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04/10/2011 : Out Of The Dark Fest (Milano)

Pubblicato il 20/10/2011 da in Live report | 0 commenti


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04/10/2011 : Out Of The Dark Fest (Milano)

Live report Out Of The Dark Fest, Milano

C’è chi ai concerti si diletta a raccogliere foto e autografi, e c’è chi ama raccogliere figure di m****! Si tratta proprio di me, “introversa” spettatrice dell’OUT OF THE DARK FEST, tenutosi il 4 ottobre a Milano, Alcatraz. Cercando di mettere alla prova il mio tedesco a mozziconi per fare domande e commenti “brillanti” ai membri dei gruppi ho ricavato solo occhiate perplesse o spiritose! Per fortuna il buon vecchio inglese “di scorta” mi ha salvata dall’umiliazione totale!

I gruppi che si dovrebbero succedere sul palco sono i seguenti:
Amberian Dawn (Finlandia)
Xandria (Germania)
Revamp (Olanda)
Van Canto (Germania)
Tristania (Norvegia)

Live report Out Of The Dark Fest, Milano

Arrivo sul posto verso le 19.30, e i primi due gruppi hanno già terminato la loro performance. Tuttavia, al posto dei Revamp, mi trovo ad ascoltare i SERENITY, una band austriaca symphonic metal.
Radunate sotto il palco piccolo dell’Alcatraz non ci sono più di cento persone, ma il supporto verso la band è notevole. È subito evidente che l’80% del pubblico ha interesse verso un unico gruppo: i Van Canto. Tuttavia la performance dei Serenity si svolge in modo gradevole. Il cantante Georg Neuhauser si impegna per parlare italiano e ci allieta con divertenti frasi dall’accento quasi perfetto. A scatenare l’ilarità è la presentazione del bassista: “al basso, il più grande finocchio del mondo: Fabio “fichetta” D’Amore!”.
Alcuni pezzi eseguiti sono “Fairytales”, che termina con un coro a cappella di voci maschili e femminili, sicuramente a tema con gli attesissimi Van Canto, “Reduce To Nothingness” e “State Of Siege”.

Live report Out Of The Dark Fest, Milano

Erano i più desiderati, avrebbero dovuto essere gli headliner e sicuramente si sono trovati completamente fuori luogo in un festival doom/gothic. O forse, è meglio dire che gli altri quattro gruppi erano fuori luogo in presenza dei VAN CANTO. Come sospettavo, tutto il pubblico presente nell’Alcatraz si ammassa al di sotto del palco per ascoltare dal vivo questi straordinari musicisti “a cappella”.
La loro entrata è anticipata dalle abluzioni poco raffinate del “cantante dandandan basso” scozzese Ross Thompson con una salvietta, che fortunatamente tira oltre il photo-pit, dove io sono nascosta.
I sei musicisti si dispongono in fila, uno di fianco all’altro, e il primo cantante sulla destra comincia a intonare l’intro di “If I Die In Battle”, prima traccia del loro ultimo album “Break The Silence”, uscito nel settembre 2011.
Il coro si eleva, sempre più imponente, includendo per una volta anche la voce del batterista, che tornerà in postazione per dare il via alla frenesia della canzone.
Il pubblico si carica immediatamente e i cinque cantanti dei Van Canto non hanno certo intenzione di placare i loro animi: al contrario, la seconda canzone è nientemeno che “Wishmaster”, cover a cappella dei Nightwish.

Live report Out Of The Dark Fest, Milano

Per quanto le canzoni scritte dal gruppo stesso siano di talento, quello che più ha conquistato il pubblico è stata la loro rivisitazione delle canzoni più famose, ed è ciò che i fan chiedono a gran voce.
Ad ogni modo, vedo facce ridenti tutt’intorno a me: io stessa continuo a ridere, incredula davanti alle smorfie e all’incredibile resistenza dei tre cantanti “strumentisti” nel proseguire per un intera canzone ripetendo “rakkatakka” o “dumdidumdidamdam” senza stancarsi.
Uno dei pezzi che più preferisco è “The Seller Of Souls”, seconda traccia dell’ultimo album, di cui è stato girato un video. Gli assoli di Stefan Schmidt mi lasciano sbalordita. (Successivamente, scambiando quattro chiacchiere con lui, mi rivelerà che il fonico si occupa della distorsione del microfono solo per gli assoli di “chitarra”, e si esibirà in un assolo in “pulito” con un’elasticità degna di un esperto di scioglilingua!).
Nella canzone “Black Wings Of Hate”, uno dei loro pezzi più cupi, risalta chiaramente la voce cristallina di Inga Scharf, mentre si aggiunge un ennesimo “basso” alla strumentazione di sottofondo.
Non mancano pezzi degli album vecchi come: “Sing A Metal Song”, “Rebellion”, “Last Forever”.
Verso il termine della performance i Van Canto offrono un medley ben accostato che inserisce “Master Of Puppets” nel mezzo di “The Nation”. Siamo in delirio, sul palco i cantanti non stanno fermi un momento, saltando sugli amplificatori, correndo avanti e indietro. Il batterista Bastian Emig suona in piedi per quasi tutto il tempo, incitando il pubblico. Il cantante principale, a un certo punto, si tuffa nella folla, senza smettere di cantare.
La loro esibizione si conclude infine con un vecchio pezzo mai sgradito: “Fear Of The Dark” degli Iron Maiden e, malgrado molti reclamino a gran voce “Kings Of Metal” dei Manowar, i Van Canto sono costretti (con nostro grande dispiacere) a lasciare il posto agli headliner: i Tristania.

SETLIST
1. If I Die In Battle
2. Wishmaster
3. Sing A Metal Song
4. Rebellion
5. Last Forever
6. The Seller Of Souls
7. Black Wings Of Hate
8. The Nation/Master of Puppets
9. Fear Of The Dark

Live report Out Of The Dark Fest, Milano

All’ingresso del gruppo norvegese, attivo sin dal 1996, il pubblico si è quasi completamente dileguato, e rimangono non più di cinquanta persone sotto il palco. I TRISTANIA, tuttavia, non sembrano farsi demoralizzare da questo fatto e si risolvono a dare il meglio di sé per i fan appoggiati alle transenne. La nuova voce femminile, Mariangela Demurtas, dalla Sardegna, attiva ormai da quattro anni nella band, ci rivela di essere molto emozionata nel cantare in Italia. Al contrario, il cantante Kjetil Nordhus non sembra molto felice delle sue digressioni con i fan (visto anche il fatto che non capisce un bel niente di quello che lei dice).
La musica dei Tristania è molto cupa, lenta, e tenebrosa. Le canzoni sono gradevoli, ma le linee vocali strascicate e i ruggiti dei due coristi growl trasmettono un senso di inquietudine, quasi di malessere. Talvolta l’atmosfera si risveglia con gli headbanging del bassista Ole Vistnes, che suona lo strumento con una potente distorsione.
Personalmente, la voce della cantante è troppo pungente e secca, priva di una pienezza lirica e, talvolta, negli acuti più alti si è rivelata quasi fastidiosa.
Tutto sommato, il concerto è stato gradevole, ma l’abbinamento di generi così diversi con un prezzo di ingresso così alto non ha favorito l’affluenza di un pubblico numeroso. Sicuramente se avessero separato i Van Canto dagli altri gruppi doom/gothic con un prezzo inferiore ci sarebbe stata una partecipazione più notevole.

SETLIST:
1. Year Of The Rat
2. Beyond The Veil
3. The Passing
4. The Shining Path
5. Sacrilege
6. Shadowman
7. The Wretched
8. Tender Trip On Earth
9. Exile
10. Illumination

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