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Rage Against The Machine – Rage Against The Machine (1992)

Pubblicato il 19/09/2011 da in Classici | 0 commenti

Titolo: Rage Against The Machine
Autore: Rage Against The Machine
Genere: Alternative Metal
Anno: 1992
Voto: 10

Visualizzazioni post:215

L’anno 1992 ha visto la pubblicazione di un disco in seguito al quale nulla, nel mondo del metal, sarebbe stato lo stesso. Ma procediamo con ordine: formatisi nel 1991 a Los Angeles, i Rage Against The Machine saltano subito all’occhio per l’estrema varietà di etnie che riuniscono nel loro quartetto: ci sono il vocalist Zack De La Rocha, di orgini messicane e figlio di un artista di murales; Tom Morello, chitarrista prodigioso di origini italiane e keniote; Brad Wilk, il batterista, un nativo d’America; e Tim Commerford, l’ipertatuato bassista e unico americano del combo.
La musica dei RATM spicca subito per la potenza che sprigiona e per il particolare quanto azzeccato mix di generi: la parte strumentale si rifà all’hard rock più pesante, ma è ulteriormente arricchito dalle geniali chitarre di Tom Morello che, seppur autodidatta, riesce a sfruttare le sei corde e i pedali in un modo che praticamente nessuno è riuscito ad eguagliare, donando alla sua band una caratteristica unica che permette di riconoscerli tra mille. Sopra a tutto questo, la voce rabbiosa di De La Rocha rappa testi ultra-impegnati, che criticano aspramente la società e la politica americane, attirando orde di gente altrettanto stanca dell’ “American Dream” e che affollerà i concerti dei RATM a pugno alzato.
Il debutto dei Rage è aperto da “Bombtrack”, un’iniezione di potenza e adrenalina che arriva in piena epoca grunge a scuotere gli animi e infondere un po’ di sana rabbia e voglia di ribellione. Neanche il tempo di riprendersi ed è il momento di “Killing In The Name”, il pezzo forse più rappresentativo della loro opera, diventato un inno per tutti i loro fan, con il verso “Fuck you I won’t do what you tell me!” che rispecchiava, e continua ad essere più che attuale, i sentimenti di tantissime persone.
“Take The Power Back” come è intuibile incita una sorta di rivolta popolare, incitando i cittadini a riprendere in mano le loro vite, a decidere su di esse invece di “subire” e basta.
Arriva quindi “Settle For Nothing”, l’unico brano lento concesso al disco in cui Zack abbandona il rap in favore di un cantato più lineare carico di pathos in cui, mista alla rabbia, sembra quasi di scorgere una vena di disperazione. Tutto ciò viene subito spazzato via dal basso funky di “Bullet In Your Head”, pezzo che critica chi prende per buono tutto ciò che gli viene detto senza porsi domande e obbedendo a qualunque cosa (“They say jump you say how high”).
“Know Your Enemy” figura tra i pezzi più belli del disco (anche se scegliere i migliori è veramente un’impresa, trattandosi di un album che non sbaglia un colpo): fa della chitarra grattante e della ritmica incalzate i suoi punti di forza. Un’altra particolarità legata a questa canzone è la presenza, alle backing vocals, di Maynard James Keenan, in seguito diventato l’idolatrato cantante dei Tool.
“Wake Up” presenta un ottimo crescendo musicale mentre in “Fistful Of Steel” la chitarra di Morello sembra quasi una sirena tanto è distorta e il ritmo è nuovamente funkeggiante, con un ritornello accattivante e l’immancabile assolo; a metà la canzone cambia tempo, facendosi più “tesa” con la chitarra che incalza, rendendo questo un brano molto particolare ed elaborato. “Township Rebellion” ha ritmi serrati, il basso la fa da padrone e il rap di De La Rocha è più accentuato che mai.
A concludere l’album “Freedom”, altro capolavoro ad opera RATM dal titolo più che eloquente che conclude in maniera eccelsa un album a cui spettava un finale esattamente di questo calibro. Da notare come questo brano dal vivo venga ulteriormente valorizzato, con quel “Anger is a gift” urlanto anziché essere sussurrato.
I Rage Against The Machine non furono solo “apparenza”, anzi con le loro provocazioni e le prese di difesa di personaggi scomodi come Mumia Abu-Jamal incorsero in molte censure, fino all’oscuramento del sito internet.
Musicalmente si sono dovuti aspettare altri quattro anni per la pubblicazione di “Evil Empire”, disco ottimo che tuttavia non raggiunge le vette geniali del predecessore. Dopo “The Battle Of Los Angeles”, contenente una serie di bellissimi pezzi, e “Renegades”, raccolta di cover, il gruppo si scioglie. Mentre del vocalist si perdono le tracce, Morello, Wilk e Commerford danno vita agli Audioslave assieme a Chris Cornell (ex Soundgarden) con cui pubblicano tre album (in quel periodo escono anche un cd e dvd live dei RATM).
Nel 2010 tuttavia i Rage Against The Machine tornato in attività, con grande gioia dei fan che li ritrovano in piena forma, là dove li avevano lasciati.

Tracklist:
1. Bombtrack
2. Killing In The Name
3. Take The Power Back
4. Settle For Nothing
5. Bullet In The Head
6. Know Your Enemy
7. Wake Up
8. Fistful Of Steel
9. Township Rebellion
10. Freedom

Lineup:
Zack De La Rocha – voce
Tom Morello – chitarra
Tim Commerford – basso
Brad Wilk – batteria

Sito ufficiale: www.ratm.com

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