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08/10/2011 : Symphony X + Pagan’s Mind + DGM (Rimini)

Pubblicato il 16/11/2011 da in Live report | 0 commenti


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08/10/2011 : Symphony X + Pagan’s Mind + DGM (Velvet, Rimini)

Live report Symphony X + Pagan's Mind + DGM

Quello del Velvet è un palco vero, piuttosto piccolo ma impregnato della passione del pubblico romagnolo. Colmo e stracolmo del rock di band che hanno fatto la storia, quelle che non riempiono stadi ma scaldano i cuori di qualsiasi location in cui si esibiscono; band di tutto rispetto come i Symphony X che, lo scorso ottobre, hanno incendiato le assi del locale riminese assieme ai DGM e ai Pagan’s Mind. La tripletta in questione non ha avuto problemi a riempire il Velvet, le cui pareti hanno cominciato a vibrare già dal sound check del pomeriggio. Ci siamo infilati all’interno proprio durante le prove dei DGM, pronti ad intervistare Russell Allen e a goderci il concerto.

Live report Symphony X + Pagan's Mind + DGM Live report Symphony X + Pagan's Mind + DGM

I cancelli aprono alle 20:00 e subito alle 20:30, ancora con la cena sullo stomaco, iniziano i nostri eroi italiani, che mettono ben in chiaro quello che sarà il tiro della serata: metal, metal e ancora metal! Con Mark Basile in forma strepitosa ed un cattivissimo Simone Mularoni alle chitarre, la resa dei pochi brani offerti è a dir poco spettacolare. Personalmente godo in maggior misura con i sei pezzi dei DGM piuttosto che con l’ora concessa ai Pagan’s Mind. Ma vabbè, son gusti. La (ex) band romana suona alcuni tra i brani più incisivi dell’ultimo studio album, “Frame”, aprendo le danze con la violenta “Heartache”, davvero bene azzeccata come opener, e continuando quasi senza sosta con “Enhancement”, “No Looking Back” (da brivido!), “…In A Movie”, “Brave New Blood” e l’ultima, apocalittica, “Hereafter”. Nella breve mezz’ora concessa, i DGM suonano da paura, dimostrando di non aver nulla da invidiare non solo ai Pagan’s Mind e ai Symphony X, ma anche a tutti i colleghi del mondo del prog metal. Gli intrecci tra Emanuele Casali e Mularoni sono sì precisissimi e tecnicamente impegnativi, ma sono soprattutto belli da ascoltare, incredibilmente melodici e di ottimo gusto, proprio come tutti gli arrangiamenti. E la resa live è a dir poco devastante, con tutti i membri della band che suonano come pazzi, capitanati da un frontman incredibile.

Live report Symphony X + Pagan's Mind + DGM Live report Symphony X + Pagan's Mind + DGM

La mezz’ora di spettacolo dei DGM passa davvero troppo in fretta, molto più velocemente dell’ora abbondante concessa ai PAGAN’S MIND che sono, a tutti gli effetti, una band talmente particolare che o piace da morire o annoia parecchio. Combinare il cantato “anni ’80” del bravo Nils K. Rue con dei brani tipicamente prog metal nei quali brilla Jorn Viggo Lofstad alla chitarra non è cosa facile. E l’orecchio spesso non riesce a digerire l’unione di queste due caratteristiche così stilisticamente lontane; cosa che, tuttavia, può anche rappresentare il vero valore aggiunto dei Pagan’s Mind. Quindi o bianco o nero, non c’è grigio in mezzo. Nonostante i gusti, la band suona davvero bene, con il già citato Jorn che va a salvare anche i brani meno efficaci scelti per questo live. Nils K. Rue non sente il peso degli anni e canta ogni singola canzone al massimo delle sue eccezionali possibilità, guadagnando in tecnica quello che (forse) perde in carisma. I norvegesi suonano gran parte del recente studio album “Heavenly Ecstasy” e chiudono con qualche classico di sempre: tra questi, la poderosa “Through Osiris’ Eyes” (tratta da “Celestial Entrance”, 2002) che conquista tutti i presenti. La loro performance rimane tuttavia sottotono sia rispetto ai DGM che agli headliner, vuoi per il genere piuttosto differente o per la mancanza di carisma della band. Proprio durante il loro show il volume incredibilmente alto del locale, gli amplificatori piuttosto vecchiotti ed un’amplificazione non proprio spettacolare iniziano ad infastidire i timpani delle prime file del pubblico, di cui la parte meno “fedele” si sposta sui lati alla ricerca di un’acustica migliore, a mio avviso introvabile all’interno del Velvet.

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Questo problema incide purtroppo sulla prestazione di tutte e tre la band, ma soprattutto con i SYMPHONY X, saliti sul palco mezz’ora dopo l’uscita dei Pagan’s. Volumi o non volumi, Romeo e soci cominciano a suonare subito alla grande, aprendo le danze con una bella fetta del recente “Iconoclast” e sparando alcuni dei pezzi meglio riusciti dell’album, come “Electric Messiah” e “Heretic”. I ragazzoni del New Jersey suonano a dir poco da paura, con Russell Allen che dà a tutti lezioni di canto, carisma ed interpretazione. La voce del gigante americano si esibisce in tutta la sua estensione, cantando ogni nota del suo registro a volte quasi in growl, altre con un timbro sporco al punto giusto e invece pulitissimo e brillante nelle note più acute. Insomma, Allen canta alla grande, ma di questo non c’è da stupirsi, o quasi. Gli altri della band non sono di certo da meno: suonano tutti in maniera impeccabile e gli arrangiamenti live sono a dir poco stupendi, con suoni bellissimi (nonostante l’acustica…). A metà scaletta i Symphony X piazzano la commovente ballad “When All Is Lost”, sempre tratta dall’ultimo album in studio, e proprio in questa occasione la band riesce a sfogare il meglio di sé: Romeo e Allen sono ineguagliabili, semplicemente unici, ma anche gli altri componenti non stanno di certo a guardare. Con “When All Is Lost” anche le orecchie del pubblico riescono a riposarsi dai volumi esagerati della serata. Ma solo per un brano, perché la seconda parte della scaletta prevede altre hit tratte da “Paradise Lost” e “The Odissey”, brani che dal vivo rendono molto meglio che in studio: è infatti sulle assi del palco che brillano maggiormente canzoni come “Inferno”, “Of Sins And Shadows” e “Eve Of Seduction”.
Dopo un’ora e mezzo di travolgente metal, di quello melodico, rabbioso e tecnicamente impossibile, i Symphony X chiudono la serata con la potentissima “Set The World On Fire (The Lie Of Lies)”, che suona come un cazzotto alle tempie. In molti speravano in una scaletta meno concentrata sull’ultimo “Iconoclast”, ma questo è il tour della sua promozione e non poteva essere diversamente. E comunque, che vi piaccia o no, sono davvero pochi quelli che riescono a suonare con la stessa energia e precisione dei Symphony X. Semplicemente spaziali.

Ecco di seguito altre foto della serata, realizzate da Massimo “Max Moon” Guidotti.
Pagan’s Mind:

Live report Symphony X + Pagan's Mind + DGM

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Symphony X:

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Il nostro Max con i Pagan’s Mind:
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