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Blind Guardian – At The Edge Of Time (2010)

Pubblicato il 29/07/2010 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: At The Edge Of Time
Autore: Blind Guardian
Genere: Heavy Metal
Anno: 2010
Voto: 9

Visualizzazioni post:77

Era il 1994 quando per la prima volta ebbi la possibilità di ascoltare quel capolavoro intitolato “Somewhere Far Beyond”, disco che mi entusiasmò come mai nessun altro prima. Da allora i Blind Guardian sono sempre stati la punta di diamante tra i miei gruppi favoriti e il mio riferimento principale nella musica, e lo sono stati per lunghi anni, sfornando quelli che ritengo tuttora i più grandi capolavori nel loro genere: “Imaginations…” e “Nightfall…”. Almeno fino a quando nel 2002 pubblicarono il primo disco che, almeno in parte, deluse le mie aspettative: “A Night At The Opera”. Ora, a ben quattro anni dall’uscita del suo predecessore “A Twist In The Myth” (ma tanto ormai ci siamo abituati a soffrire ^^), i Blind Guardian tornano sulle scene con uno studio album nuovo di zecca, il nono della loro carriera per la precisione, il cui titolo, tratto direttamente dalla song “And The Story Ends” è “At The Edge Of Time”. Per il sottoscritto i precedenti due album avevano rappresentato una sorta di cambio di direzione piuttosto radicale della band, che aveva prediletto un sound più progressive e melodie fin troppo ricercate, allontanadola non poco da quel sound diretto che tanto avevo amato nei Bardi fino a “Nightfall In The Middle Earth”. Pur trovando questi due dischi comunque pregevoli, curatissimi e in qualche episodio decisamente entusiasmanti, non ho mai perso la speranza di poter riascoltare quella carica e quell’energia che solo i 90’s Guardian erano stati capaci di regalarmi… Quindi leggermente intimorito mi sono apprestato all’ascolto di questo nono album, con tutta l’intenzione di non aspettarmi nulla per non incontrare delusioni. E invece mi sono ritrovato davanti ad un grandissimo lavoro: l’intro orchestrale di “Sacred Worlds”, prelude a una song che si snoda attraverso nove minuti che alternano riff feroci ad orchestrazioni maestose, il tutto condito da una linea vocale che tiene sempre l’attenzione ai massimi livelli. Peraltro si tratta di una suite conosciuta da chi aveva già avuto modo di apprezzarla nel videogioco “Sacred 2”. Una caratteristica è chiara già da questa prima canzone: le melodie sono tornate a essere più orecchiabili e decisamente più Guardian, cosa che mi ha dato speranza e che mi ha fatto avvicinare fiducioso al secondo pezzo, “Tanelorn (Into The Void)”, che a mio avviso è uno dei migliori del disco: i Guardian questa volta non hanno paura di tornare ai fasti dei 90’s e lo dimostrano con una song furiosa e speed che mi ha entusiasmato fin dal primo ascolto. Olbrich mette in chiaro da subito le cose: chitarre distorte, riff fulminanti e lead armonizzate sempre precisissime si riprendono il loro territorio su quest’album. Forse farà storcere il naso a chi si aspettava un disco più tendente al prog, ma chi come me ha amato il lato più aggressivo dei Guardian non può far altro che sorridere appagato… E passare alla successiva “Road Of No Release”, che pur assestandosi su un mid tempo è caratterizzata da melodie e riff dello stesso stampo qualitativo della song precedente, che riescono addirittura ad accrescere l’intensità sviluppata finora attraverso la splendida e rabbiosa voce di Hansi Kursch, che al solito riesce a conivolgere l’ascoltatore con la sua intensità. “Ride Into Obsession” ci riporta a tutta velocità ad un riff di chitarra entusiasmante e ad una spiccata ma assolutamente mai banale melodia che accompagna e caratterizza tutta la canzone. Si tratta del brano che al primo ascolto mi ha più entusiasmato, e ora sono certo che questa volta i Guardian hanno centrato nettamente meglio il bersaglio. “Curse My Name” chiude una prima parte davvero Maiuscola del disco attraverso le sue melodie folk/medievaleggianti che crescono di intensità lungo la durata del brano fino all’inserto degli strumenti elettrici che gli donano una bella dinamica. Se le atmosfere più complesse e sperimentali dei lavori più recenti sembravano accantonate, tornano invece, seppur in minima parte, nelle tre successive songs: “Valkyries”, “Control The Divine” e “War Of The Thrones” sono leggermente più complesse e ricercate sia nelle melodie che nelle sensazioni, forse un po’ meno dirette, ma comunque piacevoli e dotate di una buona carica emotiva. Giungiamo al singolo “A Voice In the Dark”, col quale torniamo ad atmosfere cariche di nitroglicerina, già sperimentate in precedenza nel platter e che attraverso i suoi sei devastanti minuti e una “voglia di spaccare” che pare davvero ritrovata dai Bardi, ci conduce alla complessa “Wheel Of Time”, a cui spetta l’arduo compito di chiudere il disco: il brano è senz’altro il più difficile, orchestrale e vario del lotto, ma è dotato di spunti melodici notevoli e di un ritornello davvero epico che miete vittime già dal primo ascolto. Sarò insultato per quel che sto per dire, ma per me questo brano riesce dove “And Then There Was Silence” alle mie orecchie aveva fallito, perchè non risulta mai prolissa e decisamente più metal negli arrangiamenti di chitarra.
Credo infine di essermi dilungato più del previsto in un track by track che inizialmente non avevo pensato di fare… Devo finalizzare con poche parole, dicendo che quest’album a mio parere farà felici sia i fan di vecchia data della band sia quelli che i Guardian li hanno scoperti un po’ più tardi: per me hanno saputo fondere a dovere passato e presente attraverso un superbo songwriting e la scelta di melodie decisamente azzeccate, senza mettere da parte le origini. Al solito, come accade con ogni album dei Blind Guardian, non aspettatevi di metabolizzarlo subito tutto al primo colpo: va scoperto ed apprezzato ascolto dopo ascolto (io stesso sto già decisamente apprezzando di più “Control The Divine” mentre scrivo e la riascolto di nuovo e di nuovo… Ma non dilunghiamoci oltre ^^), ma aspettatevi comunque qualcosa di più immediato rispetto agli ultimi passi della band.
Spero di non avervi annoiato con troppe parole, ma anzi di avervi incuriosito nei confronti di un disco che ha davvero sorpreso anche l’inizialmente poco speranzoso sottoscritto, lieto a questo punto che i Guardiani di Krefeld ci abbiano regalato un nuovo grandissimo lavoro.

Tracklist:
1. Sacred Worlds
2. Tanelorn (Into the Void)
3. Road of No Release
4. Ride into Obsession
5. Curse My Name
6. Valkyries
7. Control the Divine
8. War of the Thrones
9. A Voice in the Dark
10. Wheel of Time

Lineup:
Hansi Kursch (Vocals)
Andrè Olbrich (Lead Guitar)
Marcus Siepen (Rhythm Guitar)
Oliver Holzwarth (Bass Guitar)
Michael Schuren (Keyboards)
Frederik Ehmke (Drums)

Sito ufficiale: www.blind-guardian.com
Myspace: www.myspace.com/blindguardian
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

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