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Tuchulcha – Reflection Of God (2011)

Pubblicato il 3/10/2011 da in Demo | 0 commenti

Titolo: Reflection Of God
Autore: Tuchulcha
Genere: Death Metal
Anno: 2011
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:290

La Toscana è sempre stata fucina per buona parte delle leve metalliche dello stivale, e tutt’ora è inarrestabile la mole di band che con perizia e dedizione si getta nel nostro fin troppo sottovalutato universo underground; non importa il genere di riferimento, conta la voglia e la passione che si viene ad infondere col tempo alla propria creatura.
I Tuchulcha non si fermano a questo: arrivano ad ispirarsi ad antiche divinità della propria terra (da una di esse il loro monicker, il nome di un demone etrusco), quasi ad affermare nuovamente la propria identità territoriale, ricamandone intorno trame death metal concepite con cognizione ed arrangiate con cura e dovizia di particolari, le quali ci narrano storie direttamente dalla loro Etruria, condite con la brutalità sprigionata dalle composizioni della band.
Di certo non siamo alle prese con gente alle prime armi, considerato come una sorta di primo embrione dei nostri sia nato ormai 20 anni fa a Volterra, con David Borghi ed Enrico Sabatini alle prese con i Carnefix, della stessa pasta dei Tuchulcha. Alcuni cambi di orizzonte e vedute hanno caratterizzato le due passate decadi, per tornare nel 2008 alle prese con il “primo amore”, a tal punto da cambiare il nome adottato nel periodo di transizione, Grief Industries, in Tuchulcha, per sottolineare la direzione musicale intrapresa che guardava alle origini della band, e ricalcare la propria provenienza, come già introdotto.
Un death metal di stampo 90s, niente a che spartire con le nuove leve, e tanto meno con quel filone che ultimamente ha cominciato e continua a miscelare il metallo della morte con il più pacchiano metalcore. Si parla di band come Obituary, Autopsy, Master, per intenderci, quindi il versante americano e più precisamente floridiano del termine, con agonizzanti ed intensi mid tempos, per non parlare delle parti più doom oriented, che inculcano un sapore funereo e cavernoso alle tracce.
Sono quattro i brani contenuti in “Reflection Of God”, più una breve intro ed una breve outro, per 20 minuti di musica diretta e senza fronzoli, “in your face” come si suole dire. Provate a gettarvi a capofitto nell’ascolto di brani come la rombante titletrack, la compatta “Odium” o l’aggressiva “Burning In Velathri”, pregne di cupi presagi e perfette nel loro compito di imbastire un sottofondo musicale degno della storia che raccontano, con Emiliano Pasquinelli a riversare nel microfono tutta la rabbia che ha in corpo.
Non si può dire che i Tuchulcha inventino qualcosa di nuovo o apportino grandi cambiamenti al genere; anzi, i nostri sono più che mai legati ad una “visione antica”, e poco importa se i brani suonino retrò e non mostrino particolare originalità. Non è certamente l’intento primario, e dopo 20 anni di permanenza nell’underground dello stivale, il quintetto ne è consapevole.
Una nuova realtà che rende fieri del nostro piccolo universo metal, e ci regala buona musica senza voler strafare e senza cercare a tutti i costi di risultare la nuova grande sensazione del momento, con quell’umiltà che manca a molte delle giovani band che “infestano” il panorama odierno… supporto!

Tracklist:
1. Nuna (Intro)
2. Reflection Of God
3. Odium
4. Burning In Velathri
5. As The Water Fall
6. Akvil (Outro)

Lineup:
Emiliano Pasquinelli – Vocals
Enrico Sabatini – Guitar
David Borghi – Bass Guitar
Francesco Frosali – Guitar
Federico Dello Sbarba – Drums

Myspace: www.myspace.com/tuchulcha

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