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Tredegar – Tredegar (1986)

Pubblicato il 5/09/2011 da in Classici | 0 commenti

Titolo: Tredegar
Autore: Tredegar
Genere: NWOBHM
Anno: 1986
Voto: 8+

Visualizzazioni post:251

Se è vero che per ogni genere musicale esistono delle bands di maggiore successo, quelle che sono entrate a pieno diritto nella storia e il cui seguito è ancora forte anche a distanza di molti anni dalla loro formazione, è anche vero che la reale grandezza di un movimento artistico è da valutare andando a pescare nell’underground che ha caratterizzato un certo stile musicale. Alla ricerca di una possibile “gemma nascosta”, mi sono imbattuto in questo lavoro discografico omonimo degli inglesi Tredegar, che vantavano in line-up il bravo Carl Sentence alla voce, almeno in questo album di debutto. Questo progetto musicale è il parto artistico di due ex membri dei grandi Budgie: il drummer Ray Phillips e il bravissimo chitarrista Tony Bourge; in un pezzo è anche presente il grande vocalist Russ North: colui che dopo aver registrato con i Tredegar, regalò la sua splendida voce ai Cloven Hoof di Lee Payne per aiutarli a realizzare i migliori dischi della loro discografia, ovvero il portentoso “Dominator” e il capolavoro “A Sultan’s Ransom”. Questo disco dei Tredegar parte subito alla grande con la catchy “Duma”, un pezzo che pare perfetto per un’esecuzione dal vivo, un up-tempo non veloce, ma frizzante, e dal chorus memorabile che, nonostante l’atmosfera piuttosto rock, fa subito trasparire la vena epica dell’ugola di Sentence. Quella che era una sezione ritmica piuttosto elementare nella opening song pare svegliarsi decisamente con la successiva “The Alchemist”, ancora più sostenuta nelle ritmiche, ma anche decisamente dinamica e farcita di interessanti parti soliste che la fanno arrivare al traguardo dei sette minuti senza mai stancare. “Way Of The Warrior” è forse la più tipica canzone del disco: una fast song in puro NWOBHM che si lascia ascoltare con piacere, ma che al cospetto dei tanti pezzi più convincenti può tranquillamente essere etichettata come filler di buon livello. Di ben altra pasta è fatta “Richard III”, con Sentence a mostrare l’espressività della sua voce e la sua abilità nel trovare belle linee vocali in un inizio arpeggiato particolarmente epico e doomy, che fa da preludio a una metal song molto dinamica e ricca di cambi di tempo con parti musicali che richiamano nelle chitarre addirittura i Mercyful Fate. Forte di un cantante di questo livello, anche “Battle Of Bosworth” comincia con un cantato caldo molto tranquillo su una intro di chitarra pulita, e anche in questo caso il brano prende velocità e dà modo a Tony Bourge e a Andy Wood (successivamente anch’egli nei Cloven Hoof) di mostrare di che pasta sono fatti alle sei corde. “The Jester” sembra una traccia di “Dominator” dei Cloven Hoof, e la cosa non può che essere un complimento, con una menzione particolare per la outro di chitarra solista con un lungo solo neoclassico che trasuda un certo pathos: una costante per un disco positivamente sorprendente suonato da musicisti di talento. “Which Way To Go” è un’altra sorpresa, nonchè una delle perle del disco, con Russ North che comincia a cantare come se si trattasse di una raffinata ballata pop, che però diventa ben presto una sorta di prog metal song davvero raffinata e interessante, con chitarre soliste pregevoli e graziate da un notevole gusto compositivo. La voce di Russ impressiona per i suoi diversi colori ed è evidente come il desiderio di intraprendere una strada solista (che gli fece anche abbandonare i Cloven Hoof), lontana dalle sonorità metal, appaia del tutto comprensibile alla luce di un simile talento (“Which Way To Go It’s All In Your Mind” dice la canzone, “la strada dove andare è tutta nella tua mente”). “Wheels”, che è l’ultima composizione cantata del disco, è forse la meno impressionante del lotto: anche se Carl Sentence mostra tutta la sua potenza in un bel chorus per l’ennesima volta, ci pensano comunque le chitarre a rubare la scena, con la solita pioggia di note. Erano tempi in cui gli assoli trovavano una collocazione di rilievo in ogni brano di un disco. Chiude l’album il divertissement di “Sabre Dance” (ex Budgie), una cover di un celebre motivo (presente solo in questa versione remixed dell’album), fatta per dare la possibilità a chitarre soliste, particolarmente attive, di divertire e divertirsi ancora un po’. Quando si dice “trovare un tesoro nascosto”. L’idea che là fuori esistano altre perle sconosciute da scoprire mi rende un po’ più felice e la dice tutta sulla ricchezza artistica della NWOBHM. Grazie Tredegar.

Tracklist:
1. Duma
2. The Alchemist
3. Way of the Warrior
4. Richard III
5. Battle of Bosworth
6. The Jester
7. Which Way to Go
8. Wheels

Lineup:
Carl Sentence – voce (session)
Tony Bourge – chitarra
Andy Wood – chitarra
Tom Prince – basso
Ray Phillips – batteria

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