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28/02/2010 : Airbourne + Rain (Bologna)

Pubblicato il 19/03/2010 da in Live report | 0 commenti


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28/02/2010 : Airbourne + Rain (Bologna)

Live report Airbourne + Rain, Bologna

Il rock è vivo! Quando assistiamo a serate come questa dell’Estragon, dove dei giovani rockers come gli AIRBOURNE sono in grado di scaldare un club di buona capienza (quasi sold out per l’occasione) non abbiamo che un’ulteriore conferma di quanto questa musica così datata cronologicamente sia davvero senza tempo e con ottime chances di passare indenne di generazione in generazione. Questo è ancor più impressionante perchè gli Airbourne sono notoriamente una delle band meno originali al mondo, o forse, come molti sostengono (difficile negarlo), addirittura un gruppo clone degli AC/DC degli storici fratelli Young.

La verità è che nel mondo della musica molte volte a determinare il successo di una formazione entra in campo un altro fattore: l’attitudine. Questa può fare la differenza tra le luci della ribalta e l’oscurità dell’anonimato e i quattro giovani rockers australiani di attitudine ne hanno da vendere e fortunatamente per loro a questa aggiungono anche un pugno di canzoni in grado di farti battere il piede, muovere la testa (saltare come un canguro vista la provenienza) e cantare il più facile dei ritornelli. Con gli Airbourne (se il genere musicale non dispiace) il divertimento è assicurato e poco importa se nessuna delle lyrics scritte dal frontman australiano James O’Keefe vincerà mai il “Premio Bancarella” per il testo più profondo in un disco rock. L’ultimo degli interessi di questo gruppo o dei suoi fans è infatti quello di smuovere quelle cellule cerebrali per molti già sollecitate a sufficienza durante la giornata. Il rock torna quindi alle sue origini, back to the roots, come valvola di sfogo, fonte di divertimento puro, con abbondanti dosi di umorismo e doppi sensi sempliciotti dispensati all’interno di storie a base di rock, sesso, alcool, motori ecc, alla stregua di un bella commedia cinematografica dalla colonna sonora irresistibile (chi ha detto “The Blues Brothers”?).

Live report Airbourne + Rain, Bologna Live report Airbourne + Rain, Bologna

Prima di addentrarci un po’ di più nell’analisi della performance degli Airbourne è doveroso spendere qualche parola anche per i bolognesi RAIN, chiamati all’ultimo ad aprire la serata e ben calati nella grande atmosfera presente all’Estragon. La voglia di rockare del pubblico è ben evidente sulle cover di “Rain” dei grandi The Cult e soprattutto su “Highway To Hell” dei sempreverdi AC/DC, inserita con una certa furbizia in una serata come questa.

Live report Airbourne + Rain, Bologna

Il pezzo è una sorta di piccolo libro della Bibbia per ogni fan della musica rock che si rispetti e la reazione del pubblico degli Airbourne a questo inno non si fa attendere. La presenza scenica dei Rain non si discute e colpisce soprattutto la carica del bassista Gino, in grado di competere per energia con colleghi molto più giovani di lui.

Live report Airbourne + Rain, Bologna

Nel breve set la fanno da padrone per numero gli estratti dall’ultimo disco “Dad Is Dead”, il primo con il nuovo cantante detto “il Biondo”, un singer di vampirica magrezza che cerca di coniugare lo stile molto urlato alla Sebastian Bach con partiture decisamente semplici ma potenti che di recente stanno portando il sound della band verso lidi sempre più hard rock e meno power-classic metal. Una performance carica davanti ad un pubblico molto numeroso e, per dirla alla bolognese, pronto alla “balotta”.

Live report Airbourne + Rain, Bologna Live report Airbourne + Rain, Bologna

Dicevamo della semplicità della musica e dei testi degli Airbourne e forse non sapremo mai fino a che punto la storia fortunata di questa band sia stata influenzata, oltre che dal grande push promozionale della Roadrunner, dalla lunga assenza dal palco degli originali padrini dell’australian heavy rock. Gli autori di “Back In Black” sono tornati con un nuovo disco di studio, “Black Ice”, solo nel 2008, dopo molti (otto) anni di assenza da una scena musicale all’interno della quale nel frattempo questi giovani Airbourne hanno avuto gioco facile nel soddisfare la fame di rock classico degli incrollabili appassionati del genere.

Live report Airbourne + Rain, Bologna Live report Airbourne + Rain, Bologna

L’autostrada per l’inferno percorsa degli Airbourne è però lastricata di tanti cadaveri, quelli dei molti gruppi che come loro hanno tentato la fortuna suonando quei due, tre accordi alla Angus Young, ma senza avere il talento, un po’ di fortuna o quel quid in più che invece era presente sul disco di debutto degli Airbourne, “Running Wild”. Sì, perchè anche nel copiare uno stile bisogna essere davvero bravi, e in questo i Nostri a tratti sembrano avvicinarsi davvero molto ai loro immortali maestri. Difficile pensare a cosa sarebbe stato di pezzi come “Stand Up For Rock’n’ Roll” o “Runnin Wild” se fossero usciti in un disco come “Stiff Upper Lip” o in “Ballbreaker”: a mio avviso avrebbero fatto una gran bella figura e lo stesso dicasi anche per “Too Much, Too Young, Too Fast”, “Heartbreaker” o la abrasiva “Black Jack”. Gli “aussies” ci deliziano anche con tre nuovi pezzi che andranno a far parte del nuovo capitolo discografico “No Guts. No Glory”, a breve in uscita. Tra questi spicca per impatto “Born To Kill”, che dovrebbe essere la opening song dell’album, e “No Way But The Hard Way”, che è già stata supportata dal pacchiano ma piacevole videoclip di rito.

Live report Airbourne + Rain, Bologna Live report Airbourne + Rain, Bologna

Il tiro della band è davvero micidiale e questo è in grado di coinvolgere l’audience per tutta la durata dello show senza cali di tensione, nonostante i pezzi musicalmente siano quasi tutti molto simili tra loro. Non manca nemmeno il numero del frontman James O’Keefe, che non potendo scalare un’impalcatura altissima come nell’edizione del Gods Of Metal del 2008 pensa bene di farsi un giretto per l’Estragon mentre suona un assolo, con tanto di gran posa sul tavolo del merchandising.

Live report Airbourne + Rain, Bologna

Niente di incredibile, è vero, ma di certo una serata spassosa, e scusate se mi ripeterò per l’ultima volta, ma la differenza in certi concerti o con certe formazioni la fa tutta quella parolina magica di cui parlavo prima, quella che sta al rock come gli spinaci stanno a Braccio di Ferro: attitudine.

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