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Furor Gallico – 390 b.c. The Glorious Dawn (2008)

Pubblicato il 27/01/2010 da in Demo | 0 commenti

Titolo: 390 b.c. The Glorious Dawn
Autore: Furor Gallico
Genere: Folk Metal
Anno: 2008
Voto: 7

Visualizzazioni post:125

All’interno del filone musicale folk metal troviamo i Furor Gallico, band dell’interland milanese formatasi nel 2007 ma già attivissima. Il primo aspetto che attira l’attenzione è la lineup: tanti musicisti sul palco e la presenza di arpa celtica, violino e strumenti poco convenzionali fanno aumentare il fattore spettacolo. Certamente non è solo questo: le sonorità che scaturiscono dall’insieme degli strumenti sono decisamente particolari e lontane dal classico folk metal del nord Europa.
Grande è l’attaccamento alla terra da cui provengono, e sia dalla scelta del nome che dai temi trattati nelle canzoni si riesce ad apprezzare la musica e ad entrare nel pezzo. La scelta di utilizzare anche la lingua italiana è un altro passo importante per un’identità lontana dai clichè nordici: tutto si può dire tranne che la band non sia originale. Ovviamente le musiche sono un misto tra quel classico folk e la musica irlandese, accompagnate da chitarre distorte e voce corposa. Il primo pezzo “The Gods Have Returned” si apre con l’arpa ed il violino a creare melodie che sanno di antico, l’ingresso degli altri strumenti lascia il brano su tempi lenti e cadenzati mentre la voce passa dal pulito allo scream, con anche accenni molto profondi di growl. La seconda voce di Ste aiuta nei cori e risulta azzeccata per ammorbidire le linee vocali di Pagan. La parte centrale rallenta per dare respiro con il violino in primo piano prima della ripresa finale. Ed ecco arrivare “La Caccia Morta”, brano che riprende una passata tradizione bergamasca riferita ad un rito sulla caccia. Le note del flauto aprono ed il dialogo con il violino ed arpa sono un bel momento musicale; la strofa parte con voce pulita e i cori inseguono la linea vocale principale. La seconda parte diventa più aggressiva con il passaggio alla voce sporca e l’entrata delle chitarre, ma non perde il fattore melodico. Il brano si fa sempre più veloce ed invita davvero a riti pagani intorno al fuoco. Inizio veloce per “Cathubodva”, con la chitarra che si intreccia perfettamente con il violino e spinge la strofa in una danza frenetica. Anche in questo caso la voce riesce, con l’alternanza di pulito/growl, a rendere in pieno lo spirito del brano: il testo parla infatti della dea della guerra. Il disco termina con “Medhelan”, dedicata alla fondazione di Milano: inizio con chitarra acustica e subito il violino crea linee melodiche semplici e forse un po’ troppo sfruttate, ma che riescono a far subito presa sull’ascoltatore.
Questi quattro pezzi sono un assaggio della musica dei Furor Gallico e sono realizzati discretamente, anche se con difetti palesi in fase di registrazione. Sono in evidenza gli strumenti acustici, mentre le chitarre e la batteria spesso sono in lontananza e con suoni poco incisivi. Al momento la band sta registrando il disco che, speriamo, annulli questi problemi tecnici. Per il resto, il gruppo dimostra capacità tecniche ed un buon senso della composizione, e dal vivo è davvero capace e divertente. Andate a sentire i loro concerti, per il disco è solo questione di tempo.

Tracklist:
1. The Gods Have Returned
2. La Caccia Morta
3. Cathubodva
4. Medhelan

Lineup:
Pagan – Voce
Ste – Chitarra, voce
Oldhan – Chitarra
Mac – Basso
Becky – Arpa celtica
Laura – Violino
Merogaisus – Bouzouki, flauto irlandese, cornamusa…
Marco – Batteria

MySpace: www.myspace.com/furorgallico

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