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26/03/2011 : Death Angel + Suicidal Angels + guests (Cervia, RA)

Pubblicato il 17/06/2011 da in Live report | 0 commenti


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26/03/2011 : Death Angel + Suicidal Angels + Resistance + Roots Of Death + Adimiron (Rock Planet, Pinarella di Cervia, RA)

Che i Death Angel siano uno spasso dal vivo è ormai cosa risaputa, ma serate come questa possono essere interessanti anche per conoscere nuove bands grazie ad una folta card di gruppi accomunati solamente dall’unico denominatore di una forte influenza thrash.

Live report Death Angel + Suicidal Angels + Adimiron - Rock Planet

La prima band chiamata ad esibirsi, davanti a un numero veramente esiguo di fans, è quella dei capitolini ADIMIRON, interpreti di un thrash piuttosto moderno e groovy, suonato con una certa perizia ed una propensione ad un pizzico di sperimentazione. Nella fase ritmica la formazione (in passato dedita a sonorità più estreme) a tratti ricorda certe cose dei Nevermore più moderni, e in generale il sound del gruppo guarda al futuro, cosa che non fa cadere la band nel calderone di tutte le realtà thrash odierne che si rifanno totalmente al sound old school della Bay Area dei gloriosi anni ’80. Al termine dello show, durante il quale assistiamo all’esecuzione di nuovi pezzi come “The Red Condition” e “Vertical Limit”, un ragazzo della band ci racconta del bel legame che si è creato con le altre bands di questo pacchetto anche fuori dal palco. La cosa appare ancor più evidente durante la serata visto che alcuni membri delle varie formazioni fanno pubblicità ai loro colleghi indossandone la t-shirt ufficiale.

Live report Death Angel + Suicidal Angels + Adimiron - Rock Planet

La band successiva sono i ticinesi ROOTS OF DEATH, che sul palco si esprimono con una furia notevole trascinata dall’energia dal frontman Kevin. Il thrash è qui molto imbastardito e si fonde con un metalcore influenzato dal death melodico svedese, con certi passaggi che ricordano i Dark Tranquillity più estremi. Il tutto suona estremamente heavy, e l’intensità è di gran lunga l’arma migliore della band, anche se il vocalist a mio avviso si preoccupa troppo di coinvolgere verbalmente un pubblico che ha già apparentemente deciso di non lasciarsi andare in questo momento della serata. La formazione suona compatta e tosta soprattutto grazie ad una fase ritmica incalzante che ben si adatta a composizioni terremotanti dalla prima all’ultima nota.

Live report Death Angel + Suicidal Angels + Adimiron - Rock Planet

La prima band straniera in scaletta arriva dal Belgio, i RESISTANCE, ed è quella più estrema del lotto grazie alle vocals assassine del suo frontman che passa da una voce estrema urlata a una timbrica più brutal dalle tonalità basse piuttosto impressionanti. Le rasoiate del gruppo, caratterizzato da una forte componente hardcore in seno al proprio sound sin dalle origini, si sposano piuttosto bene con vocalizzi tanto estremi pur senza raggiungere le vette parossistiche del singer dei Disgorge (quello che gorgheggia come l’acqua del vostro lavandino dopo aver usato l'”Idraulico Liquido”). Negli ultimi anni la componente hardcore è stata riverniciata da spruzzate di Kataklysm e affini. Se un massacro sonoro è quanto andate cercando allora gli autori del disco “Lords Of Torment” possono meritare un vostro ascolto. Nell’ipotesi che non vi piacciano almeno avrete risolto ogni problemi di intasamento idraulico nei vostri scarichi. Di questi tempi un po’ di risparmio non fa mai male.

Live report Death Angel + Suicidal Angels + Adimiron - Rock Planet

La prima old school thrash metal band della serata, quella dei greci SUICIDAL ANGELS, è anche la prima formazione ad ottenere un discreto successo di pubblico, in virtù della maggiore somiglianza sonora con gli headliners della serata. I giovanissimi ragazzi greci hanno applicato al thrash old school degli Slayer (e in parte dei Kreator) lo stesso principio utilizzato dagli Airbourne nel genere hard rock alla AC-DC: la passione e un certo talento trasformano chi suona come una tribute band in una formazione di un certo successo. In questi casi, oltre che ammettere le indiscutibili qualità esecutive e la stage presence della band, viene proprio da chiedersi: “Ma questi ci sono o ci fanno?” Nel senso che questi quattro ragazzi sembrano proprio usciti da una macchina del tempo tarata sull’anno di grazia “1986”, ovviamente quello del classicissimo capolavoro del genere “Reign In Blood”. Il problema di questi giovani musicisti è che la loro musica oggigiorno può anche piacere e divertire (specialmente dal vivo), ma sotto sotto fa sorridere, così pure come il look della band così perfetto per il genere ma anche così retrò (e senza humour). Questo sound non fa più paura, non è più originale, e quando il songwriting non è ai massimi livelli, cosa che qui accade solo in sporadici passaggi, che peraltro sanno di già sentito, beh i nodi vengono al pettine. Nonostante quanto appena scritto la simpatia di questi giovanissimi, il candore della loro proposta e il divertimento da essa sprigionato rimangono motivi più che sufficienti per far prevalere i ricordi positivi e per consigliare la band a qualche giovanissimo fan del genere in cerca di nuove leve da seguire. Ma Kerry King & co. continuano a incutere ben altro timore sprigionando ancora un’aura di malvagità in musica che questi angeli ellenici (nonostante le barbone e i tatuaggi) si possono solo sognare.

Live report Death Angel + Suicidal Angels + Adimiron - Rock Planet

Ai DEATH ANGEL bastano pochi secondi per far decollare una serata che fino ad allora aveva visto una partecipazione del pubblico attenta ma sin troppo pacata (per un concerto thrash si intende). E’ inutile, più volte vedo dal vivo questi musicisti dal vivo e meno riesco a pensare anche solo minimamente di poter criticare degli aspetti musicali o caratteriali di una formazione formalmente perfetta (il talento compositivo di Rob Cavestany è eccellente) e umanamente assolutamente disponibile in ogni suo elemento. I Death Angel hanno un loro stile, sono thrash old school ma hanno passaggi dove la loro tecnica e un’incredibile versatilità vengono fuori di prepotenza dimostrando tutta la personalità di chi anche cambiando la sezione ritmica non ha perso nulla in energia e precisione. La stage presence della band è ben nota a chi ha visto questi scalmanati dal vivo e la mia postazione in prima fila dritto in faccia al grande frontnman Mark Osegueda, per di più appoggiato al palco (il Rock Planet non ha il classico spazio tra il palco e l’audience) ha reso questa l’esperienza live ancora più impressionante, come un maestoso film in 3D davvero ben riuscito (una rarità di questi tempi). Poco importa che, data la mia posizione, la mia schiena e le gambe (e ovviamente il discorso vale per i ragazzi a me vicini durante questo set) siano sottoposti a una serie di colpi proibiti degni di un videogioco picchiaduro come Mortal Kombat. I Death Angel hanno presentato una setlist maiuscola che oltre a promuovere in lungo e in largo il recente “Sonic Retribution” ha anche omaggiato i vecchi lavori con l’esecuzione di classici come l’osannata “Thrashers”, “Seemingly Endless Time” e la più recente “Thrown To The Wolves” da “The Art Of Dying”. A sorpresa viene inserita la bella ballad “Veil Of Deception” da “Act III” con “Purgatory” degli Iron Maiden come intro ed è anche proposta una sentita cover della immortale “Heaven And Hell” dei Black Sabbath suonata in coda alla sempre divertente “Bored” (nonostante il titolo). Una lezione di classe impartita con un’intensità non comune e una valanga di simpatia: i Death Angel.

Di seguito altre foto della serata, sempre opera del nostro Massimo “Max Moon” Guidotti.
Adimiron:

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Roots Of Death:

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Resistance:

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Suicidal Angels:

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Death Angel:

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