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10/12/2010 : Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Parma)

Pubblicato il 2/03/2011 da in Live report | 0 commenti


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10/12/2010 : Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

Al mio ingresso nell’Onirica Club, sito nella periferia di Parma, la prima cosa che mi colpisce (anche perchè è la mia prima volta in codesta location) è l’originalità di questo piccolo locale, tra murales bizzarri e stravaganti creature sistemate in punti strategici per “arredare” un po’ l’ambiente e conferirgli un’atmosfera un po’ surreale e (appunto) “onirica”. Il palco è di dimensioni piccolissime, in pratica è largo la metà di un normale palco di un piccolo club e al suo fianco, in posizione decisamente strategica, c’è una birreria che dà la chance di vedere i musicisti di fianco mentre si sorseggia una fresca pinta appoggiati al bancone, una prospettiva decisamente diversa dal solito. Un’altra stranezza sta nella posizione della batteria, un po’ sopraelevata e posizionata decisamente indietro rispetto al piccolo palco di cui dicevamo, per un locale che, se non vi siete persi durante questi giri di parole, si sviluppa decisamente molto di più in lunghezza e altezza (esiste anche un privè sopraelevato dal quale la vista sul palco e sugli animali – e altri strani esseri appesi ovunque – si fa ancora più curiosa).

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

Un’altra cosa che noto subito, oltre alla presenza di alcuni fans storici della scena classic metal italiana, è la cortese richiesta di “erba” da parte dell’entourage dei Saint Vitus, che campeggia in un cartello sul loro tavolo del merchandising. Apprendo con sorpresa che i concerti termineranno alle 03.30 e che a questi è stato aggiunto anche uno show acustico di Wino (sono circa le 21.30), una prospettiva che mi fa pensare più a un festival che a un normale concerto da club. Il motivo di tutta questa carne al fuoco è piuttosto semplice, questa serata è speciale perchè riunisce, solo per oggi, due tour europei che hanno toccato l’Italia proprio in questi giorni: quello dei Saint Vitus e quello degli Swallow The Sun. Nonostante impegni lavorativi mi abbiano fatto perdere gli openers MAR DE GRISES e il loro melodic doom-death metal dal Cile mi consolo subito con il concerto degli svedesi Solstafir, che come i Mar De Grises stanno supportando il tour degli Swallow The Sun.

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

I SOLSTAFIR sono un quartetto dalla Svezia che mi colpisce positivamente con un blend di black atmosferico, stoner e nordic metal, un mix che rende il sound di questi ragazzi molto trippy, a tratti allucinogeno come un fungo, oltre che piuttosto potente e ovviamente groovy, la password comune a tutte le bands della serata. La chiave del suono della band è rappresentata soprattutto dal frontman Aðalbjörn Tryggvason, che con la sua chitarra disegna trame interessanti che consentono al gruppo di non suonare quasi mai come un clone delle bands di riferimento, che a un primo ascolto mi paiono essere Enslaved e Moonsorrow per le parti black e Sabbath e Kyuss per le aperture stoner. La provenienza nordica aiuta non di poco la band conferendo un po’ di glacialità e di malinconia tipicamente scandinava anche alle partiture doom più groovy. Va anche detto della metamorfosi della band: dopo i primi demo e il primo disco di studio più affini al viking metal con cantato black la formazione svedese si è decisamente spostata verso altri lidi, pensate a un cocktail di vecchi Enslaved e Monster Magnet. Intrigante? Beh, a tratti decisamente sì, e non è un caso che gli ultimi due dischi della band “Masterpiece of Bitterness” e “Köld” siano stati accolti piuttosto bene dalla critica. Tra i pezzi proposti, tutti piuttosto lunghi e potenzialmente adatti a trasformarsi in interminabili jam sessions, citerei “Köld” e “Ritual”. In bocca al lupo a questi “capitani coraggiosi” …

Dopo questo interessante antipasto ho l’occasione di fare due chiacchiere con un disponibilissimo Dave Chandler e il chitarrista dei Saint Vitus mi conferma l’intenzione della band di dare alle stampe un nuovo album. A conoscenza del fatto che, di solito, quando si esibiscono molti gruppi, è facile che le scalette subiscano dei tagli, chiedo a Dave se stasera sia possibile ascoltare “Shooting Gallery”, grandioso pezzo da “Mournful Cries” che so essere bazzicato nella setlist della band di recente, pur con la consapevolezza che non si tratta di uno dei classici più noti e di conseguenza una canzone più a rischio di taglio. Dave mi risponde che purtroppo ci sarà un po’ meno tempo del solito e in pratica capisco che il pezzo è stato tolto dal set. Peccato.

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

A seguire salgono sul palco gli SWALLOW THE SUN, interessantissima band dalla Finlandia ormai diventata già un piccolo culto anche dalle nostre parti, già passata nel Belpaese qualche anno fa con i pregevoli Moonsorrow. E’ interessante notare come il loro pubblico sia mediamente più giovane di quello che sta attendendo gli storici Saint Vitus e con una tendenza a mettere in mostra un abbigliamento decisamente più dark. Dal vivo i finlandesi sono decisamente bravi, e in grado di ammaliare i presenti con atmosfere malinconiche abbinate a riffs particolarmente groovy sui quali vengono quasi sempre inserite melodie di buona presa. Il sound della band risulta piuttosto moderno anche se la struttura di molti pezzi che si basano sull’alternanza tra le parti arpeggiate o comunque le melodie chitarristiche più pulite e quelle più distorte e potenti è tutto tranne che una novità. Stessa cosa vale per il dualismo tra le vocals che passano dal pulito allo scream tipico del black ma il tutto avviene sempre con buona efficacia anche grazie ad un songwriting sempre di buon livello. Sopra le righe l’esecuzione della notevole “These Woods Breathe Evil” da “New Moon”, della variegata “The Giant” e realmente affascinante è l’atmosfera ricreata da “Swallow (Horror Pt. 1)” da “The Morning Never Came” per un gruppo che probabilmente farà parlare di sè ancora per diversi anni.

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

E’ il momento dei coheadliners della serata, gli americani SAINT VITUS, che dopo un annetto dalla precedente esibizione italiana si ripresentano dalle nostre parti con l’ormai collaudata formazione che vede il grande Wino alla voce e il pachidermico Vasquez dietro alle pelli, che ancora una volta non ha fatto rimpiangere lo sfortunato Armando Acosta, lo storico drummer del gruppo purtroppo scomparso pochi giorni prima di questa data. I Saint Vitus dal vivo sono una forza inarrestabile basata in egual misura su una sezione ritmica micidiale dove Vasquez picchia sempre come un fabbro (e senza mai sbagliare un colpo) e dove il basso di Mark Adams va a dare profondità ad un sound davvero groovy dominato ovviamente dalla straripante chitarra di Dave Chandler. I riffs più classici dei Saint Vitus andrebbero studiati nelle lezioni di chitarra elettrica nelle quali serva far capire come si possa coniugare un’apparente semplicità esecutiva con l’efficacia straordinaria di un sound dalla profondità incredibile alle frequenze medio-basse. Dopo gemme storiche come “I Bleed Black”, la sabbathiana “H.A.A.G.” e la sempre frizzante “Look Behind You”, accolte con gioia dai fans, ci viene anche regalato un nuovissimo pezzo, “Blessed Night”, che dal main riff sembra un succulento antipasto per un futuro album di valore, l’ennesimo per i doomers americani. Avendo la possibilità di seguire il concerto in prima fila non mi perdo neppure le presentazioni dei pezzi, spesso ad opera di un loquacissimo Dave Chandler. In una di queste Dave annuncia che il seguente pezzo è una dedica per un ragazzo che gli aveva richiesto la canzone pochi minuti prima dello show. Quando parte il riff di “Shooting Gallery” un piccolo brivido mi scorre lungo la schiena e penso proprio che Dave si riferisse al sottoscritto, un piccolo grande regalo che serve ad allungare lo show di circa sette minuti di puro godimento doom, con tanto di aggiunta posticcia con pennarello sulla scaletta originale. Resta solo il tempo di celebrare nuovamente la storia della band con “Saint Vitus”, la affascinante song che dà il nome alla band prima dell’incredibile finale con il doom straziante di “Dying Inside” e con i riffs immortali del manifesto del genere “Born Too Late”. Durante questo finale di show Dave Chandler, un grande showman oltre che solidissimo riffmaker, scende dal palco per suonare in mezzo alle prime file un assolo interminabile abbracciato dai suoi fans in un modo che, in molti anni di concerti, non mi ricordo di aver mai visto prima e senza nessun roadie personale a mantenerlo ad una certa distanza dai fans. Grandiosi Saint Vitus.

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

Dopo gli headliners c’è ancora voglia di sentire buona musica e i doomers svedesi THE GRAVIATORS sembrano essere perfetti per assolvere a questa funzione grazie al loro heavy rock settantiano debitore dei Black Sabbath (hanno anche un pezzo intitolato “Back To The Sabbath” nel set) ma con un taglio stoner e con tanta, tanta passione. La band è praticamente sconosciuta ai più, ma certi giri di chitarra e il groove dei pezzi piacciono al punto che anche il bassista dei Saint Vitus, invero piuttosto alticcio, si mette in prima fila e non smetterà di fare headbanging fino alla fine di questo set. Dopo cinque o sei pezzi (tra cui una “Mountain Man” che spaccava di brutto) è proprio Mark Adams a chiedere di allungare lo show dopo quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo brano del set, proposta accolta dalla band che anzi riesce proprio con questa inaspettata coda al suo spettacolo a coinvolgere di più il pubblico ancora rimasto all’Onirica in attesa del gran finale di questo minifestival.

Live report Saint Vitus + Swallow The Sun + Solstafir + The Graviators + Wino (Onirica Club, Parma)

E proprio di gran finale si può parlare quando sale sul palco, da solo e accompagnato meramente dalla sua chitarra acustica, il grandissimo WINO che dismessi i panni di cantante dei Saint Vitus qui si presenta come chitarrista, vocalist e songwriter mettendo a nudo tutta la sua arte presentandola nella versione più semplice ed essenziale. Per certi versi è il momento clou della serata insieme all’esibizione dei Vitus, anche perchè mi fa scoprire la straordinaria bellezza dei pezzi del secondo disco solista di Scott Weinrich (in arte Wino) “Adrift”, da cui sono tratti tutti i pezzi suonati in quest’occasione. “Adrift” (che sono riuscito a recuperare in una splendida e già rara edizione box-set in legno) è un concentrato di emozioni, una collezione di tracce acustiche ispiratissime, tra il rock e l’introspezione più intimista. Oltre alla titletrack e alla immediata “I Don’t Care” spicca anche la cover acustica di “Iron Horse/Born To Lose” dei Motörhead, scritta da un altro storico rocker come Lemmy. La conclusione dello show è decisamente brusca e avviene quando Wino, probabilmente per problemi tecnici al suo impianto, taglia repentinamente l’esecuzione di una song resistendo dall’impulso di spaccare la propria bella chitarra sul palco che aveva scaldato con la sua voce e la sua musica così pregne di feeling e tecnica. Un finale molto “rock’n’roll” per una serata memorabile che ci ha accompagnato con della grande musica live fino a notte fonda.

Ecco di seguito altre foto della serata.
Il locale:

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Solstafir:

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Swallow The Sun:

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Saint Vitus:

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The Graviators:

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Wino – show acustico:

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Max e compagnia:

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Max & Wino:

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