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Ravenscry – One Way Out (2011)

Pubblicato il 30/05/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: One Way Out
Autore: Ravenscry
Genere: Modern Metal
Anno: 2011
Voto: 8

Visualizzazioni post:54

Sono in giro da poco tempo (si sono formati infatti nel 2008), ma i nostrani Ravenscry sembrano già in grado di compiere un notevole salto nel music business con il loro debut album “One Way Out”. Gli ingredienti di quello che potrebbe essere un successo possono far storcere il naso ai metallari puristi: parliamo infatti di grandi richiami agli Evanescence, di un’immagine creata attorno all’affascinante cantante Giulia e di brani che cercano la modernità e il contatto con il grande pubblico. Quello che può differenziare i Ravenscry (e forse potrebbe rallentare la loro crescita) sono un paio di caratteristiche che invece li legano più all’heavy metal, cioè un songwriting a tratti pesante (difatti vengono citati i Fear Factory e i Soilwork come influenze) e diversi sprazzi progressive che vengono inseriti nelle canzoni (e qui altre influenze correttamente citate sono Ayreon ed Evergrey). C’è davvero una grande attenzione nei brani per far risaltare la voce di Giulia sin dall’opener “Calliope”, anche se nella successiva “Elements Dance” i suoi toni sono più soft e si fanno largo gli strumenti in maniera pesante, con un ottimo lavoro chitarristico del duo Raimondi/Paganelli. “Nobody” è probabilmente il brano più easy listening del lotto, forte di un video realizzato che mostra tutta la carica della band e la forte immagine della cantante. Dopo una “A Starless Night”, molto in stile Evanescence, il ritmo rallenta per via della mini suite in tre parti “Redemption”: con “Rainy”, molto lenta e fatta solo di voce e piano e con la successiva “Reflection”, sempre lenta, ma più in stile colonna sonora. Con l’ultima parte “Far Away” invece si torna a fare sul serio e sia lì che nella successiva “Embrace” spicca il gran lavoro di batteria, reso ancora più pulito e preciso da una produzione sopraffina. Di nuovo riff pesanti protagonisti in “Journey”, mentre “Back To Hell” ci appare più tetra ed opprimente. Ci si avvia alla conclusione del disco con “This Funny Dangerous Game”, più eterea, ma che non fa muovere le coordinate stilistiche della band e con il brano finale “My Bitter Tale”, che oltre ad un buon lavoro di chitarre riesce a sottolineare ancora di più la capacità dei ragazzi di far risaltare in pieno la voce di Giulia. Chissà se questa caratteristica sarà positiva o meno per la band? Il disco è ben fatto e potrà senza dubbio piacere ad una grande fetta di pubblico. Siamo lontani dal metal di Nightwish, Within Temptation ed Epica e siamo più vicini a quello di Evanescence, Lacuna Coil ed a certe soluzioni rock degli Skunk Anansie. Il tempo ci dirà se questa ampia promozione che diamo ai Ravenscry, che sono supportati anche da un’imponente campagna pubblicitaria, sarà o meno meritata, perchè non vorremmo che venissero etichettati come i nuovi Evanescence, ma vorremmo invece parlare di un “Ravenscry sound” tra qualche anno.

Tracklist:
1. Calliope
2. Elements Dance
3. Nobody
4. A Starless Night
5. Redemption I – Rainy
6. Redemption II – Reflection
7. Redemption III – Far Away
8. Embrace
9. Journey
10. Back To The Hell
11. This Funny Dangerous Game
12. My Bitter Tale
+ Video “Nobody”

Line-Up:
Giulia Stefani – Vocals
Paul Raimondi – Guitars
Mauro Paganelli – Guitars
Andrea Fagiuoli – Bass
Simon Carminati – Drums

Sito ufficiale: www.ravenscryband.com
Myspace: www.myspace.com/ravenscryband
Etichetta: www.myspace.com/auralmusicgroup
Promozione: www.myspace.com/wormholedeath

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