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Bluteszorn – Victory Of The Dead (2007)

Pubblicato il 6/01/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Victory Of The Dead
Autore: Bluteszorn
Genere: Black Metal
Anno: 2007
Voto: 8

Visualizzazioni post:130

Parliamo ovviamente di black metal, come si evince dal nome (che all’incirca significa “rabbia sanguinaria”). E mai nome fu più appropriato per descrivere una band di questo genere. I Bluteszorn, gruppo apolitico per loro stessa definizione, agli esordi con questo primo album dopo un demo del 2005 (“De Odio Mortorum In Viventes”) vengono dall’Austria: non so se le temperature lassù sono glaciali come in Norvegia… Ma sicuramente il modo di suonare lo è! La coppia formata da Njord e Dominus Noctis attinge profondamente dalle radici del genere, con ottimi risultati: attinge senza modificare, ma reinterpretando.
Si parte dall’arpeggio acustico di “Queen Of Dying Beauty”, un inno a una certa nobile che tutti conosciamo con l’abitudine di bagnarsi di sangue di vergini per restare giovane: chitarra e voce entrambe fortemente cadenzate scandiscono l’andamento di un pezzo che resta tra i migliori dell’album. Si comincia con calma, poi si accelera: l’attacco della batteria di Dominus Noctis verso la metà è davvero letale! “My Hunger For Human Suffering” è invece introdotta da un ottimo giro di basso, prima di rallentare assumendo tinte quasi doomeggianti su cui sovrasta la voce di Njord e il suo tetro cantato. Le prime tastiere appaiono nella successiva traccia, mentre di nuovo una voce fortemente cadenzata e con ritmi spezzati si alterna alla voce pulita nella title track, tagliata a metà da poche note di piano. Le nove tracce hanno struttura simile, alternando parti lente, funeree e angoscianti di basso ad accelerazioni. Non sono solo cavalcate da 3000 BPM, il punto forte dell’album è proprio questo: in linea con la tradizione di ostilità sonora del genere, certo, ma la creatività dei musicisti si esprime senza una troppa uniformità che rischierebbe di annoiare e appesantire il disco. La sua attinenza al genere è d’altronde anche il punto debole. Come per “Transilvanian Hunger” (e tanti altri, solo per citare il più famoso), questo disco piace o non piace affatto, senza mezzi termini. I cultori lo apprezzeranno, ma non cercate qui nient’altro se non puro grezzume sonoro! L’ascolto di “Black Winged Tragedy” ve ne darà la conferma: un intro vagamente orientaleggiante (non sto scherzando!!!) e Njord a cantare della sua lussuriosa e mortale signora in quella che è quasi una ballata, inframezzata da un paio di sfuriate trasheggianti non indifferenti. I Darkthrone riemergono per lasciare la loro impronta sul basso di “Behind the Mirror”, con un riff davvero superbo. “Dead Children Choir” è uno dei pezzi migliori, potente e veloce anche quando un arpeggio acustico style Bathory rallenta il tutto. “Life’s True King” è il pezzo che chiude: chiare le influenze del thrash di scuola tedesca (i Kreator sono tra i gruppi preferiti dei due austriaci) nei riff, si inabissa sul finale in un fosco rantolare, e il sussurro di Njord morente non può che augurare “…These are the last words you will hear, live in pain e die in fear…”.

Lineup:
Njord : voce, chitarra
Dominus Noctis : basso, batteria, tastiera

Tracklist:
1. Queen of Dying Beauty
2. My Hunger for Human Suffering
3. Ultimate Scapegoat
4. The Blazing Torch of Tragedy
5. Victory of the Dead
6. Black Winged Night
7. Behind the Mirror
8. Dead Children Choir
9. Life’s True King

Sito ufficiale : http://bluteszorn.bl.ohost.de
Pagina myspace : www.myspace.com/bluteszorn

Album distribuito in Italia da Andromeda Dischi – www.andromedadischi.it

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