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Etrusgrave – Tophet (2010)

Pubblicato il 1/04/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Tophet
Autore: Etrusgrave
Genere: Epic Metal
Anno: 2010
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:88

Volendole contare rapidamente sono davvero poche le band di cui aspettavo con ansia ed impazienza il ritorno su disco nel corso del 2010: gli Etrusgrave fanno parte di questa ristrettissima cerchia grazie a “Masters Of Fate”, splendido esordio su full lenght che non esitai a battezzare come uno dei migliori lavori usciti in quel 2008 e che, periodicamente, adoro riascoltare. Due anni di attesa e finalmente esce “Tophet”, secondo capitolo discografico attraverso il quale gli Etrusgrave rinnovano il sodalizio con l’ottima etichetta bresciana My Graveyard Productions, che si occupa di immettere il nuovo disco sul mercato. Immutata anche la lineup, composta da un poker d’assi che conta sui veterani Fulberto Serena (uno dei Signori dell’heavy metal italiano) e Luigi Paoletti, a cui si affiancano le giovani e validissime leve, Tiziano “HammerHead” al microfono ed il batterista Francesco Taddei: la macchina Etrusgrave si ripresenta perfettamente oliata nei suoi meccanismi dando vita ad una prova d’insieme ineccepibile. “Tophet” prosegue il percorso cominciato con “Masters Of Fate” e si allinea sugli stessi eccellenti livelli qualitativi del suo illustre predecessore, regalandoci un’ora di appassionante ed imponente heavy metal epico e dal grande impatto emotivo, ricco di pathos ed ammantato da un alone di arcaica oscurità: l’album si snoda attraverso brani lunghi, articolati e densi di sfaccettature da assaporare ascolto dopo ascolto, sprigionando un fascino ed una magia davvero particolari che hanno richiamato alla mia memoria quanto inciso da Fulberto negli anni ottanta. L’incarico di aprire “Tophet” spetta alla strumentale “Nothung Schwert”, tre minuti dall’andatura cadenzata che ci introducono al cospetto di un tribunale dell’inquisizione, a conclusione del quale viene pronunciata in latino un’angosciante sentenza di “capitis amputatio”. La successiva “Angel Of Darkness” parte lieve ed acquisisce vigore ed energia con il trascorrere dei secondi, fondendo heavy ed epic in un crescendo avvincente: uno dei pezzi migliori del lotto, da cui segnalare il lungo e bellissimo assolo di chitarra posto circa a metà canzone e la coinvolgente interpretazione offerta da Tiziano, che si conferma come ottimo cantante lungo tutto l’arco del disco. “Return From Battle” tiene alta la tensione trasmettendo le emozioni che si avvicendano nel cuore di un guerriero di fronte ai resti della sua casa ed ai suoi cari uccisi, alternando ed unendo rabbia e malinconia ancora una volta ben evidenziate dal valoroso Tiziano. La nera signora viene chiamata in causa con l’intensa “The Silent Death”, pezzo dall’apertura acustica e dalle atmosfere laceranti, sottolineate dal prezioso flauto di Luigi Paoletti, e che si assesta successivamente su coordinate metalliche più roventi. Con la titletrack, gli Etrusgrave evocano una pratica rituale di purificazione (e non di sacrificio) dell’antico popolo Fenicio, grazie ad un pezzo solido e carico di suggestioni, particolare nella sua struttura ed arricchito dal solito grande assolo di Fulberto Serena che mette la sua firma a sei corde anche sulla variegata ed affascinante “Subulones”. La particolarità di questo titolo mi ha spinto a documentarmi ed ho scoperto che, con questo vocabolo, i Romani indicavano i musici Etruschi: tornando a noi, un altro brano epico e molto caratteristico, personalmente tra i miei preferiti insieme ad “Angel Of Darkness”. Si torna sul campo con “Hastings”, pezzo che tratta della battaglia del 1066 tra Normanni e Sassoni e che rimarca la grande capacità dei Nostri di tramutare emozioni ed immagini in musica: l’attesa angosciosa prima dello scontro ed il seguente fragore dell’acciaio guizzante vengono narrati efficacemente dagli Etrusgrave nell’ultimo dei nuovi brani, prima che dal passato musicale del grande chitarrista toscano venga rispolverata la bellissima e mastodontica “Colossus Of Argil” (da “Dark Quarterer” del 1987), un classico dell’heavy metal tricolore qui riproposto pressochè invariato. In virtù della qualità dei contenuti e dell’entusiasmo che continua a donarmi passaggio dopo passaggio, non servono molti giri di parole per indicare “Tophet” come uno dei migliori album del 2010: un grande disco opera di una grande band, da acquistare immediatamente!

Tracklist:
1. Nothung Schwert (Intro)
2. Angel Of Darkness
3. Return From Battle
4. The Silent Death
5. Tophet
6. Subulones
7. Hastings
8. Colossus Of Argil (Bonus Track)

Lineup:
Tiziano “HammerHead” Sbaragli – voce
Fulberto Serena – chitarra
Luigi Paoletti – basso
Francesco Taddei – batteria

MySpace: www.myspace.com/etrusgraveband
Etichetta My Graveyard Productions – www.mygraveyardproductions.com

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