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John Wetton – Raised In Captivity (2011)

Pubblicato il 5/07/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Raised In Captivity
Autore: John Wetton
Genere: AOR
Anno: 2011
Voto: 8

Visualizzazioni post:90

John Wetton è un vero duro. È il tipico personaggio che se alla carriera da musicista avesse preferito quella cinematografica ora sarebbe il Bruce Willis della situazione. Già, Wetton è proprio un duro a morire. Sessantadue anni ed un talento innato. Collaborazioni con Asia, Uriah Heep, King Crimson, UK e tanti altri, ma soprattutto un’intima carriera solista che lo vede attraversare gli oceani dell’AOR e le terre selvagge del rock inglese.
Un uomo che ha superato i gravi problemi di salute che lo hanno colpito nel 2007, quando in molti vedevano concludersi l’attività del cantante-bassista-chitarrista-compositore John Wetton. Un leader del panorama internazionale che alla faccia delle disfunzioni cardiache è tornato in pista con due dischi degli Asia e con questo nuovo personalissimo “Raised In Captivity”. Proprio come i suoi lontani predecessori, questo album ospita importanti nomi che hanno collaborato con Wetton nei suoi tanti anni di carriera.
Il sound è quello che ha caratterizzato anche i recenti lavori dei già due volte menzionati Asia (tre con questa, non me ne vogliate). Sono fiumi di meraviglioso rock melodico quelli che scorrono lungo la tracklist e sfociano nelle nostre orecchie. Melodie a tratti quiete ed intime, quasi viaggi spirituali verso terre silenziose, in altri punti invece più rocciose e massicce, quasi ad indicare che per arrivare in ogni luogo di pace è necessario attraversare territori oscuri. L’opener e la seconda titletrack non convincono pienamente, ma è invece nell’introspettività di “Goodbye Elsinore” e nelle atmosfere di “We Stay Together” che Wetton ci conduce sulla retta via del migliore AOR. La voce del singer inglese è intensa e sensuale e le sue interpretazioni entrano a volte in punta di piedi, come nella bellissima “The Devil And The Opera House”, altre con l’arroganza rockettara di cui sono impregnate “The Last Night Of My Life” e “New Star Rising”. L’album tocca un picco incredibile con l’ultima “Mighty Rivers”, il brano più creativo ed emozionalmente forte di tutto il lotto. Songwriting e testi funzionano benissimo, tuttavia la produzione non è freschissima: “Raised In Captivity” suona molto anni ’80 e le chitarre non graffiano abbastanza, ma non possiamo bocciare un disco per questo, sia chiaro.
Possiamo invece… Andarlo a comprare, per esempio.
Un AOR intimo e personale, un po’ come gli Asia, ma meno scontato, un po’ come Steve Luckater, ma meno impulsivo, un po’ come Kip Winger, ma meno curioso, un po’ alla Toto, ma con trame più spirituali e religiose. Insomma, un po’ alla John Wetton. Ecco.

Tracklist:
01. Lost For Words (featuring Steve Morse)

02. Raised In Captivity (featuring Robert Fripp)

03. Goodbye Elsinore (featuring Steve Hackett)

04. The Last Night Of My Life (featuring Alex Machacek)

05. We Stay Together

06. The Human Condition (featuring Tony Kaye)

07. Steffi’s Ring (featuring Geoff Downes)

08. The Devil And The Opera House (featuring Eddie Jobson)

09. New Star Rising (featuring Mick Box)

10. Don’t Misunderstand Me (featuring Tony Kaye)

11. Mighty Rivers (featuring Anneke Van Giersbergen)

Lineup:
John Wetton: vocals, bass guitar, acoustic guitar, keyboards
Billy Sherwood: all instruments

Sito ufficiale: www.johnwetton.co.uk
Etichetta Frontiers Records: www.frontiers.it

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