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12/12/2010 : Fear Factory + High On Fire (Bologna)

Pubblicato il 8/02/2011 da in Live report | 0 commenti


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12/12/2011 : Fear Factory + High On Fire (Estragon, Bologna)

Fear Factory - Bologna

Al mio arrivo all’Estragon noto con una certa soddisfazione che una band come i Fear Factory possiede ancora un nutrito seguito di fans nonostante questa sia ormai la terza calata italica della band negli ultimi dieci mesi, sempre a supporto dell’ultimo disco “Mechanize”. Persi gli openers DAATH e il loro metal estremo e moderno, mi posso rifare seguendo dall’inizio la performance degli HIGH ON FIRE, band della quale ho sempre sentito parlare piuttosto bene. Gli High On Fire sono un caso abbastanza particolare all’interno della scena metal, visto che l’escursione sonora della band va da un pesantissimo doom-stoner a un terremotante rock’n’roll ipervitaminizzato decisamente più adrenalinico e veloce, che ricorda dei Motorhead appesantiti nelle chitarre. La curiosità di vedere se la band abbia il coraggio di dare in pasto un po’ di doom puro ai fans dei Fear Factory abituati alle ritmiche assassine che ben conosciamo me la toglie un set che sembra un mix di un concerto dei Motorhead più veloci con lo sgraziato approccio vocale dei Venom. Di doom puro c’è poca traccia in questa scaletta con l’esclusione di “Bastard Samurai” dal recente “Snakes For The Divine” e di qualche stacco qua e là anche perchè la band in sede live tende ad appesantire e a velocizzare un po’ le ritmiche dei suoi pezzi. Il nuovo album “Snakes For The Divine” è stato rappresentato anche dalla conclusiva titletrack, piuttosto bella, ma voglio citare anche pezzi violenti e dinamici come “Frost Hammer” (niente male il suo videoclip) e “Rumours Of War” che dal vivo scaldano a dovere un pubblico che sembra conoscere il gruppo in un numero decisamente superiore a quello che avevo preventivato. La tecnica del gruppo non è stellare ma l’energia e il carisma non mancano con il chitarrista e vocalist Matt Pike (ex chitarra degli stoner Sleep), qui in versione senza t-shirt nonostante il freddo (immaginiamo cosa avrà bevuto…) spesso in grado di coinvolgere un pubblico decisamente in vena di divertirsi. Una bella sorpresa.

Fear Factory - Bologna

Ritrovarmi i FEAR FACTORY a pochi decine di km. da casa dopo il gran concerto di Milano di quasi un anno prima mi ha invogliato a fare il bis e ho ritrovato la band in forma nonostante il lungo tour mondiale abbia certamente lasciato il suo segno. Un segno che ad ascoltare la voce di Burton C.Bell si è fatto sempre più evidente nella difficoltà a rendere dal vivo le parti pulite di linee vocali davvero belle in studio ma difficilmente replicabili on stage, anche perchè vengono sempre incastonate tra vocals estremi che non possono che rovinare un’ugola già provata da centinaia di show. Il risultato di quanto appena asserito è evidente già dalla scaletta della band, che rispetto al precedente tour taglia due dei pezzi più belli tra le perle melodiche della band, “Resurrection” e “Final Exit”, sostituendoli con la violenta “Big God” dal disco di debutto “Fear Is The Mindkiller” e con “Dog Day Sunrise” dove Burton cerca di resuscitare quanto rimane delle sue clean vocals nella parte finale dello show ancora una volta dedicata a fornire un piccolo sunto del capolavoro “Demanufacture”. Anche ad un secondo ascolto live, i nuovi pezzi di “Mechanize” si confermano mazzate assolutamente all’altezza del nome della band pur non possedendo quei tratti più catchy che avevano reso pezzi come “Martyr”, “Replica” e “Shock” i cavalli di battaglia dei primi tre dischi della band, qui eseguiti con la solita intensità e perizia.

Fear Factory - Bologna

La sezione ritmica composta da Byron Shroud e dallo straordinario Gene Hoglan, uno che ha il volto tranquillo di chi se ne sta beato a bere un thè a Oxford Street anche mentre suona le parti di batteria di pezzi come “Self Bias Resistor”, è in tutto e per tutto all’altezza del glorioso passato della band. Un passato che, come dicevamo, vede nei bis la rappresentazione di un “best of Demanufacture”, il miglior esempio del songwriting del chitarrista Dino Cazares, il momento clou dello show insieme a una “Martyr” accolta in modo trionfale dal pubblico riunitorsi all’Estragon. Una nota finale per i volumi assurdamente alti se si assisteva allo show dalle prime file, fare le foto nel pit per questo concerto è stato decisamente fastidioso e paragonabile ad assistere un concerto dei Manowar (da sempre autoproclamatosi la band più loud del mondo) attaccati alle megacasse di amplificazione.

In conclusione, I Fear Factory hanno confermato ancora una volta la loro grande caratura on stage. Poche altre bands sono in grado di ricreare un assalto sonoro di tale potenza e precisione, con la capacità di evocare scenari di violenza e angoscia spesso apocalittici e futuribili decisamente spaventosi, anche se a volte tristemente superati da certe realtà sociali odierne.

Ecco di seguito altre foto della serata:
Fear Factory - Bologna

Fear Factory - Bologna

Fear Factory - Bologna

Fear Factory - Bologna

Fear Factory - Bologna

Fear Factory - Bologna

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