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01/05/2010 : Articolo 1 Fest (Russi, RA)

Pubblicato il 18/05/2010 da in Live report | 0 commenti


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01/05/2010 : Articolo 1 Fest (Piazza Farini, Russi – Ra)

Live report 1 maggio a Russi

Primo maggio festa dei lavoratori, ma EP non è mai in vacanza e quindi anche oggi, data di festa per antonomasia, eccoci impegnati in trasferta e concertone con tanto di foto e live report!
Oggi ci va bene per quanto riguarda la distanza: Russi è un paese comodo, disteso tra Forlì e Ravenna in una placida campagna, e anche Piazza Farini, dove si svolgerà il concerto, è una bella piazza, con tanto di municipio con neon tricolori, chiesetta e “Bar Centrale”, elementi che non mancano mai nella tipica piazza italiana.

Live report 1 maggio a Russi

Invitati da un gentilissimo Nicola Fabrizio, presidente dell’associazione culturale “La Pallacorda” che organizza l’evento, arriviamo in tempo per vedere tutta l’esibizione degli imolesi VICOLO INFERNO. La band ci era già piaciuta a suo tempo sul debutto “Hell’s Alley”, ma è dal vivo che l’impatto è sicuramente migliore. Al primo concerto con il nuovo bassista non sentono l’emozione, e il cantante Igor Piattesi sfodera tanta grinta anche sotto il sole del pomeriggio. Alcuni brani tratti dal debutto come “I Am Lee”, “Lipstick” e “Kill For Love” sono intramezzati da nuovi pezzi e da un paio di grandi classici come “Are You Ready To Rock” dei Thin Lizzy e “Ace Of Spades” dei Motorhead. Grande carica, sano e robusto hard rock e ottimo modo per cominciare la nostra giornata di concerto!

Live report 1 maggio a Russi Live report 1 maggio a Russi

Si prosegue con l’hard rock, ma questa volta arricchito dai lustrini del glam, come dimostrano le curiose capigliature e gli abiti degli umbri SNAKEBITE. La band perugina è ormai a suo agio sul palco, tanto da aver da poco annunciato un tour europeo assieme ai Babylon Bombs da fine settembre. Anche qui a Russi i ragazzi dimostrano di saperci fare e i tanti glamster qui accorsi non possono che essere felici di sentire brani come “Play In Hell”, “Love Me Or Leave Me” e via dicendo. I pezzi degli Snakebite sono in scia con quelli degli headliner The Quireboys e c’è da scommettere che tanti fan venuti per la band inglese siano rimasti affascinati anche da loro. Si prosegue con “Shake This Town”, “No Way” e “Red House”, prima dell’accoppiata finale “Too Late To Remember/Sleep When I’m Dead”, che fa chiudere un buon concerto, all’insegna di un hard rock/glam robusto e piacevole sin dal primo ascolto.

Live report 1 maggio a Russi

Fanno le cose in grande i bolognesi RAIN, reduci da un tour negli Stati Uniti e che si preparano oggi a registrare lo show in formato video proprio per distribuire il loro nome anche oltreoceano. Tra fumo, fiammate e scintille sono però i ragazzi a dare il contributo pirotecnico più grande sul palco con un live ottimo, una band rodata (nonostante il chitarrista Maxx Scarcia stia ancora sostituendo l’infortunato Marco Rizzi) ed un cantante ben integrato (il Biondo) che è riuscito nella non facile impresa di sostituire degnamente lo storico Tronco.
L’ultimo arrivato “Dad Is Dead” la fa da padrone ed ecco arrivare una dopo l’altra “Love In The Back”, “Dad Is Dead”, “Mr.2 Words” e la cover “Rain” dei The Cult, prima di “Swan Tears”, “Rain Are Us”, “Red Kiss” e “Bang Bus”. Otto brani tutti dal nuovo album prima di una lunga presentazione della band, segno che i Rain credono molto nel nuovo corso della band e in questi brani che, pur non essendo stati – almeno a mio parere – immediati su disco, dal vivo danno una gran carica ed hanno una resa eccezionale. Spazio poi alla “vecchia” “Only For The Raincrew”, dedicata da sempre ai numerosi fan della Raincrew, e conclusione degna di nota con una terremotante “Highway To Hell”. Ottimo live, ottima band!

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Dopo i Rain tocca ad un’altra storica band della scena italiana salire sul palco del festival: parliamo dei VISION DIVINE, già visti personalmente almeno una decina di volte, con lineup diverse ma con una costante: la garanzia di qualità.
Nella band di Olaf Thorsen è ritornato Fabio Lione e anche qui il nuovo arrivato “9 Degrees West To The Moon” è pronto per essere suonato, a cominciare dal duetto iniziale “Letter To My Child Never Born” e “Streets Of Laudomia”, due esempi di come Olaf peschi a piene mani dalla letteratura italiana (anche moderna) dimostrando una notevole cultura. I suoni del nuovo album sono lontani da quanto ci si potesse aspettare con il ritorno di Fabio e si mantengono intricati, anche se non perdono la loro melodia. Il concerto prosegue e spicca la cover dei Maiden “Wasted Years”, prima della bella “Alpha And Omega” e di una conclusione anche qui “old style” con “Send Me And Angel”. Contrariamente ai brani dei gruppi che li hanno preceduti, per i Vision Divine occorre stare lì con la testa, osservare ogni musicista, farsi rapire dalle loro sinfonie ed è sempre consigliabile un ascolto preventivo dei loro album per poterseli godere appieno. Se non l’avete ancora fatto potete cominciare a prepararvi per il prossimo live 😉

Live report 1 maggio a Russi Live report 1 maggio a Russi

Dopo l’ineccepibile ma glaciale show dei nostrani Vision Divine, tocca ai britannici THE QUIREBOYS riscaldare i cuori dei rockers già assiepati sotto il palco.
Il gruppo, ad eccezione del frontman Spike, fa il suo ingresso sul palco romagnolo attaccando un blues che il chitarrista Paul Guerin infarcisce di assoli: entrato il vocalist, con bandana d’ordinanza e voce consumata dall’alcol, inizia la festa.
I cinque inglesi suoneranno, dopo vent’anni esatti dalla sua uscita, buona parte del debutto “A Bit Of What Your Fancy”, album inzuppato di rock-blues d’ispirazione palesemente stonesiana che differenziò da subito i Quireboys dalla massa di hair-metal band che ancora imperavano, un momento prima dell’esplosione del grunge.
La gioia dei presenti è palpabile durante l’esecuzione delle varie “Misled”, “Whippin Boy”, “There She Goes Again”, “Hey You” e della scatenata “Man On The Loose”, song vecchie di quattro lustri, affiancate anche da estratti dagli album successivi come “Tramps And Thieves”, “This Is Rock ‘n ’Roll” e “Finer Stuff”.

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La band, pur non brillando dal punto di vista esecutivo e non potendo beneficiare nemmeno di una resa sonora ottimale, riesce comunque a regalare ai presenti uno show incredibilmente adrenalinico, grazie all’energia sprigionata da Spike, vero animale da palcoscenico della vecchia guardia che, roteando l’asta del porta microfono come una majorette cocainomane e arringando il pubblico tra un pezzo e l’altro, riesce ad essere sempre il protagonista assoluto di uno show che ha convinto la quasi totalità dei presenti.
Dopo l’esecuzione della splendida “Sweet Mary Ann”, il gruppo si gioca il proprio cavallo di battaglia, il pezzo che probabilmente più di ogni altro lo rappresenta. Il piano honky-tonky attacca il celebre fraseggio e un boato si alza dalla folla: “7 O’ Clock” continua ad essere una song perfetta e l’effetto sugli astanti è travolgente ed eccitante come sempre.

Live report 1 maggio a Russi Live report 1 maggio a Russi

La band esce e, visto anche l’orario, sembra giunta la fine del concerto e della kermesse, ma dopo pochi minuti Spike e soci tornano a calcare il palco, offrendo la loro più dolce ballad, “I Don’t Love You Anymore”, preludio ad un finale scatenato con la sfrontata “Sex Party”, song che manda tutti nanna, sudati ma felici e speranzosi di poterli rivedere quanto prima!

Setlist Quireboys:
Don’t Bite The Hand
Misled
Finer Stuff
Tramps & Thieves
There She Goes Again
Roses & Rings
This Is Rock’ N’ Roll
Whipping Boy
Mona Lisa Smiled
Man On The Loose
Hey You
Late Nite Saturday Call
Sweet Mary Ann
7 O’ Clock
I Don’t Love You Anymore
Sex Party

Live report a cura di Alessio Torluccio e Luca Driol.
Di seguito altre foto della giornata:
Vicolo Inferno:

Live report 1 maggio a Russi

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Snakebite:
Live report 1 maggio a Russi

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Rain:
Live report 1 maggio a Russi

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Vision Divine:
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The Quireboys:
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