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26/09/2011‏ : Enter Shikari + Your Demise + Let Live (Milano)

Pubblicato il 14/10/2011 da in Live report | 0 commenti


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26/09/2011‏ : Enter Shikari + Your Demise + Let Live (Alcatraz, Milano)

Live report Enter Shikari, Milano

Idolatrati in gran parte delle terre emerse come una delle band più sperimentali, originali ed innovative uscite negli ultimi anni, giungono anche in Italia gli ENTER SHIKARI. Accompagnati in quel di Milano da Your Demise e Let Live, il trance/dance-core degli inglesi attira, come prevedibile, un gran numero di ragazzini giovanissimi multicolorati e multifrangettati, facendo apparire me e il fido “Saccoa”, ventiseienni e di nero bardati, quasi degli alieni.

Entrando nel locale ecco la prima sorpresa: non si sa se per la scarsa affluenza o per permettere agli spettatori di assistere allo show dalle piattaforme rialzate della venue, il concerto viene spostato sul cosiddetto “palco b”, cioè su uno stage, posizionato sul lato destro del club, molto più piccolo di quello classico dell’Alcatraz. Se la cosa da un lato favorisce il contatto diretto tra bands e pubblico, dall’altro penalizza di molto la vivibilità del pit, dimezzando, di fatto, lo spazio disponibile per i fan. La scelta, tuttavia, si rivela azzeccata, in quanto la non propriamente oceanica folla viene raccolta perfettamente di fronte alle assi calcate dai propri beniamini, che anzi si divertiranno più volte durante lo spettacolo a lanciarsi in stage diving.

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La serata viene aperta dai LET LIVE, giovane band californiana dedita a un post-hardcore melodico di scuola Glassjaw – iana, che nella mezz’oretta a sua disposizione riesce, a dire il vero, a coinvolgere solo relativamente gli astanti. Nonostante, infatti, una presenza scenica di tutto rispetto, il set degli statunitensi si rivela presto ripetitivo e senza mordente, e l’istrionica e folle prestazione del frontman Jason Butler non è sufficiente, da sola, a salvare la situazione. Sottolineando comunque di non trovarci di fronte ad una band scandalosa o meritevole di lanci di pomodori, possiamo dire di aver assistito ad una prova sottotono, sicuramente inferiore a quelle che seguiranno.

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Dopo un rapido cambio palco è il turno degli YOUR DEMISE. Decisamente più sicuri sul palco di chi li aveva preceduti, i cinque di St. Albans attaccano subito forte, e sulle prime note dell’anthemica “Scared Of The Light”, i kids accorsi iniziano a muoversi incessantemente, con le tipiche mosse (un po’ ridicole a volte) two step/violent dance che contraddistinguono l’hardcore di matrice newyorkese in cui si possono collocare i britannici. Benchè non in uno stato di grazia paragonabile a quello mostrato nella loro esibizione a Torino due anni prima, Ed McRae e soci sanno esattamente come intrattenere la fetta di pubblico accorsa apposta per loro, e tra stage diving, incitamenti a vari walls of death e circle pits, le prime file hanno sicuramente il divertimento assicurato. Il set degli albionici scorre veloce e senza pause e la mortifera doppietta finale “Miles Away”/” The Kids We Used To Be” chiude un’esibizione sicuramente non eccelsa, ma perfetta come antipasto in attesa degli acclamatissimi headliners di serata.

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Con un Alcatraz finalmente discretamente pieno, è il turno degli ENTER SHIKARI. Forte di due album di successo come “Take To The Skies” e “Common Dreads” e di una manciata di brani più o meno inediti non contenuti in Lp ufficiali, il quartetto inglese ha gioco facile nel tenere in pugno una platea estasiata dalla prima all’ultima nota. Partendo in quarta con la nuova “Destabilise”, la festa vera e propria inizia con la successiva e classicissima “Mothership”, che vede al suo interno i primi richiami a ritmi puramente drum’n’bass/dubstep, che deflagrano definitivamente nella successiva accoppiata “Zzonked”/”Havoc A”. Sempre in bilico tra breakdowns, vocalizzi metalcore e vere e proprie esplosioni elettroniche (spesso anche improvvisate e differenti da quelle registrate in studio) Rou Reynolds e compagni mixano perfettamente songs del passato come “Return To Energizer” e “No Sssweat” (durante la quale si scatena il consueto gigantesco circle pit) e pezzi di nuova fattura come “Arguing With Thermometers” e “Quelle Surprise”, con un occhio anche a “Common Dreads”, omaggiato con perle come “No Sleep Tonight” e la rara “Gap In The Fence”. Dopo dieci minuti in cui l’Alcatraz torna al suo utilizzo principale di discoteca con “Sssnakepit”, arriva uno dei momenti più attesi e il risuonare delle prime note di “Sorry You’re Not A Winner” fa perdere i freni inibitori anche agli avventori più tranquilli e pacifici, con un pogo violento come non si era ancora visto fino a quel momento. Arrivano cosi i saluti finali e, dopo una piccola consueta pausa per rifiatare, è il momento di “Juggernauts”, forse attualmente la canzone più nota e divertente della band, suonata anch’essa perfettamente.

Un concerto di un’intensità incredibile, da parte di una band in forma smagliante e forte di un songwriting vincente e incredibilmente originale e coinvolgente. In attesa della conferma (e definitiva consacrazione) del terzo album, non si può che parlar bene di questi ragazzi, sicuramente una delle next big thing negli anni a venire.

Si ringrazia Ricky “Saccoa” per la collaborazione.

Ecco di seguito altre foto della serata.
Your Demise:

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Enter Shikari:

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