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14/11/2010 : Anathema + The Ocean + Petter Carlsen (Milano)

Pubblicato il 10/12/2010 da in Live report | 0 commenti


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14/11/2010 : Anathema + The Ocean + Petter Carlsen (Magazzini Generali, Milano)

Live report Anathema, The Ocean - Milano

Nella serata in cui Inter e Milan si sfidano per la supremazia cittadina nella “scala del calcio” di San Siro, Milano diventa il centro del mondo anche per gli appassionati del rock più d’avanguardia e ricercato, grazie all’ultima data della calata italica di Anathema, The Ocean e Petter Carlsen.

Rimasti imbottigliati tra le centinaia di macchine che si dirigono verso lo stadio, giungiamo ai Magazzini Generali (anche a causa dei dieci minuti di anticipo nella sua esibizione) sul finire dello show di PETTER CARLSEN, il cui acclamato brano di fine set ci fa immaginare un certo gradimento dei già numerosi astanti.

Dopo un rapido cambio di palco è la volta dei tedeschi THE OCEAN, una delle più interessanti e sperimentali band uscite in ambito metalcore negli ultimi anni. La conferma che – tra le delicate note di Carlsen e la psichedelia tipica del secondo periodo degli headliners – la presenza di una band così tirata e brutale sia fuori luogo si ha non appena i teutonici iniziano i quarantacinque minuti a loro concessi, dando sfogo ad una prestazione fragorosa e d’impatto ma scarsamente apprezzata dai fan accorsi per l’esibizione di fratelli Cavanagh e compagni. Nonostante una grinta ed una presenza sul palco più che discrete, la platea, tranne una sparuta minoranza, non dà segni di entusiasmo tangibile, applaudendo senza convinzione alla fine di ogni brano. Se la risposta del pubblico è quantomeno ingenerosa nei confronti dell’innovativo combo tedesco, c’è da dire che un contesto più appropriato avrebbe decisamente aiutato, soprattutto in relazione ad un genere di non immediata presa come quello da loro proposto, che anzi va in precedenza assimilato profondamente per essere apprezzato live.

Live report Anathema, The Ocean - Milano

Con un locale finalmente pieno e in fremente attesa, scocca l’ora degli ANATHEMA. La band inglese, per chi scrive tra le più grandi che la musica rock abbia conosciuto nella storia, coinvolge il migliaio di persone accorse con una prestazione incredibile, dalla carica emozionale sconfinata e dalle atmosfere decadenti e gotiche da brivido. Incentrando la propria tracklist, come da copione, sul materiale post 1996, Daniel Cavanagh e soci raccolgono in oltre due ore di show un vero e proprio best of della loro carriera, condito da alcune chicche molto apprezzate dai fans più oltranzisti. Nonostante un Vincent Cavanagh per sua stessa ammissione in condizioni di salute precarie, la band svolge il proprio compito egregiamente, con una prestazione che certamente resterà nella mente dei fan a lungo. Il concerto si apre con un quartetto di pezzi estratti da “Judgment” (“Deep”,”Pitiless”, “Forgotten Hopes”, “Destiny Is Dead”), scelta apprezzatissima dai kids sotto il palco, a dimostrazione di come l’ensemble di Liverpool sia perfettamente in grado di giostrare i suoi venti anni di carriera a proprio piacimento, aprendo le danze in sordina, lentamente ed inesorabilmente. A seguire è la volta di un paio di estratti dal nuovo “We’re Here Because We Are Here” che, tuttavia, non convincono come in studio e che anzi, allungate oltremodo, in sede live risultano non poco noiose.

Live report Anathema, The Ocean - Milano

A ritirare su il morale del pubblico ci pensa il secondo tuffo nel passato, ed esattamente quello che vede la memoria tornare indietro tra “Alternative 4” e “A Natural Distaster”, senza dubbio i due migliori lavori del combo inglese. Dal secondo sono estratte tre delle songs più significative, cioè le splendide “Balance”, “Closer” e la magistrale title-track, che vede alla seconda voce la sempre sorridente Lee Douglas, mentre le ovazioni si sprecano durante la tirata “Empty”, la classicissima “Lost Control” e l’altrettanto epica e inaspettata “Inner Silence”, dedicata da Vincent a Peter Carlsen. Superato il pensiero che, dato il testo della succitata traccia numero sei di “Alternative 4”, potrebbe non sorprendere un eventuale coming out sulla propria omosessualità da parte del minore dei fratelli Cavanagh, arriva l’ora di gustarsi la fine del primo set, affidata ancora ad un paio di brani di recente fattura e a due classicissimi come “Judgment” e la spettacolare “Flying”.

Live report Anathema, The Ocean - Milano

Dopo qualche minuto di pausa ricompare in solitario Danny Cavanagh che, dopo aver ringraziato alcuni tra i suoi musicisti preferiti come Paul McCartney, Thom Yorke e Roger Waters e averci resi partecipi del fatto che anche in Inghilterra Berlusconi non è esattamente il politico più amato che ci sia, attacca “Wish You Were Here” dei Pink Floyd, che fa letteralmente esplodere i Magazzini Generali; non pago, dopo aver chiesto al pubblico di tirare fuori gli accendini (o in sostituzione i telefoni cellulari) il delirio si completa con una spettacolare versione acustica di “Are You There?”, sicuramente il momento più emozionante dell’intera serata. Dopo un’altra comparsata di Lee Douglas per omaggiare per l’ennesima volta “Judgment” con “Parisienne Moonlight”, arriva anche la fine del concerto, che vede la band riunita dare in pasto ai fans “Angelica”, “One Last Goodbye” e la doppietta finale “Shroud Of False/Fragile Dreams”, degna conclusione di un’esibizione letteralmente spettacolare.

Live report Anathema, The Ocean - Milano

Che aggiungere sugli Anathema a vent’anni di distanza dai loro primi passi? Forse deluderanno chi vorrebbe riascoltare “Sunset Of Age” o “Restless Oblivion”, in sala a Milano addirittura qualcuno richiede brani dalla memoria fossile come “We, The Gods”, ma pare obiettivamente davvero pretestuoso e ingeneroso non apprezzare quanto fatto dal combo in questi anni. Perle come “Alternative 4”, lo stesso ultimo “We’re Here Because We Are Here” o l’epocale “A Natural Disaster” sono entrate di diritto a far parte della storia del rock e anche se questa geniale band inglese non ha raggiunto la fama (e i conti in banca) dei Led Zeppelin, dei Deep Purple o dei Rolling Stone, non credo abbia nulla da invidiare a nessuno di questi gruppi. E non credo, tra l’altro, che a loro importi qualcosa.

Live report Anathema, The Ocean - Milano

Setlist Anathema:

01. Deep
02. Pitiless
03. Forgotten Hopes
04. Destiny Is Dead
05. Angels Walk Among Us
06. Presence
07. A Simple Mistake
08. Balance
09. Closer
10. A Natural Disaster
11. Empty
12. Lost Control
13. Inner Silence
14. Destiny
15. Get Off, Get Out
16. Universal
17. Hindsight
18. Judgement
19. Flying
—————–
20. Wish You Were Here
21. Are You There?
22. Parisienne Moonlight
23. Angelica
24. One Last Goodbye
25. Shroud Of False
26. Fragile Dreams

Ci scusiamo per la scarsa qualità delle foto, ciò è dovuto alla pessima luce del locale.

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