Sinestesia (Roberto De Micheli e Ricky De Vito)

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Intervista Sinestesia

I Sinestesia sono un promettente gruppo italiano che ha conquistato la fiducia di Franz Di Cioccio della PFM, che li ha prodotti e di fatto è diventato il loro direttore artistico. Con un nume tutelare così illustre la band non può che essere davvero interessante!
Il chitarrista Roberto De Micheli e il cantante Ricky De Vito ci hanno raccontato come sta vivendo la band l’attuale momento, con l’uscita del disco “The Day After Flower”.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di EntrateParallele! Partiamo subito con una domanda riguardante la vostra storia: leggo che siete attivi sin dal 1998 ma che il disco di debutto autointitolato è arrivato solamente nel 2007. Come mai questo lungo periodo? Non vi sentivate pronti o ci sono stati i caratteristici problemi comuni a tante band (lineup instabile, impegni lavorativi, ecc.)?

Roby: Ciao a te e a tutti gli utenti di EntrateParallele. Effettivamente quello che ci ha rallentato nei primi anni è stata la solita trafila della lineup. Nel 2004/2005 abbiamo raggiunto la stabilità con la formazione attuale con Ricky De Vito alla voce, Alberto Bravin alle tastiere, Alessandro Sala al basso, Paolo Marchesich alla batteria e il sottoscritto (Roberto De Micheli) alle chitarre. Questo ci ha permesso di intraprendere una linea artistica ben precisa e di cominciare a crescere come band, poi l’incontro con Franz Di Cioccio ci ha spronato a lavorare ancora più a fondo per raggiungere dei buoni risultati.

La sinestesia, in termini “semplici”, è – se non sbaglio – la contemporanea percezione di due sensi: che affinità ci sono tra il vostro nome e la vostra musica? Mi pare oltretutto che la sinestesia sia percepibile solo da poche persone. Pensate che anche la vostra musica sia completamente capita solo da una ristretta cerchia di persone?

Ricky: La musica può essere assimilata a più livelli, la nostra mente ha risorse illimitate.
Un glissato di Roberto può essere viola e un mio acuto può essere bianco. Le vibrazioni che giungono il timpano vengono decodificate e reinterpretate in maniere talvolta inaspettate. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dalla vibrazione. Credo che la nostra musica sia contemporaneamente elitaria e fruibile.

Quali sono a vostro parere i punti di forza di “The Day After Flower” e in generale del vostro sound?

Ricky: La ricerca costante della melodia e il compromesso tra tecnica e fruibilità.
Roby: C’è poi una ricerca maniacale per trovare l’equilibrio tra le nostre personalità artistiche, facendo sì che tutti e cinque trovino la propia collocazione all’interno della song al fine di essere sempre soddisfatti al 100% del lavoro svolto. Così facendo buttiamo letteralmente dentro tutte le nostre influenze, ma sempre in funzione della canzone. Crediamo che la nostra etereogeneità possa essere un punto di forza fondamentale del nostro sound.

Intervista Sinestesia

“The Day After Flower” esce per l’etichetta di Franz Di Cioccio (PFM), che evidentemente mostra di credere molto nella vostra musica. Come ci si sente a collaborare con un musicista di così grande esperienza?

Roby: Per noi è un onore poter lavorare con Franz. Potergli stare vicino ci ha fatto maturare molto più rapidamente. Grazie ai suoi consigli abbiamo realmente risparmiato un sacco di tempo, ci ha dato sicurezza nei nostri mezzi e ci ha permesso di fare tanta strada verso una nostra maturità artistica.

Ricordo una vostra partecipazione come opener al Gods Of Metal 2007: che ricordi avete voi di quella data e di quell’esperienza?

Roby: Ricordi meravigliosi: grandi band e splendide persone, sono stati tutti cordiali e rilassati. Il backstage era realmente un’oasi di tranquillità dove potevi incrociare R.J.Dio e dieci metri dopo J. Labrie per poi fermarti a chiacchierare con Russel Allen. Pensa che era il nostro debutto ufficiale per l’uscita del disco. Sono stati trenta minuti così intensi che ci sono sembrati pochi secondi, la gente ha apprezzato caldamente e quindi per noi è stata un’esperienza indimenticabile.

Ascolto spesso dei gruppi progressive e devo dire che mi avete colpito con la vostra musica, che ritengo molto dinamica, un progressive fluido che a mio parere cattura subito l’ascolto e che non si perde in mille fronzoli o in ricerche musicali che alla fine risultano annoianti. Siete d’accordo con la mia analisi?

Roby: Direi che hai colto molto bene le nostre intenzioni. Abbiamo sempre pensato che la matrice prog doveva essere al servizio della melodia. Sostanzialmente bisognava far sì che le parti più ostiche diventassero più fruibili senza far perdere il loro carattere progressivo. I fronzoli ci sono ma sono mascherati bene dagli arrangiamenti.

Intervista Sinestesia

La vostra copertina è particolarmente apocalittica: cosa volete comunicare con essa?

Ricky: Di primo acchito sembra una copertina apocalittica ma in realtà esprime speranza… La città sullo sfondo è devastata, ma il fiore in primo piano rappresenta la rinascita della vita e c’è un bel cielo azzurro sullo sfondo.
Gli anni ’80 stanno ancora influenzando pesantemente le nostre vite con elementi come la questione nucleare (Chernobyl compresa), i danni prodotti dalla guerra fredda ed uno sviluppo economico senza etica che ci ha alla fine portato alle crisi dei primi anni ’90 e attuali… Una condotta lungimirante dei centri di potere avrebbe garantito risorse per tutti.

“The Day After Flower” contiene un brano in italiano: pensate di dare seguito alla cosa o lo ritenete solo un esperimento?

Ricky: In realtà “Memento” è una canzone datata 2001, ripescata dal nostro primo demo e riarrangiata con la nuova line up. Abbiamo pensato che ad orecchie anglosassoni il brano potesse risultare esotico e così abbiamo deciso di inserirlo: questo ci dava la possibilità di mostrare un’altra faccia della band e di mantenere le nostre radici, facendo sì che “Memento” diventasse quasi un gioiellino.
Se in futuro scriveremo altri brani che si prestino ad essere cantati in lingua madre lo rifaremo, in virtù del fatto che questa canzone ci ha dato soddisfazione sia da un punto di vista artistico che personale.

Intervista Sinestesia

Ora con l’uscita di “The Day After Flower” vi dedicherete all’attività live? Avete già pianificato qualcosa?

Roby: Noi siamo fondamentalmente una live band, perciò non vediamo l’ora di partire con i live. La D&D Concerti di Iaia De Capitani sta lavorando per far sì che questo avvenga il prima possibile, perciò tenete d’occhio il nostro www.myspace.com/sinestesiaband dove pubblicheremo date e location…

Sempre riguardo all’attività live, cosa si deve aspettare un ascoltatore da un vostro concerto? Cosa vorreste comunicargli?

Roby: Su disco mettiamo sempre elementi che poi riusciremo a riprodurre in sede live, quindi ai nostri concerti senti una band che ripropone fedelmente quello che fa su cd, però con l’atmosfera e la resa tipica dei concerti: tanto sudore e tanta energia, fino all’ultima goccia. Ci piace pensare che le persone escano felici dopo aver passato due ore assieme a noi.

L’intervista è giunta al termine e vi ringrazio per la vostra disponibilità. A voi l’ultima parola per i saluti finali e per tutto quello che volete dire!

Ricky: Un grazie mille a voi di EntrateParallele e un grazie alle tantissime persone che ci stanno sostenendo ed incoraggiando ogni giorno.
Per concludere cito Yoko Ono: “Le vibrazioni dell’arte cambieranno il mondo”.
Roby: Speriamo che questa citazione sia di buon auspicio per far sì che ogni persona creda nella propia interiorità ed abbia il coraggio di esprimerla.

Sito ufficiale: www.sinestesiaband.com
Myspace: www.myspace.com/sinestesiaband

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