Elvenking (Damnagoras)

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Intervista Damnagoras, Elvenking

Tornano sul nostro sito gli Elvenking, una delle band che meglio stanno rappresentando l’Italia negli ultimi anni, con album sempre innovativi e frequenti live all’estero. Il nuovo uscito, “Red Silent Tides”, è al centro dell’intervista con il cantante Damnagoras, ma gli argomenti per la chiacchierata non mancano proprio!

Ciao ragazzi e bentornati sulle pagine di EntrateParallele! Partiamo subito dal vostro nuovo album “Red Silent Tides”. Vorrei sapere quali sono secondo voi i suoi principali punti di forza e le novità che avete introdotto nel sound. Ricordo una vostra vecchia intervista in cui dicevate che era importante per voi non ripetersi mai album dopo album.

Ed è proprio così! Chi ci conosce sa che siamo una band in costante evoluzione e che non ci piace fermarci o ripeterci; ci si dovrà quindi aspettare un disco diverso dal precedente, ma allo stesso tempo legato alle nostre radici. Riascoltandolo ho la sensazione di sentire il meglio di quello che abbiamo fatto fino ad ora… E qualcosa in più :)
Questo è un disco più vario e maturo rispetto ai precedenti. Ci siamo presi tutto il tempo e la libertà di creare dei pezzi che potessero rappresentare al meglio chi siamo in questo momento e che allo stesso tempo andassero a comporre un disco fresco e vario. Su “Red Silent Tides” ci siamo concentrati sull’aspetto melodico e, se “The Scythe” era un disco molto heavy ed oscuro, visto anche il concept che abbiamo trattato, questo nuovo album è molto più melodico ed emozionante.

I vostri brani non sono di facile composizione, vorrei sapere se in “Red Silent Tides” ce n’è uno che vi ha dato più difficoltà.

Direi di no. Il processo compositivo è stato molto istintivo, quindi non riesco ad individuare una song che ci ha creato più problemi di altre. E’ stato tutto molto naturale.

Intervista Damnagoras, Elvenking

La vostra copertina è davvero bella. Per l’occasione è stata disegnata da Samuel Araya, già al lavoro in passato anche con i Cradle Of Filth. Come è nata e cosa avevate chiesto all’artista? Tra l’altro l’immagine della Luna con il volto umano ricorda tantissimo i capolavori del cinema di oltre un secolo fa di Georges Méliès, in particolare proprio “Viaggio Nella Luna”.

L’idea nasce dal sogno… A nostro avviso l’atmosfera che lega la maggior parte dei pezzi è molto suggestiva e sognante e abbiamo quindi sentito la necessità di presentarci con una cover di questo tipo. Samuel Araya è stato capace di rappresentare questo nostro stato d’animo al primo colpo ed ha creato la cover perfetta per “Red Silent Tides”. Per la realizzazione della musica e dei testi stessi del disco non abbiamo fatto altro che lasciarci trasportare dalle nostre emozioni e dal riflesso dei nostri sogni e dei nostri incubi… Come una piccola imbarcazione in balia di un’imponente rossa marea.

Lo scorso aprile avete suonato a Roma e a Modena all’Italian Headbangers Fest, un festival organizzato direttamente da una serie di band italiane per portare in giro il Metallo di casa nostra. Quali sono state le vostre impressioni? C’è effettivamente una scena di gruppi nostrani che cerca di essere unita per creare qualcosa di positivo?

Nel caso dell’Headbangers Fest è stato come passare due giornate di festa tra amici. Per noi è stato veramente positivo poter accorgersi che alcune band italiane hanno la voglia di organizzare eventi di questo tipo e, in barba a tutto, si fanno in quattro per portare la buona musica italiana in giro per il paese. Conoscevamo molto bene i Trick Or Treat e i Secret Sphere e abbiamo avuto modo di fare amicizia con tutti gli altri ragazzi. Speriamo che eventi del genere aiutino il pubblico italiano ad abbattere i paraocchi nei confronti delle band nostrane.

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E’ innegabile che da qualche anno vi sia una importante esplosione di gruppi folk, con veri e propri festival itineranti che si sono messi a passare anche per l’Italia. Sebbene voi siate un po’ ai margini di questo genere, il fiorire di questo movimento vi sta in qualche modo aiutando?

Non lo so. Anzi, non credo. Noi siamo una band che si discosta moltissimo da quel genere. Abbiamo il violino, sì, ma questo non vuol dire che siamo paragonabili a band come Korpiklaani, Finntroll, ecc.

Sempre a proposito di live, pare che sia sempre più facile per gli Elvenking trovare delle occasioni per suonare all’estero piuttosto che in Italia. Questo dipende da una precisa scelta vostra o da problemi che potete trovare in Italia (logistica, impianti o locali inadeguati, scarsa promozione degli eventi, ecc.)?

Negli ultimi tempi abbiamo avuto un riscontro molto più positivo anche in Italia. Abbiamo acquistato molti fan nuovi e le date “in casa” non mancano. Direi che al momento attuale non c’è più una grande differenza. Ovviamente, dopo aver fatto tante date qui cerchiamo di spingerci sempre di più in Paesi o locali che non abbiamo mai visitato prima.

“Red Silent Tides” è il vostro sesto album e i brani cominciano ad essere tanti: quali sono i criteri di scelta dei vostri pezzi durante i live? Ci sono spesso dei cambiamenti o avete una scaletta abbastanza standard?

Cerchiamo di scegliere sempre i pezzi che funzionano meglio dal vivo. Quindi tagliamo le canzoni lunghe o particolarmente complesse. Sappiamo che i fan più affezionati non aspettano altro che sentire “Seasonspeech” o “Neverending Nights” per esempio, ma preferiamo suonare bene le canzoni più adatte al palco, piuttosto che imbarcarci in cambi di chitarre acustiche, milioni di basi, tastiere, ecc. Lo show non avrebbe lo stesso impatto. Cerchiamo comunque di accontentare tutti tenendo sempre presente che sul palco ci vogliamo divertire – cosa di assoluta importanza per dare il massimo e per far divertire il pubblico stesso!

Intervista Damnagoras, Elvenking

“Two Tragedy Poets…” era un excursus in chiave acustica degli Elvenking. All’epoca era prematuro chiederlo, ma ora i tempi sono maturi: come è stato accolto quell’album, così diverso dai vostri standard, dai vostri fans e dagli addetti ai lavori? Pensate che ci sarà un seguito?

E’ stato accolto molto bene! Alcuni lo considerano addirittura come un disco vero e proprio e continuano a chiederci di suonarlo dal vivo. Un seguito? Chi lo sa! Al momento non credo che ci sarà un altro disco uguale a questo. “Two Tragedy Poets…” è nato così e sarà un pezzo unico della nostra discografia. Vediamo il futuro cosa ci riserverà! :)

Assieme a “Red Silent Tides” viene distribuito, in una special edition, il vostro primo demo “To Oak Woods Bestowed”, ormai introvabile. Domanda banale, ma quali sono le vostre impressioni riascoltando quel demo? Quanto siete cambiati da allora?

Ahahah! Credo sia evidente che siamo cambiati moltissimo! Ovviamente quel demo non rappresenta gli Elvenking attuali… Ma come in un album di vecchie fotografie fa sempre piacere rivedere com’eri da piccolo per esempio, e “To Oak Woods Bestowed” per noi oggi è questo: una bella foto da riguardare di tanto in tanto per ricordarsi da dove siamo partiti e rendersi conto di quanta strada abbiamo fatto da allora.

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La vostra etichetta ha messo in streaming tutto “Red Silent Tides”, una scelta che viene fatta sempre più spesso. Se da un lato queste decisioni aiutano gli ascoltatori a ponderare bene come spendere più di 20 euro (normali prezzi nei negozi di dischi italiani), non credete che tolgano l’effetto sorpresa? Cosa ne pensate?

Viviamo in un epoca in cui non esiste più l’effetto sorpresa. Ci dobbiamo adeguare e cercare ogni mezzo possibile per invogliare l’ascoltatore a supportare la musica piuttosto che danneggiarla. Sappiamo che ormai scaricare un disco è alla portata di tutti e quindi non c’è molto da fare se non offrire gratuitamente un assaggio del disco e sperare che colpisca positivamente i fan.

Nel lontano 2006 organizzammo il nostro annuale EP Metal Fest in piazza a Mortara (PV) con gli Elvenking headliner, ma un improvviso acquazzone annullò la vostra esibizione. La nostra webzine da allora è cresciuta molto, in proporzione gli Elvenking molto di più. Ci sarebbe la volontà di recuperare la data in futuro?

Ovviamente ci farebbe piacere! Noi siamo qui… Quando volete!! :)

L’intervista è finita! A voi l’ultima parola e da parte nostra in bocca al lupo per tutto! Un grande ringraziamento ed un saluto da parte di noi di EntrateParallele!

Grazie mille a EntrateParallele e a tutti i vostri lettori! Date un ascolto a “Red Silent Tides” o venite a vederci dal vivo mi raccomando!!! :)

Sito ufficiale: www.elvenking.net
Myspace: www.myspace.com/elvenking
Recensione “Red Silent Tides” su EP qui

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