Rhapsody Of Fire (Alex Staropoli)

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Intervista Rhapsody Of Fire, Alex Staropoli

I nostri Rhapsody Of Fire sono davvero in un momento di iperattività, con due album, un EP e un tour in poco più di un anno. Il nuovo album tra l’altro vede il termine della “Dark Secret Saga” e fa chiudere alla band un periodo davvero importante. Lo scorso anno toccò al chiacchierone Luca Turilli il compito di rispondere alle nostre domande, mentre ora è la volta di un altrettanto simpatico (ma meno loquace…) Alex Staropoli! A voi!

Ciao Alex, siamo qui per parlare di un nuovo album dei Rhapsody Of Fire, a pochissima distanza dal suo predecessore “The Frozen Tears Of Angel” e con l’EP di intermezzo. Possiamo dire quindi che la vostra vena compositiva è davvero molto intensa in questo periodo? O è sempre stato così ma fattori esterni vi impedivano di mettere a frutto il tutto?

Sì, è davvero molto intensa, del resto siamo stati fermi quasi tre anni ed era il momento di produrre roba nuova. Ora però ci fermeremo per un po’ per dare la priorità all’attività live. Se vai agli inizi della nostra carriera comunque vedrai che non è una novità per noi produrre così tanto, tra “Symphony Of Enchanted Lands” e “Legendary Tales” passò un anno, diciamo che la normalità è questa anche se il singolo piazzato in mezzo può far pensare ad un super lavoro. Tra l’altro la canzone del singolo (“The Cold Embrace Of Fear”) in realtà era pronta per “The Frozen Tears Of Angel” ma vista la sua lunghezza e la sua particolare sonorità un po’ distaccata dall’album abbiamo deciso di tenerla fuori per farne un vero e proprio EP. Dopo aver risolto alcuni problemi che abbiamo avuto nella nostra carriera (e di cui non parlerò) tutto è ripreso a filare liscio e sono arrivati di conseguenza questi nuovi lavori.

Ho sentito in “From Chaos To Eternity” ben due brani in italiano oltre alla prima parte della suite “Lo Spirito Della Foresta”. Le composizioni in italiano nascono già nella nostra lingua o vengono tradotte successivamente? C’è per loro un tipo di lavorazione differente?

Ad occuparsi dei nostri testi è Luca Turilli, ma fin da subito sappiamo quali saranno i brani in italiano. Non c’è alcuna differenza, il procedimento è uguale per i due tipi di testo. Dal momento in cui Luca compone, in genere dopo l’arrivo di Fabio Lione negli studi, sappiamo sin da prima che quel particolare brano (o più di uno) sarà nella nostra lingua. Non c’è nessun tipo di lavorazione differente.

Intervista Rhapsody Of Fire, Alex Staropoli

Anche nel vostro nuovo album fornite un messaggio che ponga l’attenzione sui mali presenti in questa terra come le guerre, le violenze, i soprusi. Cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo per migliorare questa situazione?

Ci sono sicuramente persone che hanno delle grosse responsabilità e che potrebbero fare molto, ti parlo naturalmente di chi occupa posizioni “alte”, come i capi di stato. Possiamo certamente fare qualcosa anche noi, dipende molto dalla sensibilità che ognuno di noi ha. Io penso che in generale occorra avere un pensiero positivo. Io ti rispondo a questa domanda dal punto di vista personale, non dal punto di vista della band. Da anni faccio meditazione, sono stato in India due volte e ho imparato che è importante non perdere mai il rapporto mentale con noi stessi, cercare di essere sempre in sintonia e avere un vero e proprio “pensiero positivo”. I capi di stato, i leader fanno le loro azioni, noi preghiamo che le facciano bene e possiamo davvero utilizzare la nostra mente perchè loro facciano la cosa giusta. Io credo molto nei poteri della mente e tante menti che adottano insieme questo pensiero positivo contano davvero tanto. Pensa che su questo sono stati condotti anche esperimenti, specialmente con i bambini che sono molto più ricettivi di noi e più portati per queste cose. Se dieci persone riunite utilizzano questi pensieri positivi l’effetto non è semplicemente dieci volte tanto, ma è esponenziale, queste forze nascoste possono essere davvero in grado di fare tanto bene per il nostro mondo.

Avete cominciato un tour mondiale lo scorso autunno mi pare. Che effetto è stato per voi l’essere di nuovo in tour?

E’ stato bellissimo, specialmente dopo così tanti anni. Era già stato meraviglioso trovarsi tutti assieme per provare, dopo pochi giorni eravamo già prontissimi, completamente a nostro agio e – sopratutto in Europa – gasatissimi!

Ero presente alla vostra data di Bologna e sono rimasto un po’ colpito dalla mancanza totale di scenografia. Come mai? Puntavate direttamente sulla musica? E’ stata una scelta voluta?

La scenografia del 2002 era stata fatta su misura per noi ma era stata smantellata, non potevamo più utilizzarla dopo così tanti anni. C’erano tante difficoltà nel crearne una nuova, si tratta di roba proibitiva da trasportare in aereo e difficilmente realizzabile se pensi che il tour è andato in Russia, Cina, Sud America ed Europa. Pertanto abbiamo optato per backdrops e cose facilmente trasportabili. Per noi la dimensione visiva rimane importantissima e speriamo di poter superare questi problemi in futuro!

Intervista Rhapsody Of Fire, Alex Staropoli

Riguardo alle date italiane ti vorrei chiedere come le hai vissute, so per certo che almeno alla data di Bologna era presente la tua famiglia.

Sono state date molto belle, pensa che mio papà non mi aveva mai visto suonare con la band! E poi c’erano anche parenti ed amici di famiglia. Le date italiane sono sempre una sorpresa, non ci aspettavamo tanto calore e così tanta affluenza dopo così tanti anni di assenza!

Con l’arrivo del nuovo album a distanza così breve è già previsto un nuovo tour o qualche data live estiva?

Avremo cinque date estive ben selezionate, tra cui il Wacken, il Graspop e il Masters Of Rock in Rep.Ceca. Dopo queste l’attività live diverrà prioritaria e a partire dal prossimo autunno ricominceremo con il tour, inizialmente oltreoceano come abbiamo fatto lo scorso anno cercando comunque di toccare nuovi posti dove non siamo stati nel 2010, come gli Usa e il Canada. Dovremmo tornare in Europa subito dopo, ipotizzo quindi a primavera del 2012. Ti faccio queste anticipazioni ma potrebbero subire variazioni perchè non c’è ancora nulla di ufficiale.

Ho chiesto l’anno scorso a Luca cosa si ricordasse della vostra prima data in assoluto, al Palalido di Milano, anno 2000. Ci ha dovuto pensare un bel po! Tu hai una memoria migliore?

Ahah! Con me non vai tanto meglio, ho davvero poca memoria e di quell’evento ricordo poco o niente! Ti posso dire che fu un tour estenuante e che data la nostra inesperienza poteva andare meglio. La situazione ci stava un po’ stretta, eravamo la prima band italiana ad avere successo nel mondo metal e i fans erano molto ricettivi e ci conoscevano. Ti posso dire comunque che non avere un nostro fonico (la band utilizzava il fonico degli Stratovarius, n.d.r.) fu pura follia.

Intervista Rhapsody Of Fire, Alex Staropoli

Andiamo al passato remoto, cioè al vostro librone di “Dawn Of Victory” del 2000. Ti chiesero i tuoi brani preferiti di allora e ne citasti diversi, dalla heavy “Holy Thunderforce”, alla complessa “Dark Tower Of Abyss”, alla più diretta “Emerald Sword” fino a “Where Dragons Fly”. Ancora oggi sono tra i tuoi brani preferiti o nel corso di dieci anni sono stati sostituiti?

Ma guarda, a distanza di così tanti anni non vedo gli album come “insieme di canzoni” ma come “entità uniche”. Mi concentro più sull’interezza degli album più che sui singoli brani preferiti. Avendoci lavorato sopra è dura scegliere, davvero difficile. Le canzoni che avevo citato sono tuttora tra le mie preferite ma ce ne sono tante altre, abbiamo sempre cercato di comporre delle chicche e aggiungo a queste anche “Flames Of Revenge” e “Erian’s Mystical Rhymes”
Gli album li metto tutti allo stesso livello, anche se considero “The Frozen Tears Of Angels” un gradino al di sopra degli altri per via della svolta sonora che abbiamo intrapreso. Tieni conto anche che nel corso di tutti questi anni abbiamo avuto la fortuna di avere sempre libertà compositiva, quindi ogni album con queste premesse diventa importante.
Anche per questo “From Chaos To Eternity” abbiamo fatto una cosa che può sembrare da poco ma invece ci ha consentito una tranquillità notevole: abbiamo registrato quasi tutto a Trieste spostando la produzione a casa nostra, quindi la situazione era davvero rilassante e di questo ne ha beneficiato l’album.

Io sono un vostro fan da tanti anni. Secondo te essere recensiti da un fan è un bene o un male? Può essere un’arma a doppio taglio?

Le recensioni sono sempre importanti, sia che siano fatte da fan che da non fan. Esse sono sicuramente in grado di influenzare chi le legge e naturalmente sono legate alle emozioni che prova quella persona. Io le apprezzo molto quando sono scritte bene, al di là del fatto che siano positive o negative. Mi piacciono anzi i commenti che stuzzicano, però devono essere ben scritti. Chi le fa, se è veramente bravo, deve usare le parole giuste per fare riflettere.

Cosa ascolta di heavy metal Alex Staropoli?

Non ascolto nulla di heavy metal, ahah! Però ti dico una cosa che sto dicendo a tutti: ascolto solo gli Alter Bridge, non so se li conosci. Ho cominciato a conoscerli perchè sono un appassionato di wrestling e le loro musiche sono state utilizzate diverse volte in quell’ambito (la canzone “Metalingus” era l’entrata di Edge, n.d.r.). Pensa che il loro primo album l’ho ascoltato per tre anni, sanno suonare e sono bravi.

Intervista Rhapsody Of Fire, Alex Staropoli

Si è parlato a lungo del tuo album solista e ho letto con molto dispiacere che è tutto saltato a causa della morte di Midnight, che aveva cantato sui tuoi brani. Nelle scorse interviste c’era ancora tanta emozione dovuta alla scomparsa dell’artista, ora con la mente più lucida puoi dirci cosa ne sarà di quei brani e di un tuo nuovo eventuale album solista?

Certo. La notizia della scomparsa di Midnight mi ha sconvolto. Era stato ospite a casa mia per due mesi, in un ambito lavorativo e familiare fatto su misura per lui. Io e mio fratello Manuel siamo stati anche in Florida da lui per un certo periodo. Lui ascoltava i miei brani e ci scriveva sopra i testi, aver saputo che non c’era più è stato un bruttissimo momento, è stata dura riprendersi perchè mi sono reso conto che eravamo parecchio legati. In seguito parlai con mio fratello, avevamo un profondo dispiacere nel lasciare quei brani dimenticati, quindi ci siamo detti che avremmo cercato un altro cantante e saremmo andati avanti con la produzione. Abbiamo tanti brani pronti, è un disco con una forte impronta heavy ed è diverso dalla complessita dei Rhapsody. Non ho intenzione di vederlo come un progetto solista di un solo album, ma come una vera e propria band, con Manuel al basso.

A proposito di Manuel, che so essere un valente polistrumentista. Come mai non avete pensato a lui quando – tanti anni fa – siete rimasti senza bassista?

Manuel è un ottimo polistrumentista, ma non è un suonatore di basso professionista, non era il tipo di musicista che cercavamo noi. E tra l’altro Manuel è sempre estremamente impegnato e non so se ci sarebbe stata la possibilità di averlo a tempo pieno. Non so se lo sai, ma è proprio mio fratello che diede a me e a Luca l’impulso per formare i Rhapsody! Lui suonava il clavicembalo e ci faceva sempre sentire i suoi brani. Quando cominciò a fare i suoi primi concertini io e Luca andammo a vederlo diverse volte e la sua musica medievale ci colpì a tal punto da… mettere su una band, ahah!

Ok Alex, l’intervista è finita, ti ringrazio per la tua disponibilità e spero di potervi incontrare di nuovo a breve! Una curiosità, visto che mi hai detto che ora ti appresti a cenare: qual è il tuo menu di stasera?

Ahah! Questa sera risotto al pomodoro e filetto! Un grazie a tutti voi e a presto!

Sito ufficiale: www.rhapsodyoffire.com
Recensione di “From Chaos To Eternity” su EP qui

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