Slider by IWEBIX

21/05/2011 : Acciaio Italiano Festival (Marmirolo, MN)

Pubblicato il 27/05/2011 da in Live report | 0 commenti


Visualizzazioni post:256

21/05/2011 : Acciaio Italiano Festival – Area Feste – Marmirolo (MN)

ROSAE CRUCIS
HOLY MARTYR
TARCHON FIST
CRYING STEEL
DEATHMECHANISM
WYVERN

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Non è certo un segreto che la redazione di EntrateParallele.it sia particolarmente sensibile all’heavy metal italico: cerchiamo di fare del nostro meglio per supportare le band di casa nostra e la loro musica animati da una strabordante passione, quella stessa passione che ha spinto Antonio Keller di Jolly Roger Records ed Emiliano Nanni di BolognaRockCity ad unire le forze e regalarci la prima – e speriamo non ultima – edizione dell’ACCIAIO ITALIANO FESTIVAL, con sei band di prim’ordine che hanno reso impossibile resistere alla chiamata sotto al palco!

Partiamo nel primo pomeriggio ed arriviamo dopo quasi due ore e mezza a Marmirolo (MN), dove prendiamo possesso della stanza prenotata per la notte (che scopriamo essere a due passi dal luogo del concerto); abbiamo il tempo per rilassarci e pure per ricordarci che nel vicino comune di Gazoldo Degli Ippoliti, nel giugno 1984 si tenne un “raduno rock” denominato “Italian Massacre”, per due giorni di musica con un bill che comprendeva, tra gli altri, Strana Officina, Sabotage, Vanexa, Steel Crown, Dark Lord e Crying Steel. Finalmente giunge il momento di spostarci presso l’Area Feste dove andrà in scena il festival, ad ingresso gratuito ed inserito all’interno della manifestazione “Energia Rock”. L’area è attrezzata di tutto punto e presenta un bel numero di panche e tavoli, chiosco del beveraggio e del cibo, alcuni stand che già accolgono i primi metallari accorsi, un bel palco coperto con tanto di schermo per la proiezione di immagini selezionate dai gruppi. Il tempo vola tra un saluto ed una chiacchierata, e quando guardiamo l’orologio ci accorgiamo che sono già passati 45 minuti rispetto all’orario previsto per l’inizio del concerto.

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Non c’è ancora molta gente quando scocca l’ora della musica e l’onore di inaugurare il festival spetta ad un gruppo storico, tornato discograficamente alla ribalta nell’ultimo biennio grazie all’approdo nel roster di Jolly Roger Records. Parliamo dei mitici WYVERN! Ci tenevamo parecchio a vederli in azione e va detto che il gruppo di Parma ha ripagato le attese con uno show decisamente convincente. Se l’esperienza di Fausto, Fabio e Fabrizio è garanzia di sicurezza, una più che piacevole sorpresa ce la riservano i nuovi innesti Nicola Denti e Simone Manuli, giovani e valorosissimi chitarristi! La band procede come un rullo compressore attraverso il suo trascinante heavy / power che va a ripercorrere tutta la loro storia, alternando brani più recenti come le potenti e variegate “Her Majesty Rage” e “Lord Of Winter” (title track dell’ultimo album) alle dirette e potenti “Wyvern” e “Behind Bars”, estratte dal full lenght di debutto “The Red Flame Of Pain”, fino a “Season Of Power” (dal demo omonimo del ’94) ed alle più datate “Lonely In The Street” e “Speed War”, brani provenienti dal demo “Back To The Ancient Rage” del 1988 e provvisti tuttora di un tiro micidiale. Una prova d’insieme ottima e priva di sbavature per i Wyvern, che danno dimostrazione di essere una formazione compatta e coesa. Ultima citazione per Fabio Bonaccorsi, bravo cantante in moto continuo su tutta la superficie del palco! Ora non ci resta che attendere l’uscita di un nuovo album, per il resto una bellissima partenza per l’Acciaio Italiano Festival!

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Abbiamo giusto il tempo per cercare qualche chicca in vinile per la nostra collezione che il palco è già pronto per accogliere la prossima band e, per quanto breve, nello spostamento è comunque percepibile un certo aumento delle presenze. Si cambia totalmente genere con i DEATHMECHANISM, giovane trio autore di una prova più statica sulle assi rispetto ai loro predecessori, ma non per questo meno valida in termini di contenuti musicali. Il combo veronese scuote l’audience sotto i colpi scanditi dal basso di Pedro e dal devastante drummer Manu, per un feroce thrash metal old school che ricorda Sadus, Slayer e Sodom e sferzato dalle vocals malvagie e laceranti di Pozza. I DeathMechanism non si perdono in troppi commenti preferendo lasciar parlare i brani, tutti provenienti da quel “Mass Slavery” – e dal precedente “Human Error.. Global Terror” – uscito lo scorso anno per Jolly Roger Records. Il concerto si apre sulle note della violenta “Hybro Pregnancy” e prosegue attraverso la stessa titletrack “Mass Slavery”, “Extinction”, “Contaminated Soil”, “Unknown Pathology” e “Bloody Business”, per giungere al suo epilogo con il colpo di grazia vibrato da “Necrotechnology”. Niente da eccepire a livello esecutivo, i Nostri si confermano un’autentica macchina da guerra ed il loro thrash letale ed ispirato: promozione piena anche per i DeathMechanism, che raccolgono alfine i meritati applausi. Appuntamento fissato per l’uscita del nuovo album!

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

I ruggiti che lancia il nostro stomaco ci ricordano che è ora di cena, e dopo una scorpacciata a base di gustosissimo risotto alla mantovana seguita da un paio di birre rinfrescanti, dagli amplificatori esplode l’urlo “The Steel Is Baaaack!!!” che indica l’inizio dello show dei CRYING STEEL! Rispetto al running order iniziale i cinque leoni bolognesi hanno invertito la loro posizione con i Tarchon Fist (per permettere al bassista dei TF di arrivare al concerto, mossa sentitamente ringraziata da Lucio Tattini alla fine della loro esibizione) e davanti al palco si è radunata una bella folla per vedere all’opera questa storica band. I Crying Steel ci regalano sempre enormi emozioni quando imbracciano i loro strumenti e pare che buona parte del pubblico la pensi come noi. Come sempre il concerto dei Nostri è straripante di energia e ricco di grandi brani, e bastano pochi minuti alla band per creare il totale coinvolgimento con la platea! E’ un tripudio di heavy metal della vecchia scuola, per una scaletta che questa volta non comprende alcun estratto dal mitologico “On The Prowl”: è “Kill Them All” a dare fuoco alle polveri, immediatamente incalzata dalla micidiale “Raptor”, cantata da tutti a squarciagola, e dalla robusta “Let It Down”. La parte centrale dello show ci offre due anticipazioni del nuovo album, prima con “Defender”, puro heavy metal che già avevamo apprezzato al British Steel, e poi con l’inedita (a noi) “Metal Way”, mentre dagli esordi vengono riproposte “Hero” e “Running Like A Wolf”. Chiude la set list la potente “Next Time Don’t Lie”. Probabilmente uno dei migliori show della serata quello dei Crying Steel – autori di una prova complessiva di alto livello – e complimenti vivissimi al cantante Stefano Palmonari, che dimostra tutto il suo valore ed è sempre più affiatato con gli altri musicisti. Clamorosamente bravi!

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Passaggio di testimone tra band bolognesi e, come anticipato, ora tocca ai TARCHON FIST calcare le assi dell’Acciaio Italiano Festival! Per quanto ci riguarda siamo molto curiosi nei loro confronti visto che è da un bel po’ che non li vediamo on stage, e la curiosità è motivata anche dal fatto che il quintetto felsineo si è piuttosto rinnovato. È dunque un’ottima occasione per saggiare i nuovi innesti Mirco, “Ramon” Ramondo al microfono e Sergio “Rix” Rizzo alla chitarra! Implementato da qualche piccolo effetto pirotecnico, l’heavy metal offerto dai Nostri colpisce nel segno risultando efficace nel farci scuotere la testa: molto bravo Ramon – in possesso di una voce molto “heavy” e dalla notevole estensione – ma è la band nel suo insieme che funziona! Apertura affidata a “Play It Loud”, brano compreso nel “Demo 2011” al pari di “I Stole a Kiss To The Devil”, due nuovi brani che proseguono sulla via musicale tracciata dai precedenti full lenght “Tarchon Fist” e “Fighters”: ovviamente è da questi album che viene estratto il resto della set list da cui, in rigoroso ordine sparso, vi segnaliamo le bellissime “Eyes Of Wolf” e “Metal Detector”, la veloce “Hammer Squad”, la stessa titletrack “Fighters”, la fiera “We Are The Legion” e “The Game Is Over”, brano sulle cui note la band saluta il pubblico. Ottima impressione anche quella lasciata da Lucio e soci, ormai una certezza del panorama metallico tricolore: cambiano gli elementi ma non la sostanza, sia su disco che on stage i Tarchon Fist sono sinonimo di heavy metal di qualità!

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

L’ennesima e rinfrescante birra ci aiuta ad ingannare il tempo prima che si impadroniscano della scena gli HOLY MARTYR, band tra le nostre preferite in assoluto e che seguiamo ormai dai loro albori! Oggi inoltre viene presentato in anteprima “Invincible”, terzo full lenght su cui abbiamo messo immediatamente le grinfie appena arrivati all’Area Feste, ed è tanta la voglia di constatare la bontà dei nuovi brani anche in ambito live, ingolositi da quanto abbiamo potuto ascoltare sul loro profilo Facebook. Ed è stata una sorpresa vedere i cinque Martyri salire on stage in costume da samurai con tanto di maschere del Teatro Kabuki dipinte sul volto (esattamente come nella foto sul nostro speciale!), scelta che ha reso ancora più particolare il concerto di questa sera: una intro d’atmosfera ci accompagna sino a “Invincible”, title track di rapida presa che si snoda attraverso un heavy metal d’assalto, che della drammaticità del precedente album ha conservato ben poco a favore di un approccio maggiormente aggressivo, soprattutto nelle vocals di Alex, pur mantenendo chiaro il marchio sonoro della band. Mantiene salda la presa sull’attenzione la successiva “Takeda Shingen”, altro pezzo inedito, prima dell’arrivo dal passato della trascinante “Lakedaimon” e della splendida “Vis Et Honor”: è un po’ strano sentir cantare di Roma e Sparta da cinque samurai, ma ecco che torniamo rapidamente nella terra del Sol Levante con l’accoppiata nuova di zecca “Shichinin No Samurai” – “Zatoichi”. Prima dei saluti c’è ancora spazio per la battagliera “Ave Atque Vale” e per uno degli “equini” di battaglia (così la presenta il carismatico Alex) della band, la micidiale “Spartan Phalanx” posta in chiusura di un grande show! Grandi Holy Martyr, una band di cui essere orgogliosi!

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern Live report Acciaio Italiano Festival - Rosae Crucis , Holy Martyr , Tarchon Fist , Crying Steel , Deathmechanism , Wyvern

L’atto conclusivo di questo festival è portato sul palco nientemeno che da un’altra grande band, i ROSAE CRUCIS! Abbiamo perso il conto di quante volte abbiamo visto in azione il quintetto romano, ma una cosa è certa: il trasporto e la magia che la musica dei Rosae Crucis esercita su di noi è qualcosa di unico, e come chiudere al meglio l’”Acciaio Italiano Festival” se non con il loro italico Acciaio Puro? Questa sera i Nostri si presentano con i monaci a ranghi ridotti e senza parte della scenografia a cui ci avevano abituato, ma poco male, l’importante è che suonino! Superata la lunga intro che ne accompagna la salita sul palco, Ciape e compagnia suonante inaugurano la loro scaletta con la potente “Rosa Croce” a cui fanno seguito l’infuocata “Crociata”, pezzo che contiene le prime strofe dell’Inno di Mameli, e la splendida cavalcata “Venarium”. “Bran Mak Morn” e “Yes We Tank” sono l’unica concessione alle liriche in inglese (a cui aggiungere un breve e sentito omaggio Manowariano al recentemente scomparso Scott Columbus) intervallate dalla veloce “Anno Domini”. Sebbene la stanchezza cominci a farsi sentire, il pubblico reagisce calorosamente all’acciaio puro dei Rosae Crucis e, costantemente sollecitato da Ciape, canta con orgoglio i pezzi dai testi nell’italico idioma. Una bella botta alle nostre ormai residue forze viene assestata dalla feroce “Sangue Acciaio”, preludio a quello che riteniamo l’inno per eccellenza del combo capitolino, l’implacabile e splendida “Fede Potere Vendetta”: entusiasmo alle stelle e sul palco appare un vessillo italiano, successivamente sventolato da Ciape che non perde l’occasione di ricordare a tutti i presenti di come l’heavy metal tricolore non sia secondo a nessuno! Siamo pronti per lo strappo finale, ma quando il vocalist inizia la presentazione dell’ultimo brano – la cover di “Ballo In Fa D Minore” del menestrello Branduardi – ecco che Daniele “KK” porta allo stesso cantante l’infausta notizia: l’ora “tarda” impone di spegnere immediatamente gli amplificatori. Ciape, sconsolato come il resto della band, ringrazia i presenti e scende dal palco. Non era certo questo l’epilogo che ci aspettavamo ma tant’è, ci sono delle regole e vanno rispettate. L’amaro in bocca per lo stop forzato è rapidamente lenito dal pensiero, ben vivo e vibrante, dello spettacolo di qualità offerto dai Rosae Crucis, altra band di cui vantarsi dentro e fuori i confini italici!

Un rapido giro di saluti ed eccoci sulla strada verso l’affittacamere dove ritemprare le stanche membra, già intenti a tirare le prime conclusioni. La prima edizione di “Acciaio Italiano Festival” passa in archivio sotto la voce successi: perfetti il luogo scelto e tutta la logistica che è ruotata intorno all’evento, felicissima la scelta di un sabato sera e dell’ingresso gratuito. Molto buona la resa sonora, che ha permesso a tutte le band coinvolte di poter essere apprezzate al meglio da chi stava davanti al palco, e poi i gruppi. Un bill di prim’ordine, occasione imperdibile per gustarsi in un colpo solo sei band di grande qualità! Ultima considerazione per l’aspetto più importante, senza il quale tutto quanto appena descritto sarebbe stato inutile: la risposta del pubblico, che è stata davvero piuttosto buona. Certo, qualche presenza in più non sarebbe stata male, ma già così c’era di che essere molto soddisfatti. E’ stata una bella festa all’insegna dell’heavy metal tricolore, dunque avanti così, un plauso agli organizzatori ed incrociamo le dita sperando in una seconda edizione, magari ancora a Marmirolo, visto che la sinergia con “Energia Rock” ha dato ottimi risultati! Lunga vita all’”Acciaio Italiano” e lunga vita all’heavy metal tricolore!

Live report a cura di Gianluca “Avalon” Moraschi
Fotografie di Silvia “Lady Avalon” Omodeo e Gianluca “Avalon” Moraschi

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *