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Labyrinthus Noctis – DUNNOS (2011)

Pubblicato il 11/10/2011 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: DUNNOS
Autore: Labyrinthus Noctis
Genere: Gothic / Doom Metal
Anno: 2011
Voto: 7

Visualizzazioni post:163

Per poter apprezzare la musica dei Labyrinthus Noctis, band milanese attiva dal 2002, è necessaria una buona dose di passione per il genere musicale proposto o se non altro almeno una certa predisposizione “umorale”. Ammetto che in questo momento mi trovo a corto sia dell’una che dell’altra, ma proverò lo stesso a “giudicare” (passatemi il termine) questo disco il più obiettivamente possibile.
Per quanto riguarda il tipo di musica, i Labyrinthus Noctis (che tra l’altro è anche il nome di una regione di Marte) partono dal classico metal melodico con voce femminile e vi apportano qualche modifica, come atmosfere meno “piene” di tastiere, valorizzando maggiormente l’uso della chitarra classica.
La durata media delle canzoni è decisamente alta: ammonta infatti a 9 minuti, il che rende il disco ancora meno fruibile da chi predilige uno schema più classico; non bisogna però per questo ignorare i molti elementi validi dell’album, a partire dall’ottima atmosfera, che oserei definire quasi psichedelica, della parte centrale di “Apostron”, o la bellissima “Unholy Susan”, affidata ad un cantato maschile e dal sapore vagamente new wave donatole dalle tastiere “spaziali” e dalla voce leggermente modificata. “Cold Altair”, posizionata proprio al centro del disco, è il brano più ambizioso: tocca infatti i 12 minuti di durata, durante i quali vengono alternati stili diversi: si parte dall’acustico per arrivare ad uno sviluppo dai già citati richiami new-wave, culminando in un assolo di chitarra elettrica che pian piano ci riaccompagna ai lidi acustici e alla voce sognante dell’inizio. Esperimento però non del tutto riuscito, in quanto le varie parti sono troppo slegate tra loro come se si trattasse di canzoni differenti e la lunghezza stessa del brano accentua questa sensazione.
A questo punto viene proposta una cover di “She Said Destroy” dei Death In June, resa un po’ più movimentata ma che rimane fondamentalmente fedele all’originale e per questo forse sarebbe stato meglio posizionarla a fine disco come “extra” e non come parte integrante dello stesso. Da menzionare anche “Rainbow You Leave”, che si sviluppa in modo diverso rispetto agli altri pezzi, mostrando anche un cantato differente da parte di Luna che personalmente trovo molto più incisivo, ispirato e particolare: insomma, uno degli episodi di “DUNNOS”. Dopo “Solaris” il disco si chiude con “Esistential Black-Out”, quasi tutta strumentale.
Possiamo dunque constatare come “DUNNOS” racchiuda in sé molti ottimi spunti, alcuni dei quali sono stati sviluppati in modo soddisfacente mentre altri restano per ora degli embrioni da cui partire per creare qualcosa di molto più che buono.

Tracklist:
1. DUNNOS
2. Apastron
3. Infinity Behind The Apses
4. Unholy Susan
5. Cold Altari
6. She Said Destroy (Death In June cover)
7. Periastron
8. Rainbow You Leave
9. Solaris
10. Esistential Black-Out

Lineup:
Luna – voce
Aldo – batteria
Frank – basso
Ark – tastiere
Moreno – chitarra

Sito ufficiale: www.labyrinthusnoctis.com
Myspace: www.myspace.com/labyrinthusnoctis
Facebook: www.facebook.com/LabyrinthusNoctis

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