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Arkona – Slovo (2011)

Pubblicato il 5/10/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Slovo
Autore: Arkona
Genere: Pagan Folk Metal
Anno: 2011
Voto: 8

Visualizzazioni post:207

A distanza di pochissimi mesi dall’EP “Stenka Na Stenku”, gli Arkona tornano ad illuminare la scena folk metal con un nuovo, singolare lavoro. “Slovo”, che prende il nome dalla decima traccia dell’album, potrebbe ad un primo ascolto superficiale sembrare qualcosa di semplice e scontato, ma, con un po’ di pazienza e attenzione, ci si rende conto di essere di fronte ad un sorprendente “calderone” che contiene ingredienti folk, ritmi impetuosi, sfumature epiche, vivaci melodie e sussurri sinistri.
L’intro molto epico, che potrebbe benissimo essere scambiato per la colonna sonora di un film, procede a ritmo incalzante finchè non si trasforma in una delicata melodia eseguita da una cornamusa (strumento che ritorna spesso nei vari brani dell’album). Questo calmo intermezzo viene poi travolto da una marcia pressante, perfetta per introdurre la maestosa “Arkaim” (che è il nome di una città slava dell’antichità). Qui la band riesce a destreggiarsi bene tra parti veloci, solenni strofe cantate in coro, voce growl accompagnata da pesanti chitarre distorte, melodie eseguite da flauto o cornamusa e parti dominate dal violino. L’alternanza di parti growl a parti cantante in pulito, due delle numerose doti dell’abilissima Masha, arricchiscono molti brani tra cui “Bol’no Mne” (“Mi fa male”), dove spiccano anche le struggenti arcate dei violini. Altri brani, invece, come “Leshiy” (nome di uno spirito della foresta appartenente alla mitologia slava), il cui inizio sembrerebbe quasi l’accompagnamento di una festa di paese russa, e l’ormai nota “Stenka Na Stenku” (che vuol dire “muro su muro” ed è il nome di un gioco di combattimento russo), sono notevolmente allegre e fortemente influenzate dalla musica folk. La spensieratezza e il brio di queste tracce sono tali da farci quasi venire voglia di ballare, magari intorno ad un bel fuoco. “Zakliatie” (Incantesimo), “Predok” (L’antenato) e “Potomok” (Il discendente), invece, sono brani molto particolari: interessanti per chi conosce il russo (perché sono rispettivamente una preghiera al dio Rod, un’invocazione ad un antenato e le parole di un bambino appena venuto al mondo) e misteriosi per gli altri. Si tratta di frasi sussurrate, nei primi due casi dalla stessa Masha e nel terzo da un bambino, elemento che rende il brano ancora più inquietante e sinistro. “Tam Za Tumanami” (Là dietro la nebbia) e “Vo Moiom Sadochke…” (Nel mio giardino) sono acustiche e interamente cantate in pulito: sembrerebbero le meno significative dell’album, ma probabilmente sono ballate ripescate dalla cultura russa e “nodi” utili in quel filo che costituisce questo album e che porterà all’ultimo brano, simile a questi. La traccia che dà il nome all’album (“La parola”) si distingue dalle altre per la continua presenza di flauti (il cui suono ricorda molto lo stile degli Eluveitie) che eseguono un motivo orecchiabile, accompagnati da una chitarra acustica alternata a chitarre distorte e poi sostituiti da una cornamusa che fa un curioso duetto con una chitarra elettrica. La cornamusa è invece protagonista in “Odna” (“Sola”), dove esegue una melodia molto coinvolgente che facilmente vi rimarrà in testa, e la ritroviamo anche in brani come “Nikogda” (Mai) e “Zimushka” (Inverno), che conclude l’album in maniera perfetta. Si tratta, infatti, di una melodia ciclica dal ritmo cadenzato che alterna due voci a una cornamusa, aiutate nella seconda metà della traccia da chitarre e batteria. Ascoltando quindi con attenzione questo lavoro, è facile capire come anche questa volta gli Arkona siano riusciti a conservare la loro originalità, grazie all’inconfondibile capacità di spaziare in quell’oceano intrigante che è la cultura russa e mescolarlo con quel folk metal che si sta diffondendo molto ultimamente, senza mai cadere nella banalità e rimanendo sempre distaccati da tutti gli altri gruppi del genere. Insomma, un album che non mancherà negli scaffali dei fan degli Arkona e che molto probabilmente incuriosirà anche chi non li conosce o chi non ama il genere… Provare per credere!

Tracklist:
1. Az’
2. Arkaim
3. Bol’no mne
4. Leshiy
5. Zakliatie
6. Predok
7. Nikogda
8. Tam za tumanami
9. Potomok
10. Slovo
11. Odna
12. Vo moiom sadochke…
13. Stenka na Stenku
14. Zimushka

Lineup:
Masha “Scream” Arhipova – Vocals
Sergei “Lazar” – Guitars
Ruslan “Kniaz” – Bass
Vlad “Artist” – Keyboards, Drums
Vladimir “Volk” – Wind instruments

Sito ufficiale: www.arkona-russia.com
Myspace: www.myspace.com/arkonarussia
Etichetta Napalm Records – www.napalmrecords.com

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