Uriah Heep (Phil Lanzon e Mick Box)

Visualizzazioni post:775

Intervista Uriah Heep

Tutta la musica che ascolto oggi non ci sarebbe se non fosse stato per quattro o cinque band che, tra gli anni ’60 e ’70, hanno davvero creato qualcosa di unico ed immortale. Sicuramente queste band hanno a loro volta ringraziato musicisti di precedenti generazioni per aver creato qualcosa pure loro. È un ciclo che si ripete, da sempre, nella storia della musica. Se oggi ci sono i Nickelback è perché ci sono stati prima i Metallica, prima ancora Jimi Hendrix, e così via. Per quanto riguarda quel genere musicale che fonde metal, prog e mille altre influenze affini ai mari dell’AOR, prendendo oggi in esempio progetti come Ayreon, Dream Theater e Pain Of Salvation, tornando indietro nella storia troviamo band come Led Zeppelin, Deep Purple, Yes e, senz’ombra di dubbio, Uriah Heep. Questa band inglese (tornata in pista con il recente “Into The Wild”, uscito per Frontiers Records) che ruba il nome ad un celebre personaggio del romanzo “David Copperfield” di Charles Dickens, oggi festeggia una carriera di oltre quarant’anni, ricca di un numero spropositato di concerti e dischi; cosa si può chiedere ad un gruppo del genere? Cosa si può chiedere che non sia stato già fatto da qualcun altro? E cosa possono dirci loro, i nostri eroi che hanno forgiato le basi del rock moderno, cosa possono dirci che non abbiano mai raccontato prima a qualcuno? Ben poco, probabilmente.

Anzi: ben poco, effetivamente. No, non sono arrogante o pazzo, è solo che le risposte di Phil Lanzon e Mick Box, rispettivamente tastierista e chitarrista degli Uriah Heep, sono vagamente svogliate e poco entusiasmanti. Sinceramente non è che mi aspettassi scoop o notizie strepitose, o magari racconti di vita vissuta (che ne avrebbero a palate…), ma nemmeno una freddezza simile nello scrivere. Si, ci sono rimasto piuttosto male, più che altro perché mi stavo gustando un loro vecchio vinile che mio padre comprò nel 1970 (!), e mi ero illuso di godermi le parole di musicisti che adoro da una vita. Ma chissà quante interviste dovranno sopportare, quante domande a cui rispondere, quanti autografi, foto, sorrisi ecc… La solita faccenda dell’altra faccia della medaglia del successo.
Ecco dunque riportato uno scambio di e-mail tra Entrate Parallele, Phil Lanzon e Mick Box degli Uriah Heep.

Avete un nuovo album in uscita: “Into The Wild”, raccontateci qualcosa che non sappiamo sul making of.

(Phil Lanzon) Abbiamo avuto poche settimane a disposizione per concludere il disco, così abbiamo dovuto scrivere alcune canzoni velocemente e direttamente dentro allo studio; quindi circa tre pezzi sono nati proprio in studio mentre registravamo gli altri. Abbiamo concluso il lavoro in tre settimane.

Ho apprezzato tantissimo “Into The Wild”, ritengo sia un forte pugno nei denti a tutti quelli che pensano che le rock band come voi, i Rolling Stones e i Deep Purple siano troppo vecchie per fare ancora musica. Cosa ne pensate voi che siete i diretti interessati?

(Phil Lanzon) Penso che se ami quello che fai (e noi amiamo scrivere canzoni) allora non importa quanto tu sia vecchio. L’età non ha niente a che vedere con la creatività, soprattutto nel campo della musica.

Intervista Uriah Heep

Avete il dono di trasportare l’ascoltatore nella magia del rock melodico (come in “Trail Of Diamonds”) e poi strapparlo da queste atmosfere per portarlo nell’anima di brani più duri e potenti. Quando si tratta di scrivere un disco, seguite un briefing prestabilito o seguite la vostra pura ispirazione?

(Phil Lanzon) L’ispirazione è il segreto, ma noi non dimentichiamo mai il motivo per cui i nostri fan amano lo stile degli Uriah Heep. É necessario seguire il proprio istinto senza mai dimenticare la strada di casa, senza mai perdere la rotta.

“Into The Wild” potrebbe essere un riassunto della vostra lunga carriera, ricco di quelle influenze progressive e hard rock che hanno da sempre segnato la vostra storia. Dico bene?

(Phil Lanzon) Hai perfettamente ragione, è proprio così.

Qual è il messaggio di “Into The Wild”?

(Phil Lanzon) Abbiamo cercato di puntare sull’impatto delle melodie, su come queste possano colpire sia le emozioni che il pensiero delle persone. Su come ogni canzone possa collegarsi con l’intelletto delle persone.

Intervista Uriah Heep

Entrate Parallele ha assegnato un ottimo voto al vostro disco (9/10). Leggendo anche altre recensioni abbiamo riscontrato opinioni simili. Quale risposta vi aspettavate dal pubblico?

(Phil Lanzon) Noi sappiamo di avere prodotto un ottimo album e siamo davvero soddisfatti di aver ricevuto ottime recensioni.

Più di quarant’anni di Uriah Heep e grande musica, cosa vi ha ispirato a diventare quelli che siete oggi?

(Mick Box) Di sicuro è stata la motivazione a migliorarci in ogni cosa che facciamo, una spinta fatta di passione ed energia che non ci ha mai abbandonato.

Avete scritto migliaia di canzoni in tutti questi anni, quali proporrete in questo tour? Avete set lists differenti per ogni serata?

(Mick Box) Le scalette cambiano man mano che il tour prosegue, ma ovviamente includeremo sia i cavalli di battaglia che alcuni pezzi di “Into The Wild”, come l’omonima titletrack, “I’m Ready”, “Money Talk”, “Nail On The Head”, “Trail Of Diamonds” e “Kiss Of Freedom”. Ci sarà da divertirsi.

Intervista Uriah Heep

In tutti questi anni di attività avete di sicuro raccolto un pubblico davvero enorme, state trovando anche una seconda generazione di fan ai vostri show?

(Mick Box) Certo che sì! Abbiamo anche una fetta di pubblico davvero giovane che sta scoprendo e apprezzando sempre di più il nostro sound. Ma ovviamente ci sono anche quelli che ci seguono da sempre, e vedere insieme queste due generazioni è davvero stupendo.

Quando non siete a spasso per il mondo con i vostri tour, che fate nel tempo libero?

(Mick Box) C’è così tanto da fare con le nostre famiglie, dato che siamo costantemente in tour, quindi ci prendiamo tempo per stare con loro. C’è sempre tempo per scrivere, quello è un dovere che possiamo gestire in ogni settimana!

Intervista Uriah Heep

Quali sono le affinità tra la band Uriah Heep e il personaggio di Charles Dickens? (per chi non lo sapesse, Uriah Heep è il nome di uno dei personaggi del romanzo “David Copperfield”, ndr).

(Mick Box) Non ce ne sono, Uriah Heep è solo un nome che siamo orgogliosi di aver usato per oltre quarant’anni. Usare il nome di un personaggio della letteratura di un gigante come Charles Dickens è semplicemente qualcosa di fantastico, è qualcosa di davvero cool.

Domandone: cosa ne pensate della situazione attuale del mondo del rock?

(Mick Box) Penso che oggi il mondo del rock n’ roll non disponga di un cuore e di un’anima, e noi viviamo come dentro ad un pulsante che la società può premere a suo piacimento. Insomma, oggi ci sei e magari domani no. Non ci sono più investimenti nella creatività, non è più come nei primi anni ’70, purtroppo.

A voi l’ultima parola, salutate il pubblico italiano e quello di Entrate Parallele!

(Mick Box) Grazie a tutti voi che da oltre quarant’anni ci permettete di svolgere il lavoro che più amiamo! Grazie per seguire, ascoltare e supportare la nostra musica!

Intervista Uriah Heep
Foto vintage: direttamente dalla collezione di dischi del papà del nostro redattore Davide Bertozzi!

Sito ufficiale: www.uriah-heep.com
Myspace: www.myspace.com/uheep
Recensione di “Into The Wild” su EP qui

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.