si soffia vigorosamente il naso nascondendosi dietro le quinte: evidentemente è anche lui vittima dell’influenza stagionale, oppure non ha scaldato le corde vocali a sufficienza nel backstage.
Le mie preoccupazioni, comunque, vengono meno quando parte il secondo pezzo, la famosissima cavalcata “Hunting High And Low”, con la quale il cantante ritrova tutta la sua potenza vocale, che manterrà fino alla fine dell show (per circa due ore!). Alla fine di questo brano Timo saluta il pubblico e ne approfitta per presentare il nuovo e giovanissimo chitarrista, Matias Kupiainen, nella band dal maggio 2008; gli applausi ci sono, ma un po’ meno convinti… Molti fan (me compresa), infatti, sentono la mancanza del membro fondamentale, colui che ha scritto praticamente tutti i pezzi degli Stratovarius… Sto parlando ovviamente del geniale Timo Tolkki, che lasciò la band il 2 aprile 2008 con un lungo comunicato stampa. Nonostante il nuovo chitarrista sia più che talentuoso, infatti, il suo modo di suonare è lontano anni luce da quello di Tolkki, il cui ruolo nella band (anche dal punto di vista compositivo) è e sarà sempre, a mio parere, insostituibile.
Lo show prosegue con altri grandi successi (“Speed Of Light” e “The Kiss Of Judas”); il quinto brano è invece un pezzo tratto da “Polaris” e viene comunque cantato da tutti, segnale che i fan apprezzano anche il nuovo album.

Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

Ci viene poi proposto uno sbalorditivo assolo di basso di Lauri Porra, un musicista veramente sopra le righe, degno sostituto del bassista storico Jari Kainulainen, uscito dalla band a fine 2004.
Gli altri brani “nuovi” che la band ci propone sono “Forever Is Today” e la meravigliosa ballad “Winter Skies”, che contiene un assolo di tastiere da pelle d’oca… Jens Johansson sa emozionare davvero, con un intermezzo straziante che viene poi ripreso dalla chitarra… Penso sia proprio questo il pezzo più emozionante di “Polaris”… E sinceramente credo proprio che la band abbia ancora molto da dire… Temevo che con l’uscita di Tolkki il gruppo fosse “morto” ma mi devo ricredere… Gli Stratovarius sono ancora vivi e vegeti e capaci più che mai di far battere i cuori. Il concerto prosegue con una carrellata di grandi successi (siamo tutti soddisfatti di sentirli, ma penso che sia una mancanza di rispetto verso Tolkki proporre brani che lui sentiva suoi… Parlo in particolare della ballad “Forever”, che lui scrisse in occasione della morte del padre…).
L’esibizione si chiude sulle note di “Eagleheart” ma il pubblico non è soddisfatto… Vuole sentire ancora qualcosa! Si alzano i cori per chiedere il bis e i finnici tornano sul palco regalandoci altri tre pezzi. Il concerto si chiude, questa volta per davvero, con la famosissima “Black Diamond”; i cinque di Helsinki, tuttavia, non se ne vanno subito ma restano una decina di minuti a scherzare con il pubblico: oltre che bravi, sono anche simpatici!!!!
Verso le 23 e 15 la serata finisce e torno a casa soddisfatta, portandomi via anche il foglio della setlist.

Stratovarius + Mystic Prophecy + Tracedawn (Milano)

Non darò tuttavia il voto 10 a questo live: in primis perchè voglio essere obiettiva e non lasciarmi trascinare dal personale entusiasmo che nutro verso la band, e in seconda battuta perchè avrei preferito che, con audacia, scegliessero di esibirsi solamente con brani della nuova formazione; presentare una scaletta composta quasi esclusivamente da grandi successi del passato può far invece pensare a una mossa commerciale, per attirare pubblico sfruttando pezzi che ormai appartengono ad un periodo musicale che per questa band ahimè non tornerà mai più.
Quindi voto 8,5 e stiamo a vedere se con la “New Stratovarius Era” sapranno eguagliare i fasti del passato!

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