Graveworm (Stefan Fiori)

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Intervista Graveworm, Stefan Fiori

Il contratto iniziale con la Nuclear Blast, i live a Wacken e negli altri grandi festival esteri, i tour in giro per il mondo… solamente l’Italia sembra non accorgersi dei Graveworm, che proprio nel loro Paese faticano da sempre a farsi largo, preferendo le vicine Germania e Austria. Chissà che il nuovo album “Fragments Of Death” non possa far cambiare le carte in tavola al gruppo alto-atesino? Ecco intanto quello che ci racconta lo storico fondatore Stefan Fiori:

Ciao ragazzi e benvenuti sulle nostre pagine. Siamo qui per parlare del vostro nuovo album “Fragments Of Death”. Dopo qualche ascolto non posso che apprezzarne la compattezza e la furia. Non vengono comunque tralasciate le inflessioni melodiche che vi hanno sempre caratterizzato. Come presentate al pubblico questo nuovo lavoro?

Ciao a voi! Posso dirti che personalmente ritengo “Fragments Of Death” un passo indietro verso le nostre radici, mi pare di essere tornati indietro ai tempi di “Engraved In Black”, sento in questo nuovo lavoro una sorta di mix degli ultimi quattro album.

Ho sempre apprezzato molto i vostri artwork, anche quello di “Fragments Of Death” è molto bello. Come l’avete scelto e che cosa rappresenta?

Anche per “Fragments Of Death” ci siamo avvalsi della collaborazione di Dani / Archetype come per il precedente “(N)Utopia”. Dani conosceva solamente il titolo dell’album e aveva i testi delle canzoni, è venuta a lui l’idea di questo angelo. Questo personaggio è l’esatto contrario di quello che vedevi sulla copertina di “(N)Utopia”, quell’angelo infatti era sinomimo di speranza, questo invece è più un “angelo della morte”, che raccoglie i puzzle singoli che la morte ha lasciato. Molto dark e malvagio…

Intervista Graveworm, Stefan Fiori

Il nuovo album segna se non sbaglio il ritorno alla Nuclear Blast dopo la parentesi con la Massacre Records. Come mai questo ritorno alla Nuclear? Non siete rimasti soddisfatti del lavoro della Massacre Records?

Tutto è accaduto per caso. Sono sempre stato in contatto con Markus Wosgien della Nuclear Blast che considero un vero e proprio amico. All´inizio dell’anno ci siamo sentiti e mi ha chiesto come stava andando e gli ho detto che eravamo quasi pronti a ritornare in studio. Dopo un po’ di chiacchere e pensieri del passato mi ha semplicemente detto che la Nuclear Blast avrebbe voluto far uscire il nostro nuovo CD. Non direi che non eravamo soddisfatti della Massacre Records, ma la Nuclear Blast ha più possibilità di portarci avanti e di promuoverci al meglio.

E’ passato davvero tanto tempo dai vostri esordi, datati discograficamente 1997. Come pensate di essere cambiati nel corso degli anni?

Direi che siamo cambiati un bel po’. Abbiamo incominciato come gruppo simile ai Crematory, perchè erano loro che ci avevano ispirato a usare delle tastiere. Oggi come oggi vedo più i Graveworm come una band melodic death metal con influenze verso molti altri generi. Anche aver cambiato musicisti ti fa cambiare un po’ la tua direzione musicale.

Che cosa ricordate dei vostri primi tempi e dei primi passi nel mondo underground?

Ahah, la prima cosa che mi viene in mente dei nostri primi tempi è il nostro primo produttore nudo nella mia cucina! I ricordi più belli poi sono legati ai tour che abbiamo fatto e ai Paesi che abbiamo visitato per la prima volta tutti insieme. Assieme a questi ci sono anche ricordi meno piacevoli che ci sono serviti come lezione, come il fatto di suonare senza ricevere nemmeno da mangiare o da bere, o con persone che ci hanno fregato i soldi, ma ci vogliono anche queste cose, ti aiutano perchè ti fanno imparare e ti fanno andare avanti, come ti accade anche nella vita.

Mi pare che vi siate esibiti a Wacken proprio all’inizio della vostra carriera. A parte i ricordi del festival tedesco, quali sono stati finora i live più belli della vostra carriera?

Lungo la nostra carriera abbiamo suonato a vari festival, ma ti dirò che non è stato il Wacken quello che più mi ha impressionato, ma il Summer Breeze di due anni fa. Fu davvero fantastico. Anche suonare in Stati lontani come il Messico, la Russia o la Corea Del Sud ha fatto sì che venissero fuori delle esperienze fantastiche…

Voi siete in una zona di confine tra l’Italia e l’Austria. Che differenze notate – se ci sono – tra i live organizzati in Italia e quelli oltralpe?

In Italia purtroppo ci sono pochi organizzatori e sono troppo grandi, in questo modo le piccole band non avranno mai la possibilità di esibirsi dal vivo. Fin dalla nostra nascita noi ci siamo sempre spostati in Germania e in Austria, grazie alla nostra posizione di confine, perchè abbiamo sempre trovato dei promoter in grado di farci suonare. A volte abbiamo suonato per pochi soldi, a volte addirittura gratis, ma l’abbiamo sempre fatto con entusiasmo perchè è questo che ti fa andare avanti. In Italia purtroppo le occasioni per suonare mancano davvero, noi ci abbiamo provato, ma pensa che finora, fuori dall’Alto Adige, abbiamo suonato in Italia una volta sola (all’Italian Gods Of Metal 2008), questo ti fa davvero pensare…

Ormai vantate una carriera più che decennale. Quando dovete preparare un live in che modo scegliete la setlist?

Siamo in sei nel gruppo, quando dobbiamo affrontare un live ci troviamo in sala prove e ne parliamo. Non ci sono mai problemi a fare una setlist, siamo quasi sempre della stessa opinione :-) quasi… chi non è d’accordo non prende da bere al prossimo concerto :-)

Intervista Graveworm, Stefan Fiori

In passato avete scelto sempre delle cover molto originali da inserire nei vostri album, lontane dal mondo metal (“I Need A Hero”, “It’s A Sin”, “Losing My Religion”). Come mai queste scelte di genere e come mai proprio quegli artisti?

Secondo noi è più interessante proporre una cover di una canzone lontana dal metal. Se le ascolti fatte alla nostra maniera ti facciamo capire che alla fin fine anche questi brani pop sembrano davvero adatti per il metal :-) Ci divertiamo sempre un sacco a fare queste cover, purtroppo come avrai notato in questo nuovo album non siamo riusciti ad inserirne un’altra, ma sarà per la prossima volta!

Voi venite dall’Alto Adige, una terra che ha lunghi inverni con freddo, boschi, nevicate e luoghi che possono essere davvero solitari. Queste atmosfere che richiamano la Scandinavia possono avervi aiutato a sviluppare il vostro background black metal?

Non direi… Sicuramente il posto dove vivi influenza il tuo stile di vita e il tuo pensiero ma nel nostro caso non è la location geografica che ci ha spinto ad ascoltare e poi a suonare black metal. E’ stata semplice passione, eravamo appassionati di gruppi come Cradle Of Filth, Dimmu Borgir, Immortal e un sacco di altre band, probabilmente la passione verso questo tipo di sonorità faceva parte del nostro background. Poi ognuno decide di andare per la via che gli piace.

Ok ragazzi, l’intervista è finita. A voi l’ultima parola e grazie mille per la vostra disponibilità!

Grazie a voi per la possibilità di fare l´intervista… Godetevi il nostro nuovo album e speriamo di riuscire a suonare un po’ anche in Italia… Sarebbe ora direi!

Sito ufficiale: www.graveworm.de
Myspace: www.myspace.com/graveworm
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de
Recensione di “Fragments Of Death” su EP qui

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