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31/10/2011 : Lacuna Coil + Cayne (Grugliasco, TO)

Pubblicato il 12/11/2011 da in Live report | 0 commenti


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31/10/2011 : Lacuna Coil + Cayne – Teatro Le Serre (Grugliasco, TO)

Live report Lacuna Coil + Cayne - Grugliasco, Torino

Si tiene in un gremito Teatro le Serre di Grugliasco (To) l’ultima data del club tour italiano dei Lacuna Coil. Accompagnati dai fidi Cayne, Cristina Scabbia e compagni danno vita ad uno spettacolo sicuramente buono e piacevole, ma che non fa che confermare quanto di buono (e meno buono) si dica sul loro conto ormai da anni.

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Ad aprire la serata, come detto, i CAYNE che, per l’occasione, come poi successivamente anche gli headliners, salgono on stage con i visi completamente ricoperti da un cadaverico facepainting, in perfetto stile halloweeniano. Forti di un sound massiccio con vari richiami al gothic metal di bands come HIM, The Vision Bleak o gli stessi Lacuna Coil (di cui il chitarrista Claudio Leo è stato uno dei fondatori) i milanesi sfoderano una prestazione brillante e convincente, attingendo a piene mani dall’ultimo lavoro “Addicted Ep”, uscito a ben 10 anni di distanza dall’esordio “Old Faded Pictures”. Sicuramente a proprio agio davanti al già numeroso pubblico piemontese, il sestetto propone brani di sicuro impatto come “Togheter As One”, la giurassica “In My Eyes Return” o la potente titletrack dell’ultimo lavoro in studio, che dal vivo risultano coinvolgenti al punto giusto. Menzione particolare per il singer Giordano Adornato, molto in palla e perfettamente a suo agio nell’attirare l’attenzione dei presenti, in gran parte entusiasti davanti allo show dell’ensemble lombardo. Promossi.

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Dopo un cambio di palco a dire la verità fin troppo lungo ed estenuante, arriva finalmente il momento dei LACUNA COIL. Truccati anch’essi a mò di zombie e con il bassista Marco Coti Zelati bardato con un sanguinolento grembiule da macellaio, i meneghini attaccano subito alla grande, affidando alla celebre “Our Truth” il compito di aprire le danze, provocando un vero e proprio boato da parte degli astanti. Subito dopo troviamo “To The Edge” a bissare l’omaggio a “Karmacode”, e le successive “I Won’t Tell You” e “I’m Not Afraid” (entrambe dall’ultimo “Shallow Life”) fanno immediatamente capire che direzione avrebbe preso la serata, massimamente incentrata sull’ultimo periodo di vita del combo, relegando (forse per sempre?) all’oblio tutto il materiale pre-“Comalies”. Se infatti in molti avrebbero voluto ascoltare pezzi come “Senza Fine”, “When A Dead Man Walks”, “To Live Is To Hide”, ma anche solo una “Entwined” o una “Humane”, i sei concentrano la loro attenzione sui brani che hanno decretato la loro esplosione a livello planetario, infilando in scaletta le celeberrime “Heaven’s A Lie”, “Fragile”, “Swamped” e l’immancabile cover dei Depeche Mode “Enjoy The Silence”. C’è tuttavia spazio anche per due brani inediti e c’è da dire che se il nuovo singolo “Trip The Darkness” per chi scrive appare in versione live un po’ zoppicante, molto più riuscita risulta “Kill The Light”, molto melodica e catchy, con un ritornello facilmente ricordabile dopo pochi ascolti, affidato all’intreccio delle voci di Cristina e di un finalmente ritrovato Andrea Ferro.

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E’ a tal proposito sorprendente constatare la buona prestazione della voce maschile del combo, solitamente molto sottotono e in difficoltà, che riesce a non sfigurare davanti ad una sezione ritmica di tutto rispetto come quella formata da Coti Zelati e dal batterista Cristiano Mozzati. Discorso a parte merita Cristina Scabbia, che se da un lato per una volta non è stata apprezzata solamente per la sua bellezza (a causa del make up in stile Corey Taylor degli Slipknot che non ha aiutato a farne cogliere gli stupendi lineamenti del viso) dall’altra è sembrata un po’ giù di corda dal punto di vista puramente vocale, non splendendo come in altre occasioni. A chiudere il concerto del gruppo milanese ci pensa “Spellbound”, singolo estratto da “Shallow Life”, sicuramente tra le più belle canzoni mai composte dal combo, ma che fa strano vedere a fine scaletta, dove una band dalla carriera ormai ultradecennale potrebbe collocare uno dei vecchi cavalli di battaglia, in nome di un passato magari meno ricco e celebre, ma che sicuramente è un peccato accantonare definitivamente.

Di seguito altre foto della serata, realizzate dal nostro Andrea D’Avino.

Cayne:

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Lacuna Coil:

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