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Soilwork – The Panic Broadcast (2010)

Pubblicato il 29/07/2010 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Panic Broadcast
Autore: Soilwork
Genere: Melodic Death Metal
Anno: 2010
Voto: 7

Visualizzazioni post:137

Dopo tre anni di silenzio, “The Panic Broadcast” segna il ritorno dei Soilwork, indubbiamente una delle più importanti realtà del death metal (o modern metal) scandinavo attuale. Raggiunto il picco di popolarità (ma anche di controversie) con il “pop-death” di un album iper – melodico (ma dal songwriting che rasentava la perfezione) come “Figure Number Five”, dopo sette anni e un periodo di transizione segnato da releases opache come “Stabbing The Drama” e “Sworn To A Great Divide”, con questo nuovo lavoro gli svedesi sembrano avere raggiunto un nuovo compromesso da cui, si spera, possano proseguire con produzioni degne del loro glorioso passato. Al passo con i tempi, Strid e soci hanno fatto proprie (anche se solo in parte) le strutture di quel metalcore che loro stessi avevano contribuito ad ispirare e sviluppare, andando ad incastrarlo nel loro tipico riffing e nelle aperture melodiche che li avevano resi celebri. I risultati, anche se non da grido al miracolo, sono quantomeno incoraggianti. I Soilwork sembra abbiano voluto dare libero sfogo alle loro caratteristiche migliori: mettendo in mostra, soprattutto a livello chitarristico, una tecnica ed una capacità strumentale che fino a questo momento non avevamo avuto modo di riscontrare (con richiami molto classicheggianti, vedi Iron Maiden e Metallica nel solo di “Two Lives Worth Of Reckoning”) e con uno Speed dalle modulazioni vocali che quasi lo rendono irriconoscibile ad un primo ascolto, i nord europei producono un album che sicuramente non sfigura tra le uscite dei più quotati e giovani colleghi. A partire dall’aggressiva opener “Late For The Kill, Early For The Slaughter”, per passare alla melodica ed avvincente “The Thrill” fino alle meravigliose “Night Comes Clean” e “The Akuma Afterglow”, la qualità generale del prodotto è decisamente apprezzabile e la tensione rimane alta per tutta la durata dell’album, con una compattezza ed un filo logico invidiabili. Certo è che i livelli dei noti predecessori non vengono avvicinati, e che se un album del genere spicca paragonato al resto della scena metalcore forse c’è da chiedersi quale sia l’effettiva qualità di quest’ultima prima che quella del prodotto in esame. Dall’altro lato, tuttavia, c’è da dire che dopo due album anonimi e scontati come quelli che l’avevano preceduto (e che per molti avrebbero decretato la prematura morte del combo) sentire una manciata di brani di questo livello non può che fare piacere, soprattutto in considerazione del fatto che le aspettative intorno ad esso erano probabilmente ai minimi storici. Alla fine dei conti il giudizio non può che essere positivo, anche se la sensazione di trovarsi di fronte a dei secchioni che se la sono cavata con la sufficienza stiracchiata perché non avevano voglia di studiare è davvero palese.

Tracklist:
1. Late For The Kill, Early For The Slaughter
2. Two Lives Worth Of Reckoning
3. The Thrill
4. Deliverance Is Mine
5. Night Comes Clean
6. King Of The Threshold
7. Let This River Flow
8. Epitome
9. The Akuma Afterglow
10. Enter Dog Of Pavlov
11. Sweet Demise

Lineup:
Bjorn “Speed” Strid – vocals
Sven Karlsson – keyboards/samples
Peter Wichers – lead/rhythm guitar
Dirk Verbeuren – drums
Ola Flink – bass
Sylvain Coudret – lead/rhythm guitar

Sito ufficiale: www.soilwork.org
Myspace: www.myspace.com/soilwork
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

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