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Ov Hell – The Underworld Regime (2010)

Pubblicato il 29/03/2010 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Underworld Regime
Autore: Ov Hell
Genere: Black Metal
Anno: 2010
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:79

Sempre detto che i musicisti in generale sono strana gente. Immaginatevi la scena: Elm Street Cafè a Oslo, Shagrath e King allo stesso tavolo a discutere di politica, donne, motori, Ghaal e cosa fare il sabato sera se il cinema è chiuso. Ad un certo punto salta fuori uno dei due che esordisce dicendo: “Beh, noi siamo due musicisti che facciamo a modo nostro black metal, perchè non ci mettiamo insieme e facciamo un super disco AllSatanStar black metal come una volta?”. Beh, forse forse non è andata proprio così, ma “The Underworld Regime” è il risultato di cinque musicisti di altissimo livello (i due effettivi sopracitati più Ice Dale, Frost e Teloch come turnisti di gran lusso) pienamente coinvolti nella scena del metal estremo con gruppi del calibro di Dimmu Borgir, Enslaved, I, Gorgoroth, Satyricon, 1349…
Di solito queste improvvise unioni odorano di operazione commerciale lontano 666 chilometri… Beh, nel caso degli I di “Between Two Worlds” qualcosa di simile successe, ma il risultato fu un album di altissimo livello. Stavolta? Ascoltiamo…
“The Underworld Regime” si presenta con una copertina terribile, di un incredibile pacchiano per essere nel 2010, un Cristo al rovescio che brucia, due tipi pittati e borchiati come dei bulldog… Originale, no ? “Devil’s Harlot” (la prostituta del diavolo, e non c’è nemmeno Nattefrost tra i componenti del gruppo!) parte a velocità stratosferica su un riff molto lineare, la voce di Shagrath è “lievemente” effettata, la sezione ritmica e le chitarre sono chirurgiche quasi all’esagerazione, molto più death metal che black vecchio stile. “Post Modern Sadist” mi ha fatto saltare dalla sedia, sono andato a vedere e… No, non ci sono Abbath o Demonaz tra i componenti del gruppo… E allora perchè questo pezzo sembra preso direttamente da “All Shall Fall” o “Sons Of Northern Darkness”? Lento, cadenzato, potente e molto, molto bello… Ma molto molto simile a “Tyrants”, anche nella parte parlata!!! Tralasciando questo dettaglio non certo trascurabile, qui Shagrath fa davvero un ottimo lavoro e gli arpeggi di Ice Dale e Teloch sono eccellenti. “Invoker” schiaccia un po’ di più sull’acceleratore nella parte iniziale, ma le chitarre indugiano un po’ troppo sulla soluzione degli arpeggi, rendendo questo pezzo una riproposta mal riuscita e più veloce del brano precedente. Si salva il travolgente finale, con Frost che tira come un treno, per fortuna qui ben lontano dalla monotonia espressa dietro le pelli dei 1349. “Perpetual Night” è un brano molto corto e anche qui Shagrath fa il grosso del lavoro: anche troppo, perchè eccetto la prima parte, eccellente nel suo incalzare, per il resto del pezzo Shagrath non fa altro che cantare e cantare per quasi tutto il rimanente pezzo, che per quanto valido è soffocato da una linea vocale così soffocante. Se accelerassimo il tempo saremmo quasi ai livelli di cantato di “Darkness It Shall Be” dei Marduk! “Ghosting” è un altro pezzo cadenzato identico a “Post Modern Sadist”, con l’unica differenza che… Cambiano le parole! Per gli zoccoli di Satana, qui King addirittura copia sé stesso! Passiamo oltre, ma che dispiacere… “Acts Of Sin” è un pezzo decisamente più cacofonico e vecchio stile nella costruzione, puro black metal norvegese da tradizione, anche se i cori da stadio nella parte centrale sono particolarmente avvilenti… “Krigsatte Faner” è l’unico pezzo del disco dove si fa sentire la tastiera in maniera più marcata, per il resto davvero anonimo. Per fortuna dura poco. “Hill Norge” è posto a chiusura del disco: non c’è che dire, sui pezzi lenti gli Ov Hell danno il meglio di sé. Non ai livelli degli altri brani più atmosferici, ma “Hill Norge” ha delle ottime linee melodiche.
Ok, quindi? Il succo? Era forse meglio che i nostri due se ne fossero rimasti al tavolo a sbronzarsi piuttosto che partorire questa idea? O che il manager di King non lo avesse convinto a tentare di riformare un altro gruppo dopo la telenovela penosa della vicenda legale dei Gorgoroth? Di sicuro c’è che “The Underworld Regime” è un disco dai contenuti tecnici mostruosi, con musicisti al top della forma, prodotto con un gusto per il selvatico che permea l’intera opera. Tralasciando che si tratti o no di una mossa spiccatamente commerciale, discorso di base senza senso, l’enorme punto debole è l’assoluta mancanza non solo di originalità, che può anche non essere un difetto, ma di qualsivoglia gusto nella composizione. Il problema non sta nel fatto che i riff e le composizioni sanno di già sentito all’interno dei gruppi di provenienza degli stessi musicisti… Ma il punto è che comunque nessuno di loro rimane appiccicato per più di cinque minuti nella testa dopo aver spento lo stereo. Forse troppo costruito a tavolino, forse troppo progettato su carta, il risultato è un disco incredibilmente sterile e tutto fuorchè emozionante.

Tracklist:
1. Devil`s Harlot
2. Post Modern Sadist
3. Invoker’
4. Perpetual Night
5. Ghosting
6. Acts Of Sin
7. Krigsatte Faner
8. Hill Norge

Lineup:
Shagrath – Voce
King – basso
Ice Dale – chitarre
Frost – batteria
Teloch – chitarre

Myspace: www.myspace.com/ovhell
Etichetta Indie Recordings – www.indiedist.no

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