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Symphony X – Iconoclast (2011)

Pubblicato il 21/06/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Iconoclast
Autore: Symphony X
Genere: Prog Power Metal
Anno: 2011
Voto: 9

Visualizzazioni post:75

Sono finiti i tempi di “Candlelight Fantasia” e di “The Accolade”; i Symphony X tornano forti di una maturazione artistica che sacrifica in parte le atmosfere epiche in favore di una rinnovata rabbia, che nasce in “Paradise Lost” e cresce sino ad oggi.
L’opener, nonché title-track, non lascia dubbi: “Iconoclast” parte con decisione, sfoggiando melodie inconfondibili ed avvalendosi di parti corali che garantiscono una continuità col passato, ma i vocalizzi dell’immenso Russell Allen ringhiano abbastanza da non lasciare dubbi sulle intenzioni della band. E se la vena neoclassica sopravvive nella maestria di Romeo e Pinnella (sembra quasi di ascoltare i leggendari duelli sonori Malmsteen-Johansson), trovano spazio anche cori che portano una leggera brezza di novità.
Il primo singolo “End Of Innocence” cede al fascino del commerciale, mentre il secondo “Dehumanized” è formalmente più lineare e meno neoclassicheggiante, dopodiché la parte centrale dell’album, una granitica sequenza di quattro brani, è fitta di melodie pachidermiche e vocalizzi minacciosi, come insegnato dal compianto maestro R.J. Dio. Non che manchino aperture melodiose e sistemate nel momento giusto per attutire il colpo, come ad esempio i ritornelli di “Children Of A Faceless God” e “Electric Messiah” o il tormentone di “Bastards Of The Machine”, ma i decori barocchi e le liriche mistiche ed epiche dei primi lavori sono un glorioso ricordo consegnato, forse giustamente, al tempo.
L’apice compositivo viene raggiunto in “Prometheus (I Am Alive)”, perfetto nel suo essere a cavallo tra passato e presente, duro e arrabbiato ma reso indimenticabile da un monumentale ritornello e da uno stupefacente finale di tastiere da brividi. A chiudere le danze “When All Is Lost”, una ballata che non cede alle facili lusinghe della stucchevolezza e che riesce ad essere straziante pur non avendo nulla del classico lentone strappalacrime.
Indubbiamente in cerca di un’evoluzione stilistica, i Symphony X cambiano coraggiosamente rotta riuscendo a portare con sé solo quel che del loro bagaglio meglio si adatta al “nuovo” stile, in modo da non lasciare orfani ma, nello stesso tempo, mantenersi liberi di dar vita a qualcosa di diverso, più maturo, meno onirico.
Menzione d’onore merita un Russell Allen che spazza via chiunque altro e che continua, disco dopo disco, a migliorare una tecnica vocale che già pareva ai massimi storici; il genio di Pinnella torna finalmente ad avere il peso che merita, mentre il piccolo grande Rullo macina ritmi importanti come nulla fosse, sorreggendo il preciso basso di Lepond e il solito estro da mattatore delle sei corde Romeo.
A migliorare l’umore di tutti i vecchi e nuovi fan, le tracce extra contenute in un secondo CD special edition tutto da scoprire. Cosa chiedere di più? Un altro tour da headliner, magari…

Tracklist:
1. Iconoclast
2. The End Of Innocence
3. Dehumanized
4. Bastards Of The Machine
5. Heretic
6. Children Of A Faceless God
7. Electric Messiah
8. Prometheus (I Am Alive)
9. When All Is Lost

Lineup:
Russell Allen – voce
Michael Romeo – chitarra
Jason Rullo – batteria
Michael Pinnella – tastiere
Michael LePond – basso

Myspace: www.myspace.com/symphonyx
Etichetta Nuclear Blast Records – www.nuclearblast.de

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